Finalmente arriva la prima puntata del serale di Amici. Nuova giuria, nuove squadre e una rinnovata voglia di ben figurare con scenografie e corpo di ballo. Anche noi di Pillole di Musica Pop abbiamo scelto di cambiare qualcosa rispetto alle passate edizioni. Visto il continuo reiterarsi delle solite dinamiche infantili fra i professori di canto, non daremo più i voti per quanto riguarda la loro direzione artistica del serale, ma ci concentreremo solo sulle esibizioni dei ragazzi, cercando di lasciare tutto lo spazio di valutazione alle tre manches che hanno portato all’eliminazione di ben tre allievi:
Opi: esordisce con un brano che conosce molto bene, “Senza una donna”. Questo lo aiuta almeno a reggere vocalmente, visto che uno dei suoi difetti è sempre stato l’essere calante. Tuttavia mentiremmo se vi dicessimo che ha reso onore al senso d’abbandono raccontato da Zucchero. 5-
Lorenzo: accompagnato dalla voce e dal violoncello di Michele, riesce a fare un duetto dall’atmosfera internazionale. Violoncello e pianoforte si completano perfettamente, gestendo i tempi del brano “Don’t let the sun go down on me“. Rispetto ad Opi sono riusciti a raccontare con maggiore credibilità il tema dell’abbandono, con un’interpretazione matura e intensa. 7.5
Gard: paradossalmente la sua agitazione gli ha permesso di fare la migliore performance della serata. Vissuta come una vera prova del fuoco, fa il suo esordio su “Il mare calmo della sera”. A livello di pulizia ed estensione vocale è l’allievo più talentuoso della scuola. Se riesce a settare il suo livello interpretativo come ha fatto questa sera, possiamo già sbilanciarci sul vincitore di categoria. 8.5
Valentina: nella comfort zone dei brani internazionali è difficile che fallisca. Si lascia andare nella coreografia e nell’intimità di “Why“, per poi ben figurare anche attraverso la potenza vocale dimostrata nel medley “Girl on fire/ No one”. 7-
Opi: dimostra di non essere al pari degli altri due ragazzi quando non regge a livello tecnico il ritornello di “Supereroi”. Non riesce a recuperare nemmeno successivamente con un’esibizione troppo scarna su “Rubami la notte”. 5-
Riccardo: ben figura sul brano dei Modà, interpretato anche da Alessandra Amoroso. In “Urlo e non mi senti” ci sono tutte le caratteristiche per far performare bene Riccardo: ballad anni 2000, molto urlata con dei picchi sentimentali che arrivano nel secondo ritornello. Era in piena comfort zone, ma non ha fatto sbavature d’intonazione. 6.5
Michele: forse a tratti troppo teatrale nella sua interazione con Angie, viene giustificato dal tema di “Marvin Gaye” che gioca molto sullo stuzzicarsi in amore. A livello vocale le due voci regalano dei bei colori anche quando cantano all’unisono. Un po’ più cupa la voce di Michele che, però, viene addolcita dalla delicatezza del timbro di Angie. 7-
Elena: a gran voce chiedevamo delle assegnazioni folk e siamo stati parzialmente ascoltati. Anche se rimane ancorata al pop, è magnetica nel suo modo d’interpretare “Je veux“. Solida artisticamente e ben riconoscibile nella timbrica, il suo serale parte nel migliore dei modi. Speriamo possa essere l’outsider che sorprende e arriva in finale contro ogni pronostico, come fu per Sarah Toscano. 8
Lorenzo: a voler esagerare la fa quasi meglio di Achille Lauro. “Incoscienti giovani” sembra fatta su misura per lui. Elegante, tenebrosa e a suo modo romantica, la ballad riflette perfettamente la personalità di questo ragazzo. 8+
Michele: non si meritava il ballottaggio, né tantomeno l’eliminazione. Con il violoncello rende onore a “Do I wanna know” creando un’atmosfera elegante da spettacolo teatrale intorno al brano degli Arctic Monkeys. E anche la scrittura sulle scelte sbagliate di “Cattive strade” aveva dei guizzi molto interessanti. 7-
Angie: gioca tutto sul dolore e sull’intensità emotiva. Inizialmente con una grande performance vocale ricca di cambi di registro in “Never be enough” e, successivamente, sulle parole dedicate alla nonna defunta in “Lettere al cielo”. 8
Gard: meno brillante rispetto al brano proposto prima, ma comunque credibile nella goffaggine amorosa e nella potenza vocale di “Imbranato” di Tiziano Ferro. È sembrato più un manifesto di capacità vocali che un tentativo di sorprendere a livello interpretativo. 6.5
Plasma: limita i danni riscrivendo su “Il figlio del dolore”. Gioca un po’ troppo su un tema molto delicato come lo stupro e il femminicidio, costruendo un testo intriso di retorica e basato su barre dai facili applausi, ma dal poco valore autoriale. 5-
Caterina: si fa oscurare dalla personalità vocale di Elena. Le parti interessanti di “Malavita” si trovano tutte nelle parti cantate da Elena con citazioni a De Andrè, richiami folk e alcuni melismi interessanti. Di Caterina, sul brano dei Coma Cose, rimane ben poco impresso. 5-
Valentina: nonostante le due belle voci, delude insieme a Gard. La loro rivisitazione di un brano storico come “California Dreamin’” è molto insipida rispetto all’originale. Tutto il sentiment dovuto al desiderio di fuggire verso un posto più caldo e ricco di possibilità viene meno con la loro interpretazione troppo scolastica. 5.5
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.
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