Dopo avervi segnalato Clotilde (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Nicco, attualmente in rotazione radiofonica con “Stasera e domani”, il suo nuovo Ep. Conoscetelo meglio nella nostra intervista!
NICCO è un cantautore romano che unisce musica, cinema e scrittura in un linguaggio personale e contemporaneo. Dopo gli studi al DAMS e al Saint Louis College of Music, entra a Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, dove sviluppa una poetica che intreccia realismo e introspezione.
Cresciuto in una famiglia legata al mondo del cinema e della musica, Nicco porta nella sua scrittura l’attenzione per i dettagli e la cura dell’immagine. Le sue canzoni raccontano la quotidianità con uno sguardo cinematografico, trasformando piccoli momenti in narrazioni emotive.
Parallelamente al progetto in duo con Michele Leggieri, lavora a un percorso solista che mescola classicità cantautorale e sensibilità moderna, con uno stile intimo ma lucido, radicato nella realtà.
«Al DAMS ho imparato a osservare e apprezzare i dettagli, le storie e i personaggi. Al Saint Louis, invece, ho lavorato sulla struttura, sulla musica come mestiere, sul suono e sulla disciplina. Officina Pasolini è stato il punto in cui queste due strade si sono incontrate davvero. Quello che mi piace fare è pensare per immagini e usare la musica come linguaggio narrativo.»
«Tra i registi che sento più vicini al mio immaginario ci sono sicuramente Vittorio De Sica, Spike Jonze. 3 tra i miei film preferiti sono proprio Umberto D., Miracolo a Milano (Entrambi di De Sica) e HER di Spike Jonze.»
«All’inizio più libertà, perché l’arte non è mai stata vista come qualcosa di irraggiungibile o astratto. Poi arriva anche una forma di responsabilità: quella di prendere sul serio ciò che si fa, non per dover dimostrare qualcosa a qualcuno, ma per fare sempre al massimo ciò che si ama.»
«“Stasera e domani” è un tempo sospeso. È un titolo che non vuole forzare una direzione.»
«Nascono spesso da immagini molto semplici: una stanza, una voce, una frase ascoltata per caso. Da lì inizio a costruire un personaggio e a seguirlo per un breve tratto della sua vita. Non mi interessa raccontare tutto, ma fermarmi in un momento preciso, come se la canzone fosse una scena.»
«C’è un filo emotivo che li lega, ma non solo. Vivono tutti nella stessa città. Quale è da capire. »
«C’è sempre qualcosa di mio, ma non in modo diretto. Uso spesso me stesso come punto di partenza emotivo, poi però mi allontano e osservo. Mi interessa raccontare il frammento di una giornata come se fosse la scena di un film.»
«Cerco di non spiegare le emozioni, ma di farle emergere attraverso le cose. Un oggetto, un gesto, una luce possono dire molto più di una frase esplicita.»
«Cerco di dare lo stesso spazio a entrambe le cose, non ho una vera e propria
preferenza.»
«È stato fondamentale. Le canzoni nascono dalla voce e dalle parole, tutto il resto deve accompagnare senza distrarre. Ogni scelta sonora è stata fatta
chiedendosi se aiutasse la storia o se la mettesse in ombra.»
«Pensando agli arrangiamenti come a una fotografia: devono sostenere
l’atmosfera senza farsi notare troppo. A volte basta un suono, una dinamica, un flautino per accompagnare ciò che sta succedendo.»
«Sicuramente un tempo di ascolto e di costruzione.»
«Le due cose per me vanno a pari passo, l’una non esclude l’altra. Mi piacerebbe continuare a esplorare nuovi suoni cantando sempre ciò che sento più vicino.»
«La luna tra le mani.»
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.
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