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Eurovision 2026, resoconto e pagelle delle semifinali
Eurovision 2026 pagelle semifinali

Eurovision 2026, resoconto e pagelle delle semifinali

Come di consueto, la stagione di Pillole di Musica Pop si conclude con 2 macro-eventi di musica televisiva. In attesa della finale di Amici, ecco la guida alle canzoni in gara all’Eurovision Song Contest:

 

Grecia: rappresentati da Akylas, almeno nella testualità “Ferto” ha la sua genialità nell’elencare una serie di conquiste materiali che, però, non portano mai alla pienezza dell’essere. Musicalmente si adegua molto al contesto europop della competizione. 5

 

Finlandia: Linda Lampenius x Pete Parkkonen presentano “Liekinheitin“, dove a fare da padrone sono i violini e la forte passionalità del testo che gioca molto con le metafore del fuoco. A metà fra l’orchestrale e l’elettronico, è un ibrido che rischia di fare molto bene in termini di classifica. 5.5

 

Belgio: Essyla propone il pop elettronico di “Dancing on the Ice“. Fra solitudine e desiderio d’adrenalina, il brano non brilla per originalità. 5-

 

Svezia: Felicia punta, invece, sulla dance con l’elettronica “My System“. Il testo è d’amore, descrivendo una relazione finita che, però, non smette di tormentarla, finendo addirittura per sentirla in ogni parte del suo corpo. 5+

 

Moldavia: Satoshi è patriottico con l’operazione “Viva, Moldova!“, celebrando l’orgoglio e l’indipendenza della propria terra. Nonostante il brano sia pop con qualche elemento di folklore, le strofe lasciano spazio anche ad alcune parti rappate che danno dinamica al brano. 5+

 

Israele: Noam Bettan porta tre lingue nella sua “Michelle“. L’inglese, l’ebraico e il francese dedicato alle origini della madre. I richiami sono ovviamente al pop-elettronico francese con una certa influenza lasciata da Stromae. La storia, invece, parla di un amore intenso in cui si nasconde, però, della tossicità che causa dipendenza. 6-

Serbia: originale la proposta metal dei Lavina e la loro “Kraj Mene“. Il pezzo è disturbante sia nei suoni, sia nelle atmosfere di un testo che descrive il vuoto lasciato da un profondo amore. 6-

 

Croazia: i Lelek sono pomposi con la celebrazione di “Andromeda“. Partendo dal mito, si parla della forza delle donne tramandata di generazione in generazione. Musicalmente ci sono elementi etnici, ma soprattutto tanti elementi di musica popolare che arricchiscono il brano di religiosità e aulicità. 6.5

 

Lituania: Lion Ceccah parte con un approccio ballad per poi svelare, invece, la vera natura europop del brano. In “Sólo Quiero Más” si parla di ricerca d’identità, nonostante momenti di perdizione e di sconforto. 5-

 

Polonia: Alicja mostra coraggio con “Pray“. Tralasciando il testo che parla d’affermazione personale attraverso l’aumento della propria autostima, la parte più interessante sono sicuramente le influenze musicali. L’intro ha elementi del gospel e del soul, per poi sviluppare delle strofe R&B portate avanti con la tecnica rap. Ne viene fuori un brano pop molto coraggioso, in cui vengono messe in mostra ottime doti vocali e un buon gusto musicale. 7+

 

Italia: forse per noi italiani è già finita l’euforia per il tormentone “Per sempre si”. Tuttavia, come ogni anno, abbiamo la capacità di scollarci dall’omologazione sonora di questa competizione. Attraverso la sua semplicità, la sua ottima preparazione tecnica e questo gusto retrò per la melodia italiana, Sal Da Vinci (pur avendo in mano una canzonetta) potrebbe convincere. 5.5

 

Germania: Sarah Engels si presenta con la radiofonica “Fire“. Il suono è omologato a quello delle pop-star che sentiamo in radio e il testo è didascalico nel descrivere la rabbia e la delusione dopo una relazione. 5-

