Dargen D’Amico si unisce ai sanremesi che escono con un progetto musicale dopo il Festival. Quello di “Doppia mozzarella” è un Dargen critico, polemico ed estremamente realista nel leggere la società moderna nella quale stiamo vivendo:
Ai Ai: un tormentone che non è stato tale. Un po’ incolore Dargen in questo Festival, anche in controtendenza rispetto al grande valore che, invece, è riuscito a portare nella serata cover. Forse ha ricercato troppe immagini creando confusione in questo singolo, che dovrebbe giocare sui danni che, potenzialmente, potrebbe fare l’intelligenza artificiale in una società molto tecnologica. 5-
Pianti Grassi: fragilità umane e il cinismo dei tempi moderni vengono messi dentro i concetti di un singolo, che solo apparentemente sembra caratterizzato da leggerezza. A livello radiofonico è molto più funzionale rispetto a quanto proposto a Sanremo. 5.5
Ottaviano: qualche gioco di parole che sembra declinabile anche alla sfera sessuale, per poi proseguire la disamina della società. Il dialogo è quello di una coppia molto distante, con una quotidianità basata su frasi fatte e incomunicabilità. 5.5
Centri commerciali: il paradosso dell’iperconnessione che ci rende più soli di quanto non fossimo prima. I centri commerciali, in questo senso, rappresentano luoghi immobili, proprio come i rapporti nella società moderna. 5.5
Piove metallo: oggettivamente il brano più interessante del disco. Con qualche linea melodica che richiama anche la nostra tradizione popolare, il brano è molto evocativo. La pioggia di metallo viene resa una presenza asfissiante nella canzone, come a simboleggiare un mondo distopico in cui la tecnologia ci sfugge di mano e ci opprime nella sua alienazione. 7
Tecno Tango: più elettronica che Tango, gioca molto sull’opposizione fra la passionalità del ballo e l’automazione tecnologica. 6-
Non bevo non fumo: a livello musicale sicuramente il pezzo più coinvolgente, fra parti strumentali e drop elettronici. Il testo ironizza sull’eccessiva astinenza della vita moderna, non solo alcolici e sigarette, ma anche emozioni ed esperienze. 6
Storie: l’immaginario è sempre quello di una società immobile e infelice, ma viene dato un messaggio di speranza. Le storie sono molto umane, e raccontano di come a volte basta un po’ di fortuna e casualità per dare una svolta alla propria esistenza. 6-
Prima nudi chiamavamo amore: fra stoccate alle incoerenze morali della politica e della religione, Dargen non rinuncia a dipingere un’umanità perduta che ricerca disperatamente la felicità. L’essere nudi rappresenta, metaforicamente, un richiamo alla purezza in cui si deve tornare per riportare l’amore nella nostra specie. 6
L’ascensore: l’intro di sassofono è suggestiva e introduce un testo molto ermetico. Sembrerebbe parlare di un rapporto fuori dal matrimonio, con gli alti e bassi rappresentati dalla metafora dell’ascensore. Una felicità a metà, che impoverisce la passione e la fa diluire in un mare d’insofferenza e insoddisfazione. 5.5
Doppia mozzarella: il brano è esagerato, paradossale e, a volte, volutamente caricaturale. La doppia mozzarella rappresenta l’eccesso di stimoli della nostra società, capace di trasformare i fiori in frutti amari. 5.5
Moto ondulatorio: una spiegazione, quasi scientifica della ciclicità dell’esistenza umana, fra scoperta, sessualità e momenti di fragilità. 5+
Ipertesto: grande metafora di quello che è diventata la società, un gigantesco ipertesto. Complessa, non lineare ed eccessivamente annodata nella sua modernità. 6-
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.
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