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“Disincanto”, la recensione del nuovo album di Madame
“Disincanto'” recensione album Madame

“Disincanto”, la recensione del nuovo album di Madame

Lo aveva annunciato e, dopo lunghe attese, torna Madame senza peli sulla lingua in “Disincanto”:

 

Disincanto: l’apripista tematico del disco. La disillusione, tra rabbia e rassegnazione, è il nucleo dell’intero progetto. 7

 

Come stai?: spietata, ma anche dignitosamente onesta nel descrivere l’industria musicale e quello che sta diventando, fra ricatti e opportunismo. 7.5

 

Volevo capire: il singolo insieme a Marracash, in cui Madame vuole suddividere gli affetti puri da quelli che, invece, elemosinano la sua fama. Marracash aggiunge delle barre sulla sua gavetta nella povertà, e il risultato è un brano molto maturo che ridimensiona i soldi e il successo in favore della vera essenza umana. 7.5

Ok: il pezzo è crudo, in alcuni momenti volutamente volgare. Si parla dei sintomi depressivi legati alla freneticità dello star-system. 6.5

 

Invidiosa: al centro ci sono le pressioni sociali nel confronto con gli altri su qualsiasi campo, dai look alla fisicità, passando per il carattere e i successi lavorativi. Tutto questo sfocia in una malsana invidia che logora da dentro le persone. 7-

 

Mai più: tanti riferimenti, neanche troppo sottili, da Shablo a Esse Magazine. Anche questo brano è dannatamente onesto. Si parla di producer e manager che promettono milioni e, poi, tradiscono gli artisti appena non sono più vendibili. Si parla di dinamiche interne per portare in alto alcuni artisti e affossare altri scomodi che non accettano di vendersi a una hit. 8+

No pressure: il motto “No pressure” si traduce attraverso la creazione dei propri confini di libertà. Il non accettare i compromessi diventa l’unico modo per non venire schiacciati dalle aspettative. 6-

 

Bestia: il brano è una sorta d’esorcismo contro una bestia che sta logorando dall’interno Madame. È il suo modo per combattere gli effetti post-disillusione. 6

 

Puttana Svizzera: con Nerissima Serpe, Papa V e 6occia, il brano non c’entra nulla con il clima autoriale del disco. Le barre sono scollate e decontestualizzate dal tema principale e creano solo l’effetto scandaloso al primo ascolto. 3

Rosso come il fango: una presa di coscienza su quanto la fama l’abbia resa arrogante tanto da farle perdere il focus su ciò che conta davvero, la salute e gli affetti trascurati. 7-

 

Non mi tradire: le insicurezze dell’artista si proiettano anche nella sfera emotiva con la continua paura di venire abbandonata dai nuovi amori. 6-

 

Allucinazioni: le allucinazioni dell’artista, ormai, si confondono con la realtà. Il brano è pieno d’ansia e precauzioni emotive per non venire sfruttata dal sistema e da un mondo opportunista. 6-

La persona peggiore del mondo: la persona peggiore del mondo, ironicamente, è quella che non si sacrifica e sceglie per una volta, dopo tanti tradimenti, se stessa. 6

 

Grazie: i ringraziamenti finali non sono un’apertura di luce al disco, anzi lo fanno piombare nell’oscurità. L’outro è un elenco della quotidianità di un’artista rovinata dallo star-system. 6.5

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

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Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.

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