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Intervista esclusiva a Camilla per il nuovo singolo “Atlantide”
Intervista Camilla

Intervista esclusiva a Camilla per il nuovo singolo “Atlantide”

Dopo avervi segnalato Aden (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Camilla, attualmente in rotazione radiofonica con “Atlantide”, il suo nuovo singolo. Conoscetela meglio nella nostra intervista!

Camilla Ricchiuti, in arte Camilla, è una giovane artista abruzzese che ha iniziato la sua formazione musicale all’età di otto anni, quando ha iniziato a studiare chitarra e flauto traverso. Tuttavia, è stato il canto a diventare la sua vera passione, e a nove anni aveva già capito che sarebbe stata una parte importante della sua vita.

 

Camilla ha accumulato numerose esperienze che l’hanno formata artisticamente e umanamente. Ha frequentato la scuola di musica Orizzonti Sonori e la Crossover Academy di Pescara, e successivamente si è trasferita a Londra per studiare Music Performance e Songwriting. Attualmente, studia Pianoforte Pop presso il Saint Louis College di Roma.

 

Camilla ha iniziato a scrivere le sue prime canzoni a 17 anni e ha avuto la fortuna di collaborare con diversi autori e produttori. Ha aperto i concerti di artisti noti come Carl Brave, Raphael Gualazzi, Nesli, Bianca Atzei e Shade, grazie al supporto del suo manager.

 

La musica di Camilla è influenzata dal pop, ma anche da altri generi e dalle colonne sonore dei film. Ama sperimentare e uscire dalla sua zona di comfort, e tra gli artisti a cui si ispira ci sono Tom Grennan, i Tors, Harry Styles e Ultimo.

 

Camilla cerca di scrivere musica capace di parlare a più generazioni e di trasmettere qualcosa di autentico. Il suo sogno più grande è cantare brani universali che possano raggiungere un pubblico sempre più ampio e portare conforto, ispirazione o, semplicemente, un momento di leggerezza.

 

Camilla ritiene che un anno sia un tempo realistico per avviare una strategia di promozione professionale e consolidare la propria presenza artistica. Il suo obiettivo è lavorare su questo progetto in maniera strutturata e concreta, passo dopo passo.

 

Atlantide” è il suo nuovo singolo, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 19 Settembre 2025.

Ciao Camilla, presentati ai nostri lettori.

«Ciao! Mi chiamo Camilla, ho 24 anni e sono una cantautrice. Sono davvero felice di avere uno spazio dove poter raccontare un po’ di me e della mia musica. Spero che il mio nuovo singolo, Atlantide, vi stia piacendo e vi accompagni in questi giorni più freddi, che ci fanno sentire ancora di più la nostalgia dell’estate.

Vi auguro una buona lettura e, se vi va di seguire passo passo tutte le novità, potete trovarmi sui social come Camilla Ricchiuti.»

 

Ti sei approcciata alla musica da giovanissima: dove sogni di arrivare?

«Quando si parla di sogni, non esistono limiti. E il mio, nella musica, è molto chiaro: un giorno vorrei esibirmi nei palazzetti, o magari anche negli stadi.
So bene che si tratta di un traguardo ambizioso e tutt’altro che facile da raggiungere, ma ci credo profondamente.
Nel frattempo, continuo a lavorare con impegno e dedizione, sperando che, passo dopo passo, questo grande sogno possa diventare realtà.»

 

Sappiamo che la tua impronta musicale è prettamente pop. Quali sono i tuoi modelli musicali di riferimento?

«Dopo aver trascorso quattro anni a Londra, posso dire che quell’esperienza ha avuto un impatto profondo sulla mia creatività e sulla mia identità artistica. Non a caso, molte delle mie principali influenze provengono dal panorama musicale anglofono, non tanto per la provenienza geografica, quanto per la lingua in cui scrivono e cantano. Tra gli artisti che più mi hanno ispirata ci sono Ed Sheeran, Tom Grennan, Harry Styles, 5 Seconds of Summer e Sam Ryder. Allo stesso tempo, mi sento legata anche a diversi artisti italiani, soprattutto per quanto riguarda la scrittura dei testi, più che per il
genere musicale o lo stile. In particolare, Ultimo e Alfa sono due nomi che sento affini al mio modo di raccontare emozioni attraverso la musica.»

Intervista Camilla
Nella tua carriera hai aperto i concerti di Carl Brave, Raphael Gualazzi, Nesli, Bianca Atzei e Shade: c’è una tua esibizione a cui ti senti maggiormente legata o di cui conservi il ricordo più bello?

