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“Ho vent’anni con te”, la recensione del nuovo album di Riccardo Cocciante
“Ho vent'anni con te” recensione album Riccardo Cocciante

“Ho vent’anni con te”, la recensione del nuovo album di Riccardo Cocciante

Al Festival di Sanremo, forse, mancava un premio alla carriera, ovvero Riccardo Cocciante. Il cantautore torna dopo circa 20 anni con un album d’inediti dal titolo “Ho vent’anni con te“:

Ho vent’anni con te: ballad pienamente “Cocciantiana”, in cui viene celebrata una nuova giovinezza, quella di un amore che si è scelto per 20 anni in mezzo a tante difficoltà. 7

 

Aerei: la fugacità e la profondità espressa attraverso la metafora del volo degli aerei. Una ballad che da meno spazio alla strumentale, ma a livello autoriale è sempre in grande spolvero. 7-

 

Personaggi di un romanzo: assoli di chitarra per una ballad che parla degli innamorati con l’idealismo di un romanzo. Romantica, struttura l’amore come una grande favola. 7-

Amore, mare, morte: la ballad più suggestiva del disco con i cori che enfatizzano l’atmosfera aulica. Il luogo è una spiaggia dove si danno appuntamento l’amore, la morte e il mare. 7

 

Le polaroid: qualche influenza folk, con la metafora della polaroid per parlare di un amore passato di cui si attende il ritorno. 7

 

Vai lupo, corri!: il lupo che non è più l’antagonista, ma una vittima. La sua corsa diventa la rappresentazione dell’evasione che ogni essere vivente ricerca per sfuggire dalle malignità del mondo. Estremamente attuale, Cocciante non smette di parlare del presente con raffinatezza. 7.5

Piena di terra la mia mano: si fa influenzare dalle canzoni popolari per il testo di questa ballad. Viene celebrata la semplicità della terra e della natura con la loro forza rigenerativa paragonata a quella di un amore. 7+

 

Odile: la prima figura femminile del disco dall’omonimo nome del brano. Viene descritta come una figura misteriosa, la cui essenza si presenta in tanti elementi dell’universo. Essa, probabilmente, è la personificazione di un’assenza, causata da un amore finito o dalla morte. 6.5

 

Amo gli amori: un amore ideale, quello per tutti gli amori vissuti nella vita e per tutte le parole dolci che accarezzano come velluti. Un amore che passa anche dagli addii e dallo struggimento, ma che non si arrende mai a rincorrere la chimera della passione. 7-

Un uomo in armi: il rifiuto di ogni guerra se non quella fatta in amore. La ballad si manifesta raccontando le vicende di un guerriero emotivo, che affronta il dolore di un amore con onore e dignità. 7-

 

L’ora delle rondini: la ballad resta minimale, avendo come protagonista il volo delle rondini per parlare della fugacità delle parole d’amore. 6.5

 

Il pensiero che resta: la più cupa delle ballad, per chiudere in vecchio stile un buon disco di ritorno. Tante immagini evocative, come le onde che si infrangono sugli scogli e poi spariscono, per rappresentare la fine di un amore di cui resta solo il ricordo. 7.5

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

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Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.

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