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Intervista esclusiva a Quattordici per il nuovo singolo “Affogo”
Intervista Quattordici

Intervista esclusiva a Quattordici per il nuovo singolo “Affogo”

Dopo avervi segnalato Giuseppe Tropea (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Quattordici, attualmente in rotazione radiofonica con “Affogo”, il suo nuovo singolo. Conoscetela meglio nella nostra intervista!

Quattordici, nome d’arte di Aurelia Parisse (Roma, 1995), è una cantautrice e vocalist laureata con lode in Canto Pop presso il Saint Louis College of Music. Dopo numerose esperienze live tra festival, concorsi e progetti artistici, nel 2022 avvia il suo progetto cantautorale presso gli studi della Muziki Factory (Formello, RM), caratterizzato da influenze e sonorità che fondono pop ed elettronica.

 

Nel 2023 pubblica i primi singoli “Come Quando e “Flamenco“, nati dalla collaborazione con Nicholas Rutigliano, produttore e bassista, e Michael Tonanzi, batterista e coproduttore, sotto etichetta indipendente Mzk Lab. Tale collaborazione ha poi portato alla realizzazione del concept album “Punto Critico“, anticipato già dall’uscita del primo singolo “Più lento”, la cui uscita è prevista nel 2026.

Quattordici è un nome che incuriosisce molto. Cosa rappresenta per te e quando hai capito che sarebbe stato il tuo alter ego artistico?

«È una sorta di numero fortunato per me: da piccola avevo una vera fissazione per contare da quante lettere fossero composte le parole (per non dire disturbo ossessivo compulsivo), e ogni volta che il risultato era 14 lo
prendevo come un buon segno. Ho deciso di portare con me questo buon auspicio anche nel mio progetto artistico.»

 

Dici di te che scrivi canzoni tristi su cui puoi ballare. Quanto è importante questo contrasto tra emotività e movimento?

«Fondamentale. Sono sempre stata una persona che somatizza molto a livello fisico e, solo negli ultimi anni, ho capito quanto sia importante avere un corpo, viverlo, ascoltarlo e celebrarlo. Per me il movimento e la presenza sono dei modi per attraversare anche le emozioni più difficili, senza rimanerne schiacciata.»

 

La musica sembra accompagnarti da sempre: in che modo l’infanzia e la formazione al Saint Louis hanno plasmato il tuo modo di scrivere e cantare oggi?

«Gli studi sono stati sicuramente fondamentali per la mia formazione tecnica, ma credo che l’infanzia sia stata determinante per il mio percorso. Racconto spesso che mentre nascevo mia madre cantava, probabilmente per distrarsi dal dolore. Sono cresciuta con favole della buonanotte cantate, storie inventate sul momento da mio padre e con interi album ascoltati la domenica a volumi decisamente alti. La musica è sempre stata una presenza naturale nella mia vita.»

Affogo” arriva come secondo estratto da Punto Critico: che momento del tuo percorso personale e artistico rappresenta questo brano?

«”Affogo” è un brano a cui tengo molto, anche per il posto che occupa nel mio percorso. È stato il primo pezzo scritto con Nicholas Rutigliano, produttore anche dei due singoli precedenti, a cui poi si sono aggiunti Michael Tonanzi come co-produttore e Lorenzo Pompili nel testo.

È stata la prima canzone nata con questa formazione: da lì è iniziato questo album e, forse, anche Quattordici per come esiste oggi.»

 

Il pezzo parla di immobilità emotiva e della paura di fare un passo in avanti: è una sensazione autobiografica o nasce più dall’osservazione degli altri?

«Nasce sicuramente da una sensazione autobiografica. Mi trovavo incastrata in una relazione che, ormai, mi toglieva più energie di quante me ne desse.

Anche se ne ero consapevole, ero bloccata in una sorta di claustrofobia emotiva e non riuscivo a uscirne.»

 

Che rapporto hai con la vulnerabilità e con l’idea di “affogare” nelle emozioni?

«Sono il classico carattere evitante. Ho sempre finto che andasse tutto bene, sia con me stessa che con gli altri, fino ad arrivare a quel punto in cui le emozioni prendono il sopravvento e si rischia di “affogare”. Da poco sto iniziando ad accettare l’idea di avere delle vulnerabilità e, soprattutto, a darmi il permesso di mostrarle alle persone a cui tengo. Questo mi sta insegnando a vivere le emozioni in modo più pieno, ma cercando comunque di “restare a galla”.»

