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Intervista esclusiva a Grid per il nuovo singolo “Alibi”
Intervista Grid

Intervista esclusiva a Grid per il nuovo singolo “Alibi”

Dopo avervi segnalato Luce (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Grid, attualmente in rotazione radiofonica con “Alibi”, il suo nuovo singolo. Conoscetela meglio nella nostra intervista!

Grid, pseudonimo di Fabiana Mattuzzi, nasce in provincia di Padova nel Marzo 2001 e inizia a cantare nel coro della scuola all’età di sei anni, prendendo anche lezioni di pianoforte. La sua insegnante, riconoscendone le spiccate abilità canore e interpretative, la incoraggia a prendere lezioni di canto.

 

Grid cresce ascoltando pop, soul, blues e rock, e studia in una scuola inglese che le permette di parlare e scrivere fluentemente diverse lingue. Il nome d’arte “Grid” nasce dalla sua passione per le moto, che ha sviluppato nel 2015 grazie al contesto familiare legato al mondo dei motori.

 

Come artista, Grid si distingue in un panorama discografico prettamente maschile, facendo dell’essere donna una marcia in più per raccontare i suoi pensieri, emozioni e sentimenti attraverso la sua musica. Il suo obiettivo è dare forza e sostegno a chi l’ascolta, invitandolo a non arrendersi mai, a essere se stesso indipendentemente dal giudizio altrui e a inseguire i propri sogni.

 

Alibi” è il suo nuovo singolo, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 Giugno 2025 e in rotazione radiofonica dall’11 Luglio.

Ciao Fabiana, presentati ai nostri lettori.

«Ciao a tutti, sono Grid, ho 24 anni e vengo da Padova. La musica mi accompagna fin da piccolina. Sono una cantautrice, una persona dinamica ed estroversa, che ama stare con le persone e ascoltare le loro storie.»

 

A cosa dobbiamo Grid, il tuo nome d’arte?

«Grid è il mondo di Fabiana a 360 gradi, unione di musica e motori, elementi che rappresentano al meglio chi sono.»

 

Come e quando ti sei avvicinata alla musica?

«In realtà non c’è stato un momento della mia vita in cui io non fossi vicina alla musica, perchè a 3 anni giocavo già con i suoni bianchi per creare melodie. Ho capito, però, che la musica era la mia valvola di sfogo a 6 anni, quando sul palco mi sono sentita veramente me stessa. Mi apprezzavo anch’io.»

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C’è qualcuno che, inizialmente, ti ha ostacolato o spinto verso questa strada?

«Ho sempre avuto il totale supporto della mia famiglia. Crescendo, però, ho conosciuto persone nel mondo discografico che mi spingevano a scegliere solo un percorso ed una passione, o la musica o i motori. Proprio per questo ho deciso di cambiare tutto ed unire ancora di più le due passioni.»

 

Crescendo, hai avuto la possibilità di studiare in una scuola inglese che ti ha permesso di parlare e scrivere fluentemente diverse lingue. Pensi che, senza, sarebbe andata diversamente?

«Domanda difficile, ma penso proprio di sì. Ho iniziato a fare musica proprio nella mia scuola e, senza la mia primissima prof che mi ha fatto amare ancora di più la musica, forse, non sarebbe stato così il mio percorso.»

 

In quale lingua ti riconosci/ti trovi più a tuo agio?

«Sono cresciuta con l’inglese, quindi ho sempre trovato più naturale scrivere in quella lingua. L’italiano, invece, è sempre stata una sfida per me e devo ammettere che, ancora oggi, molte cose che scrivo in italiano non mi convincono come quelle in inglese. Però sono molto legata alla mia lingua e cultura, quindi mi impegno costantemente per migliorare.»

Intervista Grid
Qualche settimana fa hai pubblicato “Alibi”, il tuo nuovo singolo: come è nata l’idea della sua creazione e produzione? E che riscontro sta avendo col pubblico?

«Volevo fare qualcosa di diverso, che mi rappresentasse davvero, senza essere pesante. L’idea mi è venuta circa un anno fa, guardando Sanremo 2024. Da lì è partito tutto. Elya Zambolin ha capito subito cosa volevo dire, e con Marra – che conosce bene il sound che amo – abbiamo costruito tutto insieme. Sono davvero felice del riscontro: tante persone hanno notato una crescita, anche personale, e questa cosa mi fa davvero piacere.»

 

C’è un messaggio preciso che speri arrivi a chi ascolta “Alibi” per la prima volta?

«Quello di vivere sempre le proprie emozioni, anche quando fanno paura. Alla fine, il rimpianto di non averle vissute fa più male del dolore che provi vivendo. A me è successo: a volte ho evitato certe emozioni per paura di soffrire, e ancora oggi me ne pento.»

 

Un brano che esplora la complessità delle relazioni umane, attraverso una riflessione profonda sulla natura dei sentimenti e delle relazioni nel mondo di oggi. Come mai la scelta di questa tematica?

«Come dicevo, è qualcosa che ho vissuto in prima persona e di cui mi pento ancora oggi. Tante persone che ho incontrato – amici, familiari – mi hanno fatto riflettere su quanto sia comune scappare dai propri sentimenti. A volte l’ho fatto anch’io per motivi anche banali: al primo segnale mi chiudevo, senza nemmeno ascoltare le spiegazioni, solo per evitare di soffrire dopo. Ma ho capito che non sono l’unica, e credo che su questo ci sia ancora tanto da lavorare.»

Quanto è difficile veicolare un messaggio sociale in musica senza risultare didascalici?

«Difficilissimo perchè puoi risultare o troppo pesante o poco incisiva. Io ho cercato di essere semplicemente me stessa, usando il mio gusto personale sperando potesse arrivare.»

 

“Alibi” suggerisce un’analisi sulle relazioni di oggi, appunto. In che modo questo processo di ricerca ti ha cambiato come artista e come persona?

«Come dicevo, è un percorso che mi sta formando ancora oggi. Dopo aver trovato più consapevolezza e chiuso capitoli che, forse, potevano restare aperti, mi sento cresciuta. È come se fossi arrivata a quello step in cui, finalmente, mi sento donna. Ho capito che puoi trovare tutte le scuse che vuoi, ma i sentimenti non spariscono: tornano sempre, proprio come le persone che sono destinate a te. Magari in un’altra forma, ma tornano.»

 

Dopo aver scritto “Alibi”, hai avuto modo di rivedere i tuoi rapporti sotto una luce diversa?

«Sì, ho rivisto tantissimo i miei rapporti e cercato un nuovo punto di partenza. La musica mi ha davvero aiutata in questo.»

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Qual è il tuo “alibi perfetto”?

«Mi sono sempre nascosta nelle sofferenze sentimentali del passato, addossando le colpe di un rapporto malato a chi veniva dopo e che non c’entrava niente, solo per paura di rivivere le stesse cose.»

 

Nel comunicato stampa sostieni “di aver trovato una nuova versione di me stessa, un’evoluzione che rappresenta a pieno la donna che sono diventata.” Chi è oggi Grid?

«Una donna che, se prima non aveva paura di mostrare se stessa, ora non ha nemmeno paura di vivere ogni sentimento che la faccia sentire viva. Posso dire di essere, finalmente, fiera di me e delle persona che sto diventando.»

 

Lasciaci con una frase o un pensiero, che non sia necessariamente legato alla musica, ma che sia di buon auspicio a chi ci legge.

«Non abbiate mai paura perchè il nostro peggior nemico possiamo essere veramente noi stessi.»

Intervista Grid

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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