«Assolutamente sì, ne ho due (sarebbe impossibile sceglierne solo uno): l’apertura del concerto di Carl Brave e Raphael Gualazzi. Due esperienze completamente diverse, ma che si completano. Quella di Carl Brave a Celano (AQ) è stata pazzesca. Non potrò mai dimenticare l’adrenalina nel momento in cui sono salita sul palco e mi sono trovata davanti a 20 000 persone. Al momento del brano ‘Locked Out of Heaven’ di Bruno Mars, tutti hanno cantato in coro insieme a me: uno dei giorni più belli della mia vita.
La seconda, completamente diversa ma altrettanto speciale, è stata l’apertura del concerto di Raphael Gualazzi a Prezza (AQ), un piccolo paese abruzzese. Lì l’atmosfera era molto più intima e raccolta. Insieme a un amico chitarrista scozzese abbiamo preparato un set completamente acustico, e il pubblico ci ascoltava in silenzio, con la stessa attenzione che si respira in un teatro. È stata una serata unica, fatta di emozioni più delicate ma altrettanto forti.»

 

Qualche settimana fa è uscito “Atlantide”, il tuo nuovo singolo: come è nata l’idea della sua creazione e produzione? E che riscontro sta avendo col pubblico?

«‘Atlantide’ è nata in un momento di grande transizione nella mia vita: era l’estate del 2024 e mi trovavo davanti a una scelta importante: tornare a Londra o restare in Italia. Proprio in quel periodo ho conosciuto Caterina Magliozzi, con cui ho scritto il brano, e Marta Venturini, che ne ha curato la produzione. Ci siamo ritrovate in studio in un caldo pomeriggio d’estate e, con leggerezza ma anche grande concentrazione, abbiamo dato vita a una sessione creativa intensa e divertente.
Quel giorno è nato un brano ritmato, ballabile e coinvolgente, ma allo stesso tempo carico di significato, capace di unire spensieratezza e profondità, esattamente ciò di cui avevo bisogno in quel momento della mia vita.
Il riscontro del pubblico è stato meraviglioso: tantissime persone hanno scelto di dedicarmi del tempo per scrivermi, condividere le loro emozioni legate al brano, commentare e ricondividerlo. Sentire che Atlantide ha parlato anche per loro, non solo per me, è stato uno dei regali più belli che potessi ricevere.»

 

Pop e mitologia, un connubio strano… Da dove nasce quest’idea?

«L’ispirazione nasce dalla mia profonda passione per la mitologia, un elemento che cerco spesso di intrecciare alla musica. Mi affascina l’idea di inserire nei miei brani riferimenti epici, mitologici e storici, che possano dare ulteriore profondità al messaggio. Da qui prende forma il parallelismo centrale del brano: così come gli studiosi inseguono con dedizione il mistero di Atlantide, i protagonisti cercano con la stessa intensità un amore autentico, libero da giudizi e convenzioni.»

Un amore genuino e intimo che può manifestarsi solo in privato, lontano dagli occhi indiscreti del mondo. Un amore a tratti border line?

«Si tratta sicuramente di un amore fuori dagli schemi, costretto a rimanere nascosto agli occhi del mondo. È proprio questa condizione a renderlo così intenso e carico di significato, ma allo stesso tempo anche più fragile. Tuttavia, i protagonisti hanno trovato la loro personale “Atlantide”: un luogo simbolico dove possono essere davvero se stessi, liberi da giudizi e pressioni esterne.»

 

Collaborare con Caterina Magliozzi ha portato nuove sfumature e intensità al pezzo. In che modo il confronto con lei ha cambiato o arricchito la tua visione iniziale?

«Caterina Magliozzi è un’artista con un solido bagaglio musicale. Ha alle spalle molte esperienze e una preparazione eccellente, sia dal punto di vista vocale che pianistico. Lavorare con lei è stato estremamente arricchente.

Una delle cose più belle di questo mestiere è proprio il confronto con persone che possono insegnarti qualcosa, trasmetterti la loro visione e ricevere a loro volta qualcosa da te. È in questi scambi che avviene la vera crescita artistica. Caterina mi ha dato preziosi consigli, ad esempio su come utilizzare la tecnica vocale per esprimere emozioni in modo più efficace. Ma, oltre al lato professionale, è stata anche una splendida compagnia durante la fase di scrittura. Prima di metterci al lavoro, abbiamo dedicato del tempo a conoscerci e raccontarci. Quel momento di apertura è stato fondamentale: quando si crea una connessione umana, la scrittura diventa più spontanea, fluida e sincera. E ‘Atlantide’ è nata proprio da quella intesa.»

 

Com’è cambiato, invece, il tuo sound e il tuo approccio musicale rispetto ai primi lavori?

