Generazione Zeta

“Amarsi è la rivoluzione”, la recensione del nuovo album di Eddie Brock
“Amarsi è la rivoluzione” recensione album Eddie Brock

“Amarsi è la rivoluzione”, la recensione del nuovo album di Eddie Brock

A sfruttare il lungo corso del Festival di Sanremo c’è anche Eddie Brock con la Deluxe del suo album “Amarsi è la rivoluzione“:

Avvoltoi: sicuramente non una ballad brillantissima, ma non meritava l’ultimo posto al Festival. Qualche nota positiva c’è, dai richiami al cantautorato romano alle batterie e gli assoli di chitarra del ritornello, anche se nel complesso resta molto anonima. 5.5

 

Il tuo universo: bella scrittura, in cui molti giovani si potranno ritrovare nelle loro crisi esistenziali. Il brano nasconde un bel messaggio, creare il proprio universo per vivere davvero a prescindere da quello che pensano gli altri. 6-

 

Portami via: fra le sorprese positive della serata cover. Nonostante la somiglianza e l’eccessivo rispetto per Fabrizio Moro, riesce a gestire una canzone che ha fatto la storia del Festival di Sanremo. 6-

Rivoluzione: un amore che ha la pretesa d’essere rivoluzione. Un po’ troppo retorico, il testo si incarta fra ingenuità e banalità nel racconto della passione. 5-

 

Tarocchi: fra i brani più famosi di Eddie Brock, prima della sua partecipazione al Festival. Dentro la ballad ci sono tutti gli elementi che lo hanno reso celebre, dal romanticismo romano alle immagini che si legano alla quotidianità cittadina. 6

 

Un’altra canzone d’amore: ballad più ritmata che, però, non va da nessuna parte. Non ci sono guizzi testuali e sembra essere scollata dalla linea musicale che aveva preso il progetto. 5-

Far West: insieme a Millie, in mezzo a richiami alla musica leggera degli anni ’60, racconta l’impossibilità di cambiare in amore. 6-

 

Non è mica te: il tormentone social e il vero grande successo della sua carriera. Il ritornello è intenso, dolce e vero sulla lontananza amorosa. Romanticismo, Roma nel quotidiano e tanta introspezione sono stati i punti chiave per portare alla fama il brano. 6.5

 

Maledettamente: il punto più rock del disco, anche se non pienamente riuscito a causa della mancanza di un testo forte in grado di valorizzare la diversità della strumentale. 5-

Matematica: in un mondo ricco di calcoli, si cercano emozioni che vadano oltre alla mera matematica. Un bello spunto autoriale, che riesce a valorizzare una ballad musicalmente anonima. 6-

 

Cristalli di sale: c’è spazio anche per qualche influenza disco, per raccontare un amore più leggero che si celebra in un ballo sotto la luna. 5-

 

Lungomare a Napoli: la ricerca di un amore ideale che si esaurisce nel lungomare di Napoli. Una scrittura sicuramente romantica, ma meno brillante rispetto ad alcuni suoi successi. 5-

T3: sperimenta anche nell’indie insieme a Roadelli e il risultato non è esaltante. Abbassando così tanto la qualità delle immagini nella scrittura per aderire alla quotidianità più bassa, depotenzia la sua capacità descrittiva fino al punto da non farla sembrare una sua canzone. 4.5

 

Promettimi: ritorna nella comfort-zone, scrivendo di una promessa amorosa sull’assenza. Con una penna in grande spolvero e un’intelligente costruzione musicale, riesce ad emozionare. 6

 

Lei non sa: nel brano si sentono le influenze di Ultimo, anche nella sua versione unplugged. A metà fra “Chiave” e “Ti dedico il silenzio”, ricerca quel tipo di vibrazioni con strofe più serrate e un ritornello molto aperto. Tuttavia l’operazione riesce a metà perché non raggiunge mai quell’incisività che hanno i brani di Niccolò. 5+

 

Alberi spogli: il momento più intimo del disco, scritto nel letto durante la notte, nel tentativo di cristallizzare un momento romantico prima che la routine rovini tutto. 5.5

 

Trattengo il respiro: trattenere il respiro per comprendere se si è vivi. Si analizzano le fragilità mentali di un uomo che sta perdendo il senso della sua esistenza. Il testo è la parte migliore della canzone, che pecca, però, di dinamica musicale. 5.5

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

Conosci l'Autore

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.

Categorie

Articoli Recenti

Newsletter

 * Iscrivendoti alla newsletter acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento Europeo n. 2016/679.

Seguici