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Intervista esclusiva a MaLaVoglia per il nuovo singolo “Se finirà”
Intervista MaLaVoglia

Intervista esclusiva a MaLaVoglia per il nuovo singolo “Se finirà”

Dopo avervi segnalato Aryas (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo MaLaVoglia, attualmente in rotazione radiofonica con “Se finirà”, il suo nuovo singolo. Conoscetelo meglio nella nostra intervista!

MaLaVoglia è un cantautore che porta in giro la sua musica e il suo progetto da diversi anni. Ha pubblicato 10 singoli, di cui 9 contenuti nel suo primo album “PUNTO“, uscito nella primavera del 2025. L’album è stato accolto con curiosità e positivamente da critica e addetti ai lavori.

 

Ha ricevuto diversi riconoscimenti artistici a livello nazionale e vinto diversi premi (Premio Pigro Ivan Graziani 2024, NokepTV 2022, Area Sanremo 2018, Fatti Sentire Festival 2024 su RAI2).

 

Ha aperto i concerti di molti big tra i quali Enrico Ruggeri, Pierdavide Carone, Umberto Tozzi, Raf, Nomadi, Roberto Vecchioni, Alex Britti, Albano Carrisi, Orietta Berti, Legno e suonato in festival nazionali (Trentino Love Festival con Il Tre e Fabrizio MoroConcertone di Bologna del 18 Gennaio in piazza 8 Agosto con Subsonica, Afterhours, Modena City Ramblers, Willie Peyote; Mei Meeting 2019 con NegritaVarzi Festival 2025 con Violante Placido, Noemi, Danilo Rea; Tremiti Music Festival 2023 con Serena Brancale, Roy Paci, Renzo Rubino, Beppe Servillo).

 

Ha collaborato con Roberta Giallo per il progetto artistico Mediterraneo e scritto “Monolocale” con Maninni, brano contenuto nel primo album dell’artista pugliese “Spettacolare”, pubblicato a ridosso di Sanremo 2024.

 

Fresco dell’accordo con l’etichetta indipendente Roba da Matti Dischi, sta lavorando al suo secondo album e, nel frattempo, porta in giro la sua musica, ovunque.

 

Se finirà” è il suo nuovo singolo, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 15 Ottobre 2025 e in rotazione radiofonica dal 24 Ottobre.

Ciao MaLaVoglia, presentati ai nostri lettori.

«Ciao a tutti, è un piacere essere qui. Io sono Gianluca MaLaVoglia e sono un cantautore. Il consiglio che posso darvi per conoscermi meglio è quello di ascoltare le mie canzoni perché mi piace l’idea di condividermi attraverso la mia musica: ha tante sfaccettature, come me. I miei brani mi rispecchiano perché sono pezzi di me, cose vissute sulla mia pelle.»

 

Quando hai iniziato a comporre le prime canzoni?

«Ho iniziato a scrivere le mie canzoni molto presto, ma ho iniziato a cantarle e portarle in giro relativamente tardi. Avevo 22 anni.»

 

Negli anni hai collaborato con artisti di grande livello e calcato palchi prestigiosi. Qual è la lezione più grande che hai imparato condividendo la scena con nomi del calibro di Ruggeri, Vecchioni o Noemi?

«La cosa più bella che ho appreso è che dietro questi artisti c’è una gran persona. Non stai a quel livello per così tanto tempo se non hai una forza e una caratura di un certo tipo. L’incontro più impattante è stato sicuramente quello con Vecchioni, un uomo con un’umiltà incredibile: si è seduto in mezzo a noi, ha chiesto, ha ascoltato e ci faceva domande. Si vede che è una persona che si nutre di energia, di storie. È viva. E questa cosa la trasforma in poesia. Dice cose bellissime.»

Intervista MaLaVoglia
“Se finirà”, il tuo ultimo singolo, segna un nuovo capitolo nel tuo percorso artistico. Com’è nato e cosa rappresenta per te in questo momento?

«Per me “Se finirà” rappresenta il testimone perfetto tra il MaLaVoglia di “Punto” e quello che sono ora e che sta arrivando con il prossimo album. Volevo un passaggio dolce tra questi miei due mondi e “Se finirà” era la canzone perfetta. Nasce da una relazione che stavo vivendo sulla mia pelle, qualcosa di talmente bello e potente che non volevo perdermelo, anche se la paura di un epilogo infelice si palesava all’orizzonte.»

 

Un brano scritto in un pomeriggio d’autunno, con la chitarra in mano e tanti pensieri. Ti ricordi il primo verso o la prima immagine che ti ha fatto capire che quella canzone “stava per nascere”?

«Me lo ricordo come se fosse ora: “Vorrei svegliarmi con addosso le tue mani che per riprendermi dovrei fare 4 colazioni.” Proprio quella frase nasceva dalla colazione della mattina precedente, da una abitudine quotidiana e vissi questa cosa come un segnale: stava nascendo qualcosa. E dovevo metterlo in canzone.»

 

Un invito a “godersi il bello di una relazione senza caricarla di aspettative inutili”. È un messaggio che nasce da un’esperienza personale o da un’osservazione più universale dell’amore?

«Parlo sempre per esperienze personali. La mia ultima relazione importante era stata devastante, tossica fino quasi a consumarmi l’anima. Venivo da due anni molto poveri sentimentalmente, il tempo necessario per disintossicarmi, più un anno e mezzo di lockdown. Quando mi sono trovato dopo tanto tempo a vivere delle belle sensazioni sulla pelle, ho pensato davvero che non mi importava nulla del dopo e di ciò che sarebbe successo. Avrei tenuto solo il bello e lasciato andare tutto il resto.»

Il brano cresce poco a poco fino a un finale che richiama le ballad rock anni ’80, un suono che non si sente spesso nella scena indie italiana. Un omaggio consapevole o una scelta istintiva?

«Hai detto bene. È proprio un omaggio consapevole! Amo il rock anni ’80 e quelle ballate erano meravigliose. Volevo una cosa del genere anche in un mio brano. Andrea Massaroni, il mio arrangiatore del pezzo e di tutto l’album, è stato bravo a trovare la lettura giusta e il vestito perfetto.»

 

La canzone è descritta come “un respiro silenzioso in mezzo a un mondo che urla”. Cosa ti fa respirare, oggi, nella musica e nella vita?

«Le cose che ti fanno stare bene sono ossigeno. Boccate di felicità in pillole che, però, aiutano ad affrontare meglio il casino fragoroso di questi tempi così complessi e sfaccettati.»

 

“Se finirà” è un titolo che porta con sé una nota di malinconia, ma anche di accettazione. Ti consideri una persona più romantica o razionale quando scrivi?

«Forse entrambe le cose, anche se poi quando scrivo non mi definisco. Nel senso che butto fuori ciò che ho dentro e, spesso, sono emozioni diverse che faccio fatica a identificare come romantiche o razionali.»

Intervista MaLaVoglia
Spesso le canzoni d’amore rischiano di sembrare tutte uguali. In che modo la tua riesce a parlare d’amore con autenticità e leggerezza?

«La sua autenticità sta nella sua semplicità. Non è un capolavoro, un crack o una di quelle cose che quando ascolti dici “wow”, però è proprio questa la sua forza. Per questo dico che va ascoltata in macchina. È un brano che ti accompagna, una canzone che parla all’amore e va semplicemente ascoltata. Sicuramente è un brano che amo però, anche perché non ti aspetti dal MaLaVoglia che ho fatto ascoltare fino ad ora una canzone del genere. E poi è vissuta sulla pelle. Tutto ciò che è vero, è di conseguenza originale e autentico di per sé.»

 

Hai lavorato con Andrea Massaroni alla produzione e con Luca Vittori al mix e master. Come si è sviluppata questa collaborazione? E cosa pensi abbiano portato al tuo suono?

«Pensa che io e Andrea Massaroni siamo amici da quando eravamo ragazzini, giocavamo a calcio insieme. Siamo cresciuti nella stessa città, Voghera. Poi ognuno ha fatto il suo percorso e ci siamo ritrovati ora, dopo tanto tempo, con il bagaglio pieno di esperienze. Il suo modo di vedere la musica si sposa molto con il mio, è un approccio live e che strizza l’occhio a quel mondo musicale dal quale vengo. Con lui mi sto trovando molto bene in studio, ha capacità e si sta affermando anche lavorando con altri artisti come I Ministri, gli Shandon, Massaroni Pianoforti, che poi è suo fratello. Un cantautore che stimo molto tra l’altro. Con Luca Vittori, invece, la collaborazione la reputo una mia piccola conquista perché ha grande esperienza e ha lavorato con nomi da paura della scena italiana (Noemi, Vanoni, Jannacci e molti altri). Diciamo che gli è sempre piaciuta la mia musica e, quando l’ho contattato per il mio progetto, era entusiasta di prendervi parte. È bello perché lui sceglie i progetti sui quali lavorare. E questo mi fa molto felice.»

 

Hai suonato tu stesso la chitarra acustica: quanto è importante, per te, mantenere un contatto diretto con lo strumento nelle tue produzioni?

«Ti dico la verità, non è una cosa necessaria. Nel senso che le mie canzoni nascono tutte chitarra, e voce e dal vivo le farò sempre chitarra e voce, quindi il contatto diretto ce lo avrò sempre. Mi piace, anzi, pensare che le mie canzoni possano essere suonati da altri. In “Se finirà”, però, è stato scelto di mettere la mia chitarra perché tutta la canzone gira attorno all’intro di chitarra che mi è venuto fuori a caso quel pomeriggio di Ottobre. Anche questo è autenticità, no?»

Il videoclip di “Se finirà”, diretto da Cesare Bobbiesi, è molto essenziale e simbolico. Da dove nasce l’idea dei fogli scritti e poi lasciati cadere a terra?

«L’idea è proprio quella di imparare a tenere il bello e lasciare andare il resto. L’ha avuta Cesare, che è ormai il mio videomaker di fiducia da anni.»

 

Se dovessi descrivere “Se finirà” con tre parole quali useresti?

«Sicuramente autentica. Poi delicata e, infine, leggera.»

 

Dopo l’album PUNTO e questo nuovo singolo, sembra che tu stia disegnando un’evoluzione sonora importante. Come descriveresti il “nuovo MaLaVoglia”?

«Lo sto scoprendo anche io. Mi piace vedere l’evoluzione sonora che stanno prendendo i brani tutti però legati dalla parte testuale, come se tra loro ci fosse appunto un filo conduttore unico. Il nuovo MaLaVoglia è sempre quello con tante sfaccettature, solo un po’ più maturo.»

 

Stai lavorando al secondo album: puoi anticiparci qualcosa sul sound o filo conduttore che lo attraverserà?

«Sicuramente sarà tutto suonato, dal vivo, in studio. Poi il filo conduttore sono io che cerco di districarmi in mezzo a questi tempi così veloci, raccontando quanto sia bello sedersi fuori dal casino e guardare le cose da una prospettiva diversa.»

Intervista MaLaVoglia

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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