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Intervista esclusiva a Layana per il nuovo singolo “Solita notte”
Intervista Layana

Intervista esclusiva a Layana per il nuovo singolo “Solita notte”

Dopo avervi segnalato Kamylla (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Layana, attualmente in rotazione radiofonica con “Solita notte”, il suo nuovo singolo. Conoscetela meglio nella nostra intervista!

LAYANA è una cantautrice e interprete cresciuta tra Milano e Londra. Si avvicina alla musica fin da bambina, iniziando a studiare canto all’età di 8 anni per poi ampliare la propria formazione attraverso scenografia, fotografia, teatro e recitazione. Il suo immaginario unisce voce, scrittura, estetica e performance muovendosi in un pop emotivo, elegante e intenso. 

 

Il primo salto lo fa pubblicando una serie di cover e aprendo, nel 2024, alcune date del tour italiano di Jack Savoretti, esperienza che le permette di consolidare la propria presenza dal vivo.

 

Nel 2025 arriva al grande pubblico con XFactor. All’interno del programma, seguita da Achille Lauro, si distingue per una vocalità fragile e potente allo stesso tempo, interpretando brani come “Blue Jeans” di Lana Del Rey, “The Greatest” di Billie Eilish, “Ancora, Ancora, Ancora” di Mina e “Amandoti” dei CCCP.


Accanto alla musica, Layana coltiva un forte legame con il mondo dell’immagine e del teatro, ambito in cui ha collaborato con brand e contesti di rilievo. La sua identità artistica si costruisce proprio nell’incontro tra sensibilità musicale, presenza scenica e ricerca visiva.

Solita notte” è il tuo primo inedito ufficiale: che sensazione ti fa mostrarti attraverso qualcosa di completamente tuo?

«Mi fa sentire molto fiera di me, ma anche estremamente vulnerabile perché, dentro “Solita notte”, ci sono parti di me molto vere. Poi, in generale, credo che oggi ci voglia coraggio a mostrarsi davvero attraverso qualcosa di completamente proprio. Io, per tanto tempo, ho avuto paura di farlo, ma oggi sento di aver trovato una quadra nel mio modo di esprimermi, mi sono sentita coraggiosa.»

 

Hai costruito negli anni un immaginario molto preciso tra musica, teatro e immagine. Quando hai capito che per te l’arte non poteva essere una cosa sola?

«Credo di averlo sempre saputo senza, però, essermi mai davvero posta questa domanda. Per me l’arte è sempre stato l’unico modo che avevo per esprimermi e l’ho sempre fatto attraverso diverse forme.»

 

Ti senti più vicina alla figura della cantante, della performer o della narratrice?

«Ad oggi ti direi in ordine: narratrice, cantante e performer.
Il canto è sempre stata la mia più grande passione e il modo più naturale che ho per esprimermi, ma credo che per me tutto parta sempre e comunque dalla necessità di raccontare qualcosa.
Mi rendo conto che anche il mio bisogno di cantare nasce dal bisogno di dare voce a delle storie, a delle emozioni o a qualcosa che sento dentro.
In generale anche nella musica che ascolto o nelle forme d’arte che mi colpiscono ciò che mi emoziona davvero è sempre il messaggio che riescono a trasmettere.»

Intervista Layana
“Solita notte” parla di un amore che continua anche quando sappiamo già che finirà male. Ti interessava raccontare più la dipendenza emotiva o la lucidità di chi resta?

«Assolutamente la lucidità di chi resta.
Il concetto di “Solita Notte” nasce proprio da una serie di notti che ho vissuto tutte uguali tra loro, in cui ero estremamente lucida su quello che stavo vivendo, ma non riuscivo a spostarmi.»

 

Nel brano la notte sembra quasi un luogo mentale più che un momento della giornata. Cosa rappresenta per te?

