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Intervista esclusiva a Toma per il nuovo Ep “Un altro pianeta”
Intervista Toma

Intervista esclusiva a Toma per il nuovo Ep “Un altro pianeta”

Dopo averlo visto muovere i primi passi sotto i riflettori di X Factor, Toma è tornato sul nostro blog per raccontarci cosa è cambiato in questi mesi e, soprattutto, dove vuole arrivare ancora.

Giuseppe Toma, in arte Toma, 22 anni, nato a Tricase e vive a Matino in provincia di Lecce. Inizia il suo percorso di scrittura di brani inediti all’età di 14 anni accompagnando quest’ultimi con la chitarra classica e acustica, studiata da autodidatta, e con il pianoforte, studiato presso la scuola di canto “Dove c’è musica” di Tony Frassanito. Durante questo percorso ha avuto la possibilità di esibirsi in diversi stage e concorsi, sia organizzati dalla scuola, sia da solo.

 

Il 19 Aprile 2024 ha pubblicato il suo primo EP dal titolo “Importante” assieme
all’etichetta discografica: “Formica Dischi”. Il 25 Aprile 2025 pubblica il suo primo singolo con “Zoo Dischi”, dal titolo “Non siamo grandi“.

 

Il 17 Ottobre 2025 pubblica il singolo “Lettera di un soldato“, presentato per la prima volta a XFactor. Il 21 Novembre 2025 esce il singolo “Una vita con te” e il 20 Marzo 2026 l’EP “Un altro pianeta”, contenente 7 brani: i tre usciti precedentemente e 4 brani inediti.

Parti dalla musica a 14 anni da autodidatta: cosa ti ha spinto a iniziare a scrivere le tue canzoni?

«In realtà ho sempre studiato musica grazie al mio vocal coach Tony Frassanito, che prima con il canto e poi con il pianoforte (la chitarra studiata da autodidatta), mi ha avvicinato a questo mondo. Le canzoni sono nate quasi come un esercizio all’inizio, diventando successivamente un bisogno vero e proprio.»

 

Dal primo EP “Importante” a “Un altro pianeta”: cosa è cambiato di più in te in questo ultimo anno?

«Sono cambiate tantissime cose, ho vissuto esperienze diverse e anche il mio modo di approcciarmi alla scrittura è cambiato. Sento di essere maturato molto in questo periodo.»

 

Se dovessi raccontare questo EP a qualcuno che non ti ha mai ascoltato, da dove dovrebbe partire?

«Tutti coloro che lo ascoltano dovrebbero iniziare dall’intro che è “Diversa”, in quanto penso che sia sempre giusto ascoltare dall’inizio alla fine un progetto. Le canzoni sono nell’ordine che più ho ritenuto giusto: ogni disco è sempre un viaggio che racconta qualcosa e, in questo caso, il sentirsi meno soli.»

Nel disco parli molto di distanza: più fisica o emotiva?

«Sicuramente emotiva: il sentirsi da soli e lontani dagli altri, in alcuni momenti della vita, è difficile, ma anche necessario. Ho cercato di normalizzare l’argomento senza banalizzarlo.»

 

La solitudine, nel tuo racconto, è sia rifugio che limite: oggi che rapporto hai con l’essere solo?

«Stare da solo mi aiuta a capire meglio me stesso e il mio rapporto con le altre persone, soprattutto quelle che amo. Mi aiuta molto a migliorarmi e a capire dove sbaglio. Penso sia fondamentale nella vita prendersi dei momenti per se stessi lontani da tutti.»

 

Racconti anche il peso della tua età: ti senti “in ritardo” o sotto pressione rispetto agli altri?

«Io mi sento costantemente in ritardo, è anche per questo che scrivo le canzoni, per sfogare questo mio sentimento. Non la vedo come una cosa strana, penso sia normale per tutti e questo mi porta a correre continuamente, anche quando non ce ne sarebbe bisogno.»

“Non siamo grandi” sembra quasi un manifesto generazionale: cosa significa per te “non essere ancora grandi”?

«Significa prendere le cose per quelle che sono, vivere la propria età a pieno. Ho paura del futuro, di quella che potrebbe essere la mia vita se non raggiungerò i miei obiettivi. Per questo vivo il presente al massimo, per far sì che si realizzino.»

 

“Una vita con te”, invece, è più intimo: quanto è autobiografico?

«Ogni mia canzone nasce da qualcosa che vivo, “Una vita con te” parla di quanto si è disposti a dare per gli altri, anche quando non si riceve praticamente nulla. Mi rispecchia molto come tutte le mie canzoni.»

 

Questo EP è un punto di arrivo, ma anche un inizio: cosa rappresenta il “prossimo pianeta”?

«Non è un punto di arrivo per me, è solo l’inizio di un percorso molto più grande. Sono molto ambizioso e “il prossimo pianeta” sarà il continuo di questo percorso.»

 

C’è qualcosa che senti di voler sperimentare nei prossimi lavori?

«Stiamo già sperimentando molto, soprattutto con il sound per creare qualcosa che sia autentico e che mi rappresenti al meglio. Io voglio crescere in tutto e cerco di farlo ogni giorno, nei testi e nella musica.»

 

Dove ti immagini tra un anno, artisticamente e umanamente?

«Tra un anno spero di poter guardare indietro ed essere felice dei progressi fatti, del lavoro che faccio quotidianamente. Penso che il futuro sia frutto di ciò che costruiamo nel presente.»

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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