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Amici 2025, resoconto e pagelle della sedicesima puntata
Amici 2025 recensione sedicesima puntata

Amici 2025, resoconto e pagelle della sedicesima puntata

Si torna nella scuola, come ogni domenica, per vedere gli sviluppi del pomeridiano:

 

Gara cover:

Riccardo: non riesce assolutamente ad essere credibile nel cantare un testo con un lessico e un modo d’esprimersi molto personale come quello di Olly. Su “Per due come noi” perde il controllo della voce e finisce fuori tempo a più riprese. 5-

 

Opi: faceva parte delle sue scelte e ora ne capiamo il motivo. Tralasciando la vicinanza timbrica con Fabrizio Moro, su “Portami via” è intenso ed emozionante. Ha la bravura di non strafare nelle basse e questo suo dosaggio lo porta ad essere più incisivo nel momento del secondo ritornello. 7.5

 

Angie: un’assegnazione perfetta per mettere in mostra la delicatezza del suo timbro. La sua voce è dolce e valorizza a pieno l’innocente fragilità amorosa di “Meraviglioso amore mio”. 8-

Amici 2025 recensione ottava puntata

Elena: per quanto potesse sembrare una scelta senza senso, sorprende positivamente su “Anema e core”. Pur rispettando la natura mediterranea del brano, la rivisita con richiami alla cultura gitana. 6+

 

Lorenzo: fa esattamente quello che ci aspettavamo su un brano struggente di Fiorella Mannoia. In “Come si cambia” è in perfetta comfort zone, fra introspezione e maturità. 6

 

Plasma: non aggiunge, anzi toglie al bel testo degli Psicologi. La fugacità dell’amore, espressa dai verbi al passato scritti sui muri, non viene per nulla rappresentata dall’interpretazione piatta e calante del rapper. 5-

Amici 2025 recensione settima puntata

Caterina: tralasciando l’assegnazione che non c’entra nulla col suo percorso, è l’ennesima esibizione senza personalità di Caterina. Le barre scritte sono davvero elementari e non c’entrano nulla con “7 years” e la bellissima storia di resilienza di Lukas Graham. Per quanto nobile fosse il tentativo di parlare della salute mentale, la resa è sicuramente insufficiente. 5-

 

Gard: nonostante la bella voce, non risulta all’altezza di un brano complesso come “Attenti al lupo”. Serviva leggerezza, visti i toni fiabeschi, ma anche una grande maturità nel parlare dei pericoli della vita e dell’accettazione di essi. Gard, invece, si limita ad eseguirla, risultando troppo anonimo. 5-

 

Michele: ha trovato la sua dimensione con questi brani internazionali che si prestano all’orchestralità. In “Sign of the times” è intonato, padroneggia il falsetto e ci regala degli splendidi momenti strumentali al violoncello. 8

Esibizioni (singoli):
  • Lorenzo: “Stupida vita” – 6-
  • Opi: “Scusa” – 5
  • Riccardo: “Mi fido di te” – 5

Rudy Zerbi: limita le polemiche a qualche sguardo e frecciatina. Non rischia praticamente nulla nelle assegnazioni, confermando la poca credibilità nel ricoprire il suo ruolo. 5-

 

Lorella Cuccarini: assegnazioni perfette per i suoi allievi, valorizzando tutte le qualità di Angie e Michele. Senza essere al centro delle discussioni, fa quasi sempre le scelte più intelligenti del tavolo di canto. 7

 

Anna Pettinelli: non ritorna a polemizzare sulla questione Opi, anzi è brava a seguire il ragazzo con il brano di Fabrizio Moro, cercando di recuperare un rapporto che si stava spezzando. 6

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

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Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.

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