«Le mie prime esperienze da cantautrice risalgono al 2017/2018, quando ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo del cantautorato.
All’inizio non è stato semplice capire quale direzione prendere: quando si è ancora alla ricerca della propria identità artistica, tutto appare in continua evoluzione. Oggi sento di aver trovato un mio stile, un modo di scrivere e cantare che mi rappresenta. Allo stesso tempo, però, ho un forte desiderio di sperimentare, di mettermi in gioco anche al di fuori del mio stile abituale. Credo che la musica, per natura, ci inviti a uscire dalla nostra comfort zone, solo così possiamo scoprire lati di noi che non immaginavamo nemmeno.

I primi anni del mio percorso sono stati segnati da una profonda ricerca personale e artistica. Ero sicuramente diversa da come sono ora: ancora non avevo chiaro quale genere volessi esplorare. Nonostante questo, già allora mi muovevo nell’universo pop, che è sempre stato la mia base, anche quando non avevo ancora trovato una direzione precisa. Sicuramente i primi brani rilasciati hanno contribuito a aumentare la mia consapevolezza all’interno della sfera musicale, mi hanno aiutato tanto a capire chi volessi diventare e hanno dato il via a un percorso meraviglioso, che ancora oggi seguo e che non vedo l’ora di scoprire dove mi porterà. »

Intervista Camilla
Qual è la caratteristica della tua musica che ti rende a tuo parere unica e sempre riconoscibile?

«Uno dei miei punti di forza come cantautrice è sicuramente la scelta delle fonti da cui traggo ispirazione. Mi piace andare alla ricerca di storie che mi emozionano e mi fanno riflettere, e spesso queste nascono da libri, film o serie TV che mi appassionano profondamente.
Ovviamente scrivo anche a partire da esperienze personali, ma trovo affascinante il modo in cui la narrativa in tutte le sue forme può ispirarmi tanta creatività. Tra le opere che hanno ispirato la mia scrittura ci sono il libro ‘Come Anima Mai’ di Rossana Soldano, per il quale ho composto un EP come colonna sonora, ‘Chiamami col tuo nome’ (sia il romanzo che il film), il libro ‘Una vita come tante’ di Hanya Yanagihara e la serie TV ‘Outlander’.
Questi sono solo alcuni esempi, ma rappresentano bene il tipo di sensibilità e profondità emotiva che cerco nelle storie che poi trasformo in musica.»

 

Nel comunicato affermi che un anno è un tempo realistico per l’avvio di una strategia di promozione professionale e il consolidamento della tua presenza artistica.
Cosa ne pensi, invece, del ruolo sempre più importante dei social e delle dinamiche di distribuzione? Pensi possano contribuire ad aiutarti in questo obiettivo o ad accelerare i tempi?

«I social media, se usati in modo consapevole e strategico, possono rappresentare uno strumento potente e di enorme aiuto per farsi conoscere e promuovere la propria musica. Ovviamente, il loro impatto dipende da tanti piccoli fattori: il tipo di contenuti, la frequenza di pubblicazione, l’interazione con il pubblico, e naturalmente le caratteristiche specifiche di ogni artista e del proprio progetto. Non esiste una formula universale, perché ogni percorso è unico. Mantenere un buon ritmo di pubblicazione, curare la qualità dei contenuti e saper creare una narrazione autentica sono elementi chiave che possono davvero fare la differenza. Chiaramente nel caso in cui si diventasse virali e si riuscisse ad arrivare a tante persone, bisognerebbe considerare quello come un punto di partenza e non come un arrivo.»

 

Come cambierà, quindi, il tuo approccio nel promuovere la musica?

«Dal rilascio di ‘Atlantide’ ho riscoperto il valore e l’importanza dei social media. Mi sono divertita molto a creare contenuti e a capire quali strategie potessero funzionare meglio per i miei profili. Rispetto all’ultimo brano che ho pubblicato, circa un anno fa, ho adottato un approccio decisamente più consapevole e mirato nella gestione dei social. Essi sono senza dubbio un ottimo mezzo per accompagnare e potenziare la promozione di un brano, permettendo di raggiungere un pubblico più ampio e instaurare un dialogo diretto con chi ascolta. Ovviamente l’utilizzo di queste piattaforme non dovrebbe mai arrivare a snaturare chi si è artisticamente, ma se restano uno strumento al servizio della musica e della sua diffusione offrono sicuramente delle grandi opportunità.»

 

Quali saranno i tuoi prossimi passi artistici? Qualche sorpresa per i tuoi fan?

«Sto lavorando con grande entusiasmo a nuovi progetti, tra pubblicazioni e altre sorprese, anche se al momento non ho ancora date precise da condividere. Spero di poter annunciare tutto al più presto e raccontarvi di più su ciò che sta arrivando. Non vedo davvero l’ora di farvelo scoprire!»

Intervista Camilla

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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