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Intervista esclusiva ai Purple Head per il nuovo singolo “Se mi sogni”
Intervista Purple Head

Intervista esclusiva ai Purple Head per il nuovo singolo “Se mi sogni”

Dopo avervi segnalato Wowdrugo (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo i Purple Head, attualmente in rotazione radiofonica con “Se mi sogni”, il loro nuovo singolo. Conosceteli meglio nella nostra intervista!

I Purple Head nascono tra il 2020 e il 2021 dall’incontro tra Lorenzo e Valentina, che iniziano a suonare insieme ad altri musicisti, dando vita al progetto. Lorenzo è l’autore e il motivatore del gruppo nei momenti di difficoltà; insieme a Valentina, figura centrale e bassista eccellente, forma un sodalizio ricco di idee, unito da una profonda esigenza espressiva.

 

È anche il contesto del periodo pandemico a dare alla band la spinta per mettersi in gioco senza filtri, con la voglia di esporsi davvero. La sfida iniziale è stata trovare la giusta formazione: oggi il gruppo è composto da musicisti capaci e audaci, uniti da un equilibrio fatto di semplicità, ricerca e affiatamento.

 

Determinanti nella definizione del sound sono stati Paolo, chitarrista preciso e perfezionista ma allo stesso tempo ironico, e Simone, polistrumentista e produttore, caratterizzato da una sensibilità fuori dagli schemi. Insieme hanno contribuito a dare ordine e identità al progetto, rendendo il suono della band più nitido e riconoscibile.

 

A completare la formazione Domenico, sezione ritmica, che si inserisce con naturalezza nel gruppo, costruendo nel tempo un legame solido sia umano che professionale.

 

I Purple Head definiscono il loro genere attraverso un colore: il viola. Intenso e accattivante, con sfumature blu, contorni ruvidi e accenti caldi. Una visione che riflette la loro attitudine a sperimentare, senza rinnegare le radici rock e senza la necessità di etichette.

 

In un panorama musicale dominato dalla velocità e dall’immediatezza, la band sceglie di prendersi il proprio spazio, puntando su autenticità ed espressione. Il loro percorso culmina in un primo album di 14 brani, pensato come un’esperienza completa, capace di attraversare emozioni diverse e lasciare un segno. L’album uscirà nel corso del 2026.

Come vi siete incontrati e com’è nato il progetto Purple Head?

«Lorenzo veniva da un percorso in solitaria di cantautorato, poi venne scartato da una vecchia band. Successivamente incontra Valentina, che arrivava da un periodo di stop dopo varie esperienze con altre band. Inizialmente c’erano altri membri, ma la fortuna ha voluto che si unissero Paolo e Simone a fare qualità alla band. Domenico è l’ultimo arrivato, si è subito fatto volere bene.»

 

Valentina emerge come figura centrale: quanto è importante l’equilibrio tra i membri per definire il suono della band?

«Tutti abbiamo un ruolo fondamentale.

 

Avete sentito come suona Valentina? Oltre a questo, la apprezziamo perché è schietta e diretta, non ha mezzi termini. Se una cosa le piace lo vedi subito, esplode di energia.

 

Domenico, essendo l’ultimo arrivato, è quello che porta allegria durante le prove e nelle serate. Se non fosse stato per lui, avremmo scartato tante serate.

 

Paolo è il più saggio del gruppo, il mediatore. Meticoloso per quanto preciso. Porta grinta e qualità. Le ultime decisioni devono prima passare sotto le sue mani. È un perfezionista.

 

Lorenzo è la penna e l’idea allo stato embrionale. Avrà scritto un centinaio di testi. Ogni volta porta qualcosa di nuovo in sala. È l’amministratore della band, e il motivatore quando gli umori calano.

 

Simone è il modellatore, rifinitore, e portatore dell’elisir della giovinezza nel gruppo. Ha il tocco del genio, ha così tante idee che fa fatica a metterle in ordine. Questi brani, e i prossimi in uscita, li ha prodotti lui. In futuro, probabilmente, ci affideremo ad una persona esterna alla band.»

 

La pandemia ha segnato l’inizio della vostra attività: in che modo questo periodo vi ha influenzato artisticamente e personalmente?

«La pandemia è stato uno stop per tutti. Ognuno ha ripreso in mano la propria vita, oscurata dal lavoro. Nel male del COVID siamo stati fortunati a volere la musica.»

Intervista Purple Head
Ognuno di voi porta una cifra distintiva: come riuscite a far coesistere stili e sensibilità diverse mantenendo un’identità comune?

«Ognuno di noi preferisce generi diversi, ma la bella musica penso piaccia a tutti. Mischiare i nostri generi, spesso, ci porta ad arrivare a conclusioni migliori delle premesse. È un compromesso continuo che gira tra noi 5.»

 

“Se mi sogni”, il vostro nuovo singolo, racconta il passaggio dall’incertezza alla luce. C’è un’esperienza reale che vi ha ispirato?

«Ma più che dall’incertezza alla luce, è un brano che parla in modo semplice e senza pretese. Sto bene? Te lo dico senza paure né limiti. È questo il senso!»

 

Rispetto ai vostri brani precedenti, “Se mi sogni” introduce una dimensione più intima e riflessiva. Com’è stato trovare questo nuovo equilibrio emotivo?

«Non è mai facile cantare d’amore, e non amiamo le ballad, ma ci è piaciuto il modo in cui Lorenzo parlava di questo ed il sound che abbiamo trovato.