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Intervista esclusiva a Milema per il nuovo singolo “Ricominciare”
Intervista Milema

Intervista esclusiva a Milema per il nuovo singolo “Ricominciare”

Dopo avervi segnalato Alma (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Milema, attualmente in rotazione radiofonica con “Ricominciare”, il suo nuovo singolo. Conoscetela meglio nella nostra intervista!

Martina Mileto, in arte Milema, è una cantautrice milanese classe 2002. Ha partecipato a diversi concorsi musicali, tra i quali il Premio Mia Martini, Area Sanremo, Sanremo Giovani e San Marino.

 

Come Milema ha editato ad oggi 5 singoli presenti su tutte le piattaforme digitali (“Bella”, “Per Me”, “Resta Sveglia”, “Km a piedi” e “Film”). Il brano “Km a piedi” è stato presentato per l’edizione 2024 di Sanremo Giovani e ha avuto modo di essere sponsorizzato radiofonicamente durante la settimana del Festival.

L’ultimo singolo, “Film“, è uscito a Novembre del 2025 inaugurando per la cantante un nuovo progetto artistico.

 

Arricchita di conoscenze sia pop che jazz, scrive nelle sue canzoni tutto il suo vissuto, sperando di mostrare la parte più intima di se stessa. Ha cominciato i suoi studi musicali a soli 7 anni, prendendo lezioni di canto e pianoforte. Ha proseguito, poi, i suoi studi musicali presso il liceo musicale Carlo Tenca (Milano), dove ha avuto modo di cimentarsi nel mondo del jazz. Grazie a questo liceo e alla jazz band presente al suo interno, ha avuto modo di cantare in molte occasioni scolastiche, ma non solo: per 2 anni è stata partecipe di un gemellaggio con una big band di Stoccarda e ha avuto, quindi, modo di esibirsi in Germania.

 

Oggi studia Canzo Jazz presso il Conservatorio “F. Vittadini” di Pavia. Ha conseguito la laurea di primo livello, ottenendo il punteggio massimo ed è prossima al conseguimento della laurea magistrale. Durante questo percorso di studi ha avuto modo di fare svariate esibizioni live tra manifestazioni culturali e sponsorizzazioni scolastiche. Considera la musica come la sua più grande compagna di avventure, colei che l’ha sempre fatta stare bene in qualsiasi circostanza. 

Milema nasce da Martina Mileto: quando hai sentito il bisogno di creare un’identità artistica distinta?

«In realtà non si tratta di un’identità artistica distinta, Milema sono sempre io, solo che ho voluto trovare un nome nuovo e armonioso che rimanesse alle persone e che mi distinguesse dall’essere una Martina qualunque.»

 

Il tuo percorso passa dal liceo musicale fino al Conservatorio Franco Vittadini: quanto lo studio ha influenzato il tuo modo di scrivere?

«I miei studi sicuramente mi hanno dato un grosso bagaglio culturale e tecnico, a cui mi affido quando devo approcciarmi alla scrittura dei miei brani. Diciamo che nella mia scrittura c’è un mix tra la cultura musicale dettata dai miei studi, le mie esperienze musicali e personali e la mia creatività artistica.»

 

Il jazz è una parte importante della tua formazione: entra anche nel tuo pop oppure resta più “dietro le quinte”?

«Diciamo che sto cercando in qualche modo di mescolare i due generi, ci sono dei miei pezzi non pubblicati in cui ho provato maggiormente a fonderli, anche se non è semplicissimo. Sicuramente l‘arricchimento armonico dei miei pezzi trae ispirazione dal jazz e, alle volte, cerco anche di affidarmi a delle sonorità più tipiche. Al momento posso dire che, probabilmente, il jazz rimane ancora dietro le quinte: nelle mie pubblicazioni mi affido più al pop, però sto cercando di trovare una chiave che possa fondere le due cose insieme.»