Francia: Monroe è magnetica con “Regarde!“. Anche in questo caso il testo su un amore romantico e indissolubile vissuto a Parigi, passa in secondo piano rispetto alla grande personalità musicale operatic-pop della produzione. 7.5

 

Austria: il paese ospitante partecipa con “Tanzschein“. Il testo di Cosmó analizza la situazione dei night club, proponendo una soluzione bizzarra e autoritaria: far entrare solo chi è mosso dall’istinto di ballare. Eliminando tutti coloro che desiderano solo rimorchiare nelle discoteche, si inizierebbe a combattere la mascolinità tossica che viene analizzata attraverso metafore animalesche. A suo modo sperimentale, unisce l’umorismo austriaco all’electropop. 5-

 

Gran Bretagna: “Eins, Zwei,Drei” non è fra le proposte migliori del contest. Nonostante l’anima punk e un testo ricco d’immagini che, unite, formano l’identikit di un’esistenza allo sbando, il brano di Look Mum No Computer sembra essere più un esercizio di stile sull’elettronica analogica, che un sincero gesto di creazione artistica. 4.5

 

Bulgaria: Dara rappresenta la Bulgaria con l’Edm in “Bangaranga“. I club sono centrali anche nel testo parlando di notti brave, luci e ritmo irresistibile. 5-

 

Ucraina: Leléka si presenta con del pop alternativo per nulla immediato. Sono i vuoti e i respiri che valorizzano il pathos di “Ridnym“, con gli acuti finali e il refrain che rappresentano perfettamente il concetto di rifioritura e rinascita del testo. 7.5

 

Norvegia: Jonas Lovv, invece, propone il pop-rock di “Ya Ya Ya”. Pur apprezzandone l’energia sonora, il testo è fin troppo semplice nel descrivere il rancore dopo una relazione finita. 5.5

Australia: Delta Goodrem trova un brano che la valorizza sia come cantante che come musicista. “Eclipse” è una power ballad sull’amore, il cui difetto principale è un testo troppo retorico sul romanticismo di una coppia, ma con una grande dinamica musicale. 6.5

 

Romania: Alexandra Căpitănescu vira verso un rock più puro in “Choke Me“. Aggressiva, sia nell’interpretazione che nel testo, si parla della ricerca di una passione soffocante. 6-

 

Malta: Aidan, invece, si presenta con grande eleganza in “Bella“. Una ballad d’altri tempi dall’anima jazz che ricorda un amore passato, con la speranza di ritrovarlo di nuovo in futuro. 6-

 

Cipro: Antigoni unisce l’europop al folk cipriota con un uptempo dal nome “Jalla“, che celebra la capacità passionale del ritmo. 5.5

 

Albania: anche Alis sceglie la strada della pomposità nel pop orchestrale di “Nân“, celebrando l’amore incondizionato delle madri per i propri figli. Forse un eccesso di cori rende tutto molto più pesante di quanto dovrebbe essere, ma sicuramente è riuscito a dare musicalmente epicità ed intensità. 6-

 

Danimarca: Søren Torpegaard Lund non è irresistibile con “Før vi går hjem“. È una delle tante proposte nel pop elettronico, in cui si parla di passione sfrenata e notti passate negli istinti. 5-

 

Repubblica Ceca: Daniel Žižka sceglie, invece, la ballad minimale “Crossroads“. Il testo è molto intricato nel parlare di perdizione ed evasione, puntando molto sullo struggimento e sul senso d’oppressione. 5+

Top:
  • Francia
  • Ucraina
  • Polonia

     

Flop:
  • Gran Bretagna
  • Bulgaria
  • Austria

     

Outsider:
  • Croazia
  • Australia
  • Serbia

     

I tormentoni:
  • Italia
  • Moldavia
  • Romania

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

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Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.

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