Torna Amici prima di Pasqua, con un ballottaggio lasciato in sospeso e le manches che portano a un’eliminazione:
Caterina: presenta il singolo “Vuelve“, che forse è il punto più alto fra quello che ha portato ad Amici. Un suono ben riconoscibile, legato sempre al percorso latino e un buon testo sulla distanza da casa. 6
Valentina: regge la tensione su “You’ve got a friend“, anche se sembra che non riesca mai del tutto a far emergere il suo talento sul palco come faceva nei pomeridiani. Lascia il programma un po’ troppo presto, considerando che c’erano altri allievi meno meritevoli di lei. 6-
Angie: un brano talmente scritto su misura per Ditonellapiaga, che era difficile poter sorprendere in positivo su “Che fastidio”. Tralasciando che le influenze techno e house non c’entrano nulla con il suo mondo pop, riesce a non sfigurare portando a casa un’esecuzione pulita. 6-
Lorenzo: escludendo qualche problema nella gestione della respirazione, in “Stella stai” finalmente dimostra di poter variare nelle cover, abbandonando per un attimo la classicità di alcune ballad, per abbracciare la grinta del brano di Umberto Tozzi. 6
Caterina: torna a cantare in spagnolo anche nelle cover con la versione latina della hit sanremese di Sangiovanni, “Farfalle”. Forse penalizzata dalla leggerezza dell’originale, ne esce fuori una cover fin troppo scialba. 5-
Angie: più a suo agio sul brano “7 rings” di Ariana Grande, anche se poteva andare in difficoltà in alcune parti. Invece dimostra grande gestione ritmica e di respiro nelle strofe dalla matrice rap. 6
Plasma: riscrive su “Un mondo d’amore”. Molto confusionarie le barre che tirano in ballo la guerra, la situazione geopolitica attuale, l’inquinamento, l’alienazione social e la crisi d’ideali. Tralasciando il ritornello davvero mal eseguito, l’effetto è quello di un minestrone tematico in cui ci sono davvero troppe questioni analizzate superficialmente. Anche la morale finale di lasciare le sorti del mondo in mano all’innocenza dei bambini risulta fin troppo retorica, nonostante quasi tutti possiamo essere d’accordo con questa disamina. 5-
Elena: racconta l’inafferrabilità delle questioni esistenziali nello storico brano “Blowin’ in the wind“. Finalmente un brano pienamente folk che avevamo già chiamato a gran voce dal pomeridiano. Non delude le nostre aspettative, dimostrandosi anche una discreta polistrumentista. 7-
Riccardo: in duetto con Caterina in “Piccola anima”, non avevano una prova semplice visti i paragoni con Ermal Meta ed Elisa. Quando si portano i duetti, deve esserci equilibrio. Per quanto abbiano retto le difficoltà tecniche della ballad, Riccardo ha sovrastato troppo Caterina per tutta la canzone. 5.5
Riccardo: presenta il suo singolo “Un minuto in più”. Ballad in pieno stile primo decennio 2000, sulla fugacità dell’amore. Scritta su misura per lui, ha il solo difetto di non aggiungere nulla di originale alla discografia italiana. 6-
Caterina: la prova “Nothing compares 2 u” era una richiesta troppo pretenziosa per la sua voce. Tralasciando il paragone con Sinead O’Connor, ci sono troppe imprecisioni nella variazione dei registri e nella tenuta dell’estensione. 5-
Riccardo: apprezzabile l’intensità con la quale ha preso il tema di “Portami a ballare”, lasciandosi trasportare nella malinconia delle foto con la mamma presenti nella scenografia. Anche se vocalmente non la gestisce bene. Peccato perché le imprecisioni dovute all’emozione, hanno depotenziato la resa finale. 6-
Elena: il suo singolo “Lolita” è molto meno di quello che potrebbe essere un brano scritto da Elena. Fin troppo commerciale e dozzinale per il suo talento vocale, che potrebbe davvero sfondare nei generi nordamericani. 5-
Plasma: la sua “Segreto” è un tentativo di costruire una hit commerciale fra l’urban e un pop-estivo davvero poco riuscito. Anche nel testo non si trova nulla d’interessante per meritare un palco come quello del serale. 4
Angie: ricanta la sua “Millemila missili”, spiegando la confusione amorosa come se fosse un campo di battaglia. Intensa, anche se ha sicuramente dimostrato di meglio dal punto di vista testuale nei suoi inediti. 6-
Plasma: punta di nuovo sulla cassa dritta nella sua “Perdere te”, omologandosi a tantissime proposte del rap commerciale. Fuori dal contesto barre, quando deve costruire un testo su una base originale rimane troppo in superficie, risultando davvero banale. 4
Caterina: ovviamente anche lei porta la sua “RoseRovi”, molto coerente con il suo progetto pop-latino. Escluse le influenze prese dal flamenco e dalle bachate, continuiamo a pensare che non abbia nulla d’interessante in grado di lanciarla nella discografia italiana. 5.5
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.
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