Musicalmente il brano unisce atmosfere rarefatte e drum’n’bass: come nasce questa scelta sonora? E cosa volevi che l’ascoltatore sentisse a livello fisico ed emotivo?

«La prima versione di “Affogo” risale a più di due anni fa: si chiamava “ennesima ballad” e aveva almeno dieci bpm in meno. Nessuno di noi, però, voleva che restasse solo una ballad. In questi anni il brano ha attraversato moltissime versioni, ispirate soprattutto da serate, concerti e dai primi approcci alla scena elettronica italiana e internazionale, fino a diventare quella che potete ascoltare oggi. È una canzone che è cresciuta insieme a me, il risultato di un percorso lungo, fatto di cambiamenti, ascolti e tentativi.»

 

Punto Critico” è un concept diviso in tre atti ispirati agli stati fisici dell’acqua: come si intreccia questa metafora con il tema del cambiamento personale?

«In base alle condizioni in cui si trova, l’acqua assume forme e proprietà differenti pur rimanendo sempre la stessa molecola, allo stesso modo in cui i singoli individui si adattano e cambiano a seconda del contesto in cui si ritrovano. Con questo album volevo raccontare spaccati di vita quotidiana, dinamiche sociali, sogni, speranze e illusioni, utilizzando l’acqua come metafora dei mutamenti emotivi dell’individuo.»

 

In che modo “Affogo” si inserisce nel racconto più ampio del disco? È un momento di rottura, stasi o trasformazione?

«”Affogo” si colloca nel primo atto dell’album, lo stato solido: il momento in cui tutto sembra freddo, pesante e immobile. È la fase in cui si inizia a sentire la necessità di una rottura e di un cambiamento, anche se non si sa ancora come affrontarlo.»

Intervista Quattordici
L’album uscirà nel 2026: come stai vivendo questo percorso lungo e stratificato, tra singoli e narrazione complessiva?

«Meglio di quanto pensassi. Non è semplice tenere insieme tutto e riuscire a comunicare in modo efficace. Con il mio team continuiamo a commettere errori, ma ci piace pensare che sia proprio così che impariamo e miglioriamo, passo dopo passo.»

 

Citi Dalì e Magritte come riferimenti visivi: quanto conta l’aspetto visivo nella costruzione di un progetto musicale?

«Per me l’aspetto visivo è fondamentale, ma non in senso estetico fine a se stesso. Quello che mi interessa davvero è creare immagini emotive in cui l’ascoltatore possa riconoscersi e immedesimarsi. La musica, come l’arte visiva, ha il potere di evocare mondi interiori, e mi piace pensare alle canzoni come a spazi in cui entrare, più che a semplici brani da ascoltare.»

 

Nei tuoi brani si parla spesso di corpi vicini, ma identità irrisolte: credi che oggi le relazioni siano sempre più sospese e instabili?

«Credo che sia difficile, oggi come in passato, vivere relazioni che non siano in qualche modo sospese o instabili. Forse quello che è cambiato è la consapevolezza: siamo più lucidi nel riconoscere le fragilità, ma allo stesso tempo a volte facciamo più fatica a scegliere e a prenderci responsabilità emotive.»

La collaborazione con Nicholas Rutigliano e Michael Tonanzi è centrale nel tuo progetto: che tipo di dialogo creativo si è instaurato tra voi?

«Lavoriamo insieme da quasi tre anni e passiamo così tanto tempo insieme che spesso scherziamo dicendo che stiamo diventando la stessa persona. La vera fortuna è stata costruire un rapporto che va oltre il lavoro: una sorta di fratellanza. Abbiamo condiviso ascolti, serate, sperimentazioni ed esperienze di vita, e tutto questo ha rafforzato sia il legame umano che quello creativo.»

 

Ti muovi tra pop ed elettronica: come vedi la scena musicale indipendente italiana oggi? E dove senti di collocarti?

«Non so esattamente dove collocarmi, ma posso dire che la scena elettronica indipendente italiana è stata una grande fonte di ispirazione per questo album. Scoprire artisti come Daniela Pes, Cosmo, Whitemary, okgiorgio o Ginevra è stato illuminante: mi ha fatto capire che potevo sperimentare senza dover sottostare per forza alle regole di mercato.»

Cosa possiamo aspettarci dai prossimi capitoli di “Punto Critico”?

«Nei prossimi capitoli “Punto Critico” continuerà a muoversi, a cambiare stato. Se “Affogo” racconta una fase di stasi, quello che verrà dopo attraverserà momenti di rottura, fluidità e trasformazione.»

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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