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Intervista esclusiva a Face per il nuovo singolo “Vengo dal futuro”
Intervista Face

Intervista esclusiva a Face per il nuovo singolo “Vengo dal futuro”

Dopo avervi segnalato Sambiglion (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Face, attualmente in rotazione radiofonica con “Vengo dal futuro”, il suo nuovo singolo. Conoscetelo meglio nella nostra intervista!

Face è il progetto solista di Filippo De Fazio, cantautore bolognese già noto come membro della storica band “The Hangovers”. La sua musica è un esercizio di introspezione emotiva, dove amore, fragilità e resilienza si intrecciano in testi che non cercano compromessi, ma guardano dritto all’essenziale.

 

Il percorso dell’artista ha subito un’accelerazione decisiva a fine 2025 con la firma per Qanto Records, label con cui ha inaugurato una nuova fase creativa. È qui che prendono vita “Anche se” e “Vengo dal futuro”, brani che ne hanno consolidato l’identità artistica.

 

Attualmente impegnato nel “Vengo dal futuro Tour” — oltre 20 date che lo hanno visto protagonista, in particolare, nei club della sua Bologna — FACE è un progetto in piena ascesa. Il prossimo capitolo è già scritto: l’artista si prepara a pubblicare il terzo singolo, “Al massimo”, una prova di maturità che promette di alzare ulteriormente l’asticella.

 

Vengo dal futuro” è il suo nuovo singolo, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da Venerdì 26 Giugno 2026.

Il tuo nuovo singolo “Vengo dal futuro” suggerisce qualcuno che conosce già l’andamento delle cose. Se davvero venissi dal futuro, quale verità sul presente eviteresti accuratamente di raccontare?

«Lascerei che ognuno scoprisse il proprio percorso. Alcune verità hanno valore solo quando ci arrivi da solo. Gli errori fanno male, ma spesso sono i migliori insegnanti.»

 

La canzone parla della consapevolezza che arriva troppo tardi. Pensi che sia inevitabile o esista un modo per imparare senza dover perdere qualcosa?

«Credo che si possa imparare anche ascoltando gli altri, ma certe lezioni diventano davvero nostre solo vivendole. L’importante è restare sempre curiosi e aperti al cambiamento.»

 

Hai ambientato il brano tra il 1993 e il 2001. Perché proprio quel periodo? È un riferimento autobiografico o rappresenta un’immagine collettiva di un tempo che percepiamo più innocente?

«C’è sicuramente qualcosa di autobiografico, ma penso che molti si ritrovino in quegli anni. Erano tempi che ricordiamo con leggerezza e autenticità, anche se forse li idealizziamo un po’.»

La nostalgia è un sentimento molto presente nella musica di oggi. Per te è un rifugio o un rischio?

«È un rifugio quando ti ispira, ma diventa un rischio se ti impedisce di vivere il presente. Preferisco usarla per creare qualcosa di nuovo.»

 

Scrivi che il tempo ci insegna a desiderare certe cose solo quando stanno già scivolando via. C’è qualcosa che, oggi, stai cercando di vivere con più lucidità proprio per non rimpiangerla domani?

«Cerco di dare più valore alle persone che amo e al tempo che passo con loro. Sono cose che troppo spesso diamo per scontate.»

 

Se potessi davvero parlare con il Filippo di dieci anni fa, gli daresti un consiglio o preferiresti lasciarlo sbagliare?

«Gli darei qualche consiglio, ma non gli eviterei gli errori. Sono stati proprio quelli a rendermi la persona che sono oggi.»

Intervista Face
Quando scrivi, hai più paura di dire troppo o di non riuscire a dire abbastanza?

«Ho più paura di non riuscire a dire abbastanza. Vorrei che ogni canzone riuscisse a trasmettere esattamente quello che sento.»

 

Dopo l’esperienza con una band storica come The Hangovers, quanto è stato difficile togliere il “noi” e abituarsi all’“io”?

«All’inizio è stato strano. Da solo ogni scelta pesa di più, ma allo stesso tempo sento di potermi esprimere senza compromessi.»

 

Con FACE hai la sensazione di scrivere canzoni che, in passato, non avresti avuto il coraggio di pubblicare?

«Sì, oggi mi sento più libero di raccontare anche le mie fragilità. Credo che la sincerità arrivi più forte di qualsiasi maschera.»

Intervista Face
Il progetto solista ti ha dato maggiore libertà o anche più responsabilità, sapendo che ogni scelta artistica porta soltanto la tua firma?

«Entrambe. La libertà è bellissima, ma comporta anche la responsabilità di credere fino in fondo in ogni scelta.»

 

Dici che la tua testa è già ai prossimi singoli. Riesci ancora a goderti un traguardo o sei uno di quelli che, appena raggiunge un obiettivo, guarda subito quello successivo?

«Sono sempre proiettato verso il prossimo obiettivo. Però sto imparando a fermarmi ogni tanto e ad apprezzare il percorso fatto.»

 

Se “Vengo dal futuro” fosse davvero una lettera spedita indietro nel tempo, a chi sarebbe destinata: a una persona che hai amato, al te stesso di ieri o a chi ti ascolta oggi?

«Al me stesso di ieri. Se quel messaggio può aiutare lui a non mollare, allora può arrivare anche a chi oggi si ritrova nelle mie canzoni.»

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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