Intervista Milema
“Ricominciare” affronta una solitudine molto silenziosa: da dove nasce l’esigenza di raccontare questo stato emotivo?

«L’esigenza è nata, in parte, da esperienza personale e per dare voce a chi si trova in questa situazione e non è in grado di riconoscerla o non ha mai saputo dargli un nome. Viviamo anche in un periodo storico in cui è facile sentirsi soli, inondati dai social e dalle vite altrui. Quello di cui parlo in “Ricominciare”, però, è un tipo di solitudine che va oltre: quella fase della solitudine dove si ci si sente soli, ma va bene così. A mio parere è la fase più pericolosa perché non hai la forza di uscirne per paura che nessuno la fuori ti voglia e uscirne non è facile da soli.»

 

Parli di un malessere difficile da riconoscere: è qualcosa che hai vissuto in prima persona o che hai osservato negli altri?

«Quando ero più piccola spesso mi è capitato di sentirmi sola e non capivo il perché, se fosse o meno una cosa dipesa da me. Sono sempre stata una
persona timida e riservata, ma capitavano momenti in cui proprio sentivo l’esigenza di esprimermi in un determinato modo e, o non riuscivo o non lo facevo per paura dell’incomprensione delle persone. Era una fase e una lotta più con me stessa e questo faceva apparire tutto il contorno totalmente
naturale.»

 

Il brano è volutamente scarno: quanto è stato difficile “togliere” invece che aggiungere?

«A dire il vero la costruzione del pezzo è proprio partita così: come in tutti gli arrangiamenti si parte dalle basi, per poi andare ad arricchire e nella fase di partenza di solito si danno vita a melodie e testo. Quando il pezzo era ultimato e l’abbiamo provato risultava molto buono così, ci piaceva. Abbiamo giusto aggiunto effetti e delle doppie voci. Nonostante abbiamo provato ad arricchirlo tornavamo al punto di partenza, d’altronde quando una cosa ci convince subito a volte bisogna seguire l‘istinto.»

Nel comunicato parli dell’importanza di lottare per il proprio benessere: cosa significa per te, concretamente?

«Per me significa prima di tutto conoscersi e sapersi voler bene, il resto viene da se. Se io mi conosco come persona e apprezzo le circostanze della vita, riesco ad affrontarle con saggezza e consapevolezza, a non farmi influenzare o a pormi mille dubbi sulla mia persona o su quello che pensano gli altri.»

 

Pensi che oggi sia più semplice parlare apertamente di fragilità nelle canzoni?

«Penso sia più semplice esprimersi, c’è molta più comprensione da parte del
pubblico specialmente quando altre persone si ritrovano in quello che scrivi. Probabilmente, da quel punto in poi, un artista riesce a raccontare con più facilità quello che prova. La difficoltà, secondo me, risiede non nel mostrare le proprie fragilità, ma nel come le si racconta, è più semplice si, ma rimane comunque un argomento delicato e personale per chiunque si metta a nudo.»

 

Cosa vorresti dire a chi si sente “perso” e ascolta questa canzone?

«Quello che posso dire è che sentirsi persi nella vita è normale: tutti abbiamo
dei momenti di buio, l’importante è riuscire a venirne fuori con le proprie forze o chiedere aiuto. Già riconoscere di sentirsi persi è un grosso traguardo che va solo preso di petto e superato. Spero che le parole della mia canzone possano spronare qualcuno che si trova in questa situazione a farsi forza perché c’è sempre un po di luce!»

 

Qual è, oggi, il tuo personale significato della parola “ricominciare”?

«Ad oggi, per me, ricominciare significa non fermarsi mai davanti a nessuno ostacolo. Le cose nella vita possono prendere diverse direzioni, ovviamente
tutto dipeso dalle nostre scelte, ma non è mai troppo tardi per rimboccarsi
sempre le maniche e ricominciare se si sente la necessità di farlo e se si ha
uno scopo nella vita o un sogno da realizzare.»

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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