«Lo è. Chi mi conosce sa che vado sempre a dormire tardissimo.
Passo gran parte delle notti a scrivere, pensare e immaginare il futuro di questo progetto. È l’unico momento della giornata in cui non ho distrazioni e posso davvero restare sola con i miei pensieri. Per me la notte è come uno specchio, le emozioni diventano difficili da ignorare.»

 

C’è una frase o un’immagine del pezzo che senti particolarmente tua?

«In particolare, la frase: “ho distrutto di tutto per sentire qualcosa.”»

Com’è stato lavorare con Dario Mangiaracina?

«Dario è una persona e un artista incredibile.
Sono davvero grata che sia arrivato nella mia vita in questo momento del mio percorso musicale. Lavorare con lui è molto bello perché c’è un confronto continuo e molto sincero. È una persona che ascolta tanto e che riesce a mettermi nella condizione di sentirmi libera creativamente senza giudizio.
In generale è un lavoro che mi stimola tanto, perché ogni volta nasce anche da conversazioni molto profonde, oltre che musicali.»

 

Nel comunicato parli di una “resa dolceamara”. Secondo te esiste una forma di bellezza anche nelle relazioni che ci fanno male?

«Forse sono la persona sbagliata a cui fare questa domanda perché purtroppo, o per fortuna, tendo a romanticizzare qualsiasi cosa succeda nella mia vita. Ho sempre avuto una visione molto fiabesca delle cose che mi accadono…Quindi si, assolutamente!
Anzi, io credo che sia bellissimo provare anche dolore in una relazione finita male, significa che abbiamo provato amore.»

 

A X Factor hai attraversato mondi molto diversi: Lana Del Rey, Billie Eilish, Mina, CCCP. Cosa ti hanno lasciato artisticamente queste interpretazioni?

«Anche se sono mondi molto diversi tra loro, credo che tutti questi artisti abbiano in comune uno stesso linguaggio emotivo. Lana Del Rey mi ha influenzata molto nel modo di immaginare la musica e i suoni in questa estetica cinematografica ed elegante, Mina mi ha insegnato il peso delle parole e l’importanza dell’interpretazione, mentre Billie Eilish mi ha fatto capire quanto la vulnerabilità possa diventare una forza sul palco. “Amandoti”, invece, è stata un’esibizione molto importante per me perché ricordo il lavoro fatto con il mio giudice per arrivare a sentirmi libera sul palco.
Ero convinta di non riuscire a usare il corpo, a muovermi, a occupare davvero lo spazio. Quell’esibizione mi ha insegnato che molti limiti esistono soltanto nella mia testa e che il palco non deve farmi paura.»

 

C’è una canzone che senti di aver trasformato completamente facendola tua?

«”Amandoti” dei CCCP. Perché credo che, con questo brano, sia riuscita a raccontare più lati di me nella stessa esibizione.»

Intervista Layana
Qual è stata la parte più difficile di quell’esperienza?

«Sicuramente quando è finita.
Non è stato facile per me tornare alla vita reale.»

 

Se dovessi descrivere “Solita notte” con un colore e una stanza, quali sarebbero?

«Rosa Cipria e un salotto abbastanza disfatto con un tappeto, un divano e fogli sparsi…»

 

Qual è la cosa che vorresti non perdere mai entrando nell’industria musicale?

«Vorrei non perdere mai la sincerità e la spontaneità con cui ho iniziato a fare musica. La capacità di scrivere e comunicare qualcosa di vero senza giudizio.»

 

Se questo inedito fosse una porta aperta sul tuo mondo, cosa troveremmo entrando?

«Trovereste la me di oggi che prova continuamente a scavalcare un muretto, mentre la me bambina resta aggrappata ai suoi piedi cercando di seguirla ovunque. Layana è un mondo che vive anche di questi contrasti, è fragile e forte, malinconica e teatrale… è il punto in cui convivono la donna che sto diventando e la bambina che mi porto ancora dentro.»

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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