Dopo averlo visto tra i banchi di Amici 23, Matthew torna a raccontarsi attraverso la musica. Lo abbiamo intervistato in occasione dell’uscita di “Buona fortuna”, il suo nuovo singolo, per parlare di questo nuovo capitolo artistico, delle emozioni che lo attraversano e di ciò che verrà. Un dialogo sincero tra passato, presente e nuove consapevolezze.
Matthew, all’anagrafe Matteo Rota, è un cantautore italiano che utilizza la musica come strumento di racconto personale e ricerca di verità emotiva. Il suo stile mescola folk, pop e rock in canzoni crude e viscerali, nate da un’urgenza comunicativa che lo ha portato a imbracciare la chitarra a 18 anni e a trovare, in breve tempo, una voce riconoscibile e senza filtri.
La sua musica trae linfa dalle esperienze che segnano il percorso di un individuo: la resistenza, la solitudine, gli amori che lasciano cicatrici e le sfide quotidiane. Ogni brano diventa così un modo per trasformare il dolore in forza. Le sue influenze arrivano prevalentemente dalla scena internazionale, con riferimenti come Noah Kahan, Kaleo e James Bay, sempre filtrati dal suo vissuto personale.
Nel 2023 partecipa al programma televisivo Amici, un’esperienza che rappresenta un passaggio significativo nel suo percorso. Dopo questa fase, Matthew sceglie di ripartire in modo indipendente, concentrandosi su una produzione più autentica e coerente con la propria identità. Coinvolto attivamente in ogni fase creativa — dalla scrittura alla produzione — Matthew lavora in stretta sinergia con un team fidato: Francesco “Frè“ Monti, con cui condivide un’intesa artistica totale su arrangiamenti e produzioni, e Lorenzo Galli, che cura l’immagine e la direzione visiva del progetto.
Il suo pubblico di riferimento, composto principalmente da ascoltatori tra i 18 e i 35 anni, è attratto da una scrittura emotiva e “suonata”. L’obiettivo di Matthew è portare nel panorama italiano un pop-folk-rock credibile e intenso, capace di unire vulnerabilità e potenza e di lasciare un segno profondo in chi ascolta.
A Ottobre 2025 pubblica il brano “Hai lasciato qui ogni cosa”.
“Buona fortuna” è il suo nuovo singolo, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 16 Gennaio 2026.
«Ho capito che scrivere canzoni era il modo più onesto che avevo per raccontarmi quando ho realizzato che la musica è l’unico spazio in cui riesco davvero a provare a perdonarmi. Parlare non mi bastava più. Scrivere sì.»
«Ho iniziato a suonare la chitarra a 18 anni perché sentivo un’urgenza comunicativa molto forte. C’erano cose che non riuscivo a dire a parole e la musica è diventata l’unico modo per farle uscire.»
«L’esperienza ad Amici è stata un passaggio importante. Mi ha dato visibilità e consapevolezza, ma una volta uscito ho sentito il bisogno di rimettere tutto in discussione e tornare a cercare una verità più mia.»
«Ripartire in modo indipendente mi ha permesso di rallentare e rimettere a fuoco quello che stavo facendo e perché lo stavo facendo. Avevo bisogno di sentire che ogni passo fosse allineato a quello che sono oggi.»
«Sentirmi rappresentato da una canzone finita significa ascoltarla e riconoscermi davvero in quello che dice e in come suona, senza sentire il bisogno di spiegare o giustificare nulla.»
«Di artisti come Noah Kahan, Kaleo o James Bay mi affascina l’autenticità. Pur muovendosi dentro un genere riconoscibile, sono riusciti a essere pionieri di un linguaggio personale, dando nuova profondità a qualcosa che esisteva già.»
«Il confronto con Francesco “Frè” Monti e Lorenzo Galli è fondamentale proprio perché ognuno di noi ha un linguaggio e un punto di vista diverso. Lavorare con persone che non ti assomigliano, ma che ti conoscono e ti capiscono, ti aiuta a crescere davvero.»
«Spesso parto da un suono. Ma quel suono nasce sempre dall’emozione che la chitarra o il piano mi fanno provare in quel momento. È come se l’emozione trovasse una forma prima ancora delle parole.»
«”Buona fortuna” racconta una fine senza rabbia perché arrivare a quella lucidità è stato un percorso lungo. Io uso spesso la rabbia come un’armatura, una difesa. Metterla da parte significa esporsi, ma anche smettere di combattere contro tutto.»
«Scrivere questo brano mi ha aiutato a chiudere davvero quel capitolo. Il distacco, in questo caso, è stato un atto di sopravvivenza.»
«C’è una frase del pezzo che sento particolarmente mia perché racchiude tutto quello che non sono riuscito a dire prima e che avevo bisogno di lasciare andare.»
«Campo Imperatore è uno spazio naturale, isolato, essenziale. È il luogo giusto per raccontare una fine, perché toglie tutto il superfluo e lascia solo quello che conta davvero.»
«La figura scura nel video rappresenta il rancore e il peso emotivo. Lasciarla andare davanti alla macchina da presa è stato come rendere visibile qualcosa che fino a quel momento era rimasto solo dentro.»
«Quando quella presenza scompare resta una sensazione di liberazione, ma anche l’inizio di qualcosa di nuovo. Non una chiusura definitiva, piuttosto uno spazio aperto.»
«Con chi mi ascolta spero di creare una connessione basata sull’onestà. Non cerco risposte facili, ma qualcuno che si riconosca nelle fragilità e nella lucidità che racconto.»
«Se dovessi descrivermi oggi con una sola parola direi: tenace.»
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.