Dopo avervi segnalato Venerdì20 (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Livrea, attualmente in rotazione radiofonica con “Finalmente, musica!”, il suo nuovo EP. Conoscetela meglio nella nostra intervista!
Livrea è una cantautrice veneta nata nel piovoso autunno del 2000.
Nelle sue canzoni costruisce mondi ricchi di colori e sfumature, dove convivono trame psichedeliche, jazz e una forte impronta cantautorale.
Il nome “Livrea” richiama l’idea di corazza, abito, metamorfosi: attraverso la voce e la scrittura, modella un immaginario sonoro fatto di grotte meravigliose, echi nostalgici e paesaggi ultraterreni. Appassionata da sempre alle arti visive, intreccia musica e immagini in racconti creativi e dettagliati.
Nel 2023 pubblica il suo album d’esordio, “Il canto del villaggio”. Successivamente avvia una nuova fase creativa insieme al produttore Duck Chagall. Nel 2025 esce “Diario di scavo”, un lavoro di musica concreta, scritta e “messa a terra” con la pazienza e la passione di una restauratrice alle prese con le minuscole tesserine di un mosaico antico. (Rockit)
Il 6 Marzo è uscito “Finalmente, musica!”, EP in cui Livrea raccoglie verità intime e sogni di giovane donna, anticipato dal singolo “Arrivo”.
«Quando scelsi questo nome, lo preferii ad altri perché sapevo che mi avrebbe rappresentata nel mio essere curiosa e aperta al cambiamento. Questa curiosità si riflette molto nella musica che faccio e nella cura che metto in ogni singolo dettaglio del mio progetto. Cerco che le mie canzoni, in qualche modo, riflettano il processo della metamorfosi animale, per istinto o sopravvivenza.»
«Da tantissime ore di ascolto e pratica! Nel corso degli anni mi sono approcciata a diversi mondi che hanno plasmato il suono che mi piace ora, e non nego che in futuro qualcosa potrebbe trasformarsi ed evolvere. Naturalmente gli incontri che ho fatto con insegnanti e, soprattutto, musicisti e produttori mi hanno lasciato tanto: è sempre bello condividere la propria visione con persone che possono aiutarti a vedere le cose in modo diverso, rendendo il quadro tridimensionale.»
«Le arti visive sono per me una fonte d’ispirazione da sempre, l’esempio più eclatante che posso fare, e che ricordo in modo lucidissimo, è stato il momento in cui ho capito che “Diario di scavo”, il mio disco uscito nella primavera 2025, era inconsciamente ispirato al film “La Chimera” di Alice Rohrwacher. Mamma mia! Quando ci penso vorrei perdermi nelle tombe etrusche a scovare tesori di tremila anni fa.»
«Dal mio primo disco ad ora, sicuramente, c’è stato un percorso di “analogicizzazione”, non in quanto al genere, ma al fare, al rendere tutto il lavoro un processo artigianale. Dopo il mio primo lavoro ho cercato di fare della musica minuziosa, attenta, creativa, anche stravagante se vogliamo, un po’ irresponsabile, ma senza freni o schemi precostituiti, e sono felice!»
«Gli arazzi mi affascinano perché sono preziosi, ricchi di colori e dettagli e, soprattutto, spesso raccontano delle avventure magiche: tutto quello che vorrei dalla mia musica! Quando scrivo cerco di raccontare le mie storie come fossero delle avventure, a volte spigolose, altre più dolci e sensuali. I suoni, invece, sono i colori, le sfumature, la grana del tessuto.»
«Le assonanze sono proprio nella tipologia di processo descritto nella risposta precedente, infatti inizialmente l’EP sarebbe dovuto essere semplicemente la seconda parte del disco, poi durante la stesura dei brani mi sono resa conto che la natura e le esigenze di queste quattro canzoni avevano una natura propria, dialogavano e si incastravano tra loro attraverso delle sottigliezze meravigliose. Quindi ho deciso di proporlo come un EP derivante dal disco, ma con una narrazione indipendente.»
«“Arrivo” non racconta leggende o avventure lontane, ma la mia verità e le mie esigenze di giovane donna che vive la musica con una fortissima passione e determinazione. È una lettera aperta a quest’entità magica (la Musica, appunto), che viene vista come una madre, ma a volte anche come una matrigna, una passione che ti tiene legata ad un filo invisibile, che ti fa vivere emozioni molto contrastanti. Dopo aver scritto questo brano è come se qualcosa dentro di me si fosse sbloccato, come se mi fossi liberata di qualcosa, avendo ammesso delle verità nascoste, ed è proprio da questa presa di coscienza che do il via al rito antico di “Finalmente, musica!”.»
«Direi che, per me, è proprio una necessità! Vivere in provincia ti obbliga a viaggiare con la mente e ad immaginare mondi altri. Inoltre sono una divoratrice di libri: sin da piccola passavo i pomeriggi sui cuscini della biblioteca comunale e mi immergevo in tutti i romanzi che trovavo.»
«Vivo la musica come un’esigenza, non mi rintano in essa e non mi sento neanche una paladina della resistenza poetica, anzi, penso proprio che il mio rapporto con la musica sia proprio una questione di attrazione, una scelta quotidiana di studio, ricerca, ascolti. Spero che questa sete non passi mai.»
«Non lo so, per il momento vorrei godermi un attimo questo viaggio intenso che ho appena condiviso con il mondo e portare le mie canzoni in giro! Vi aspetto ai concerti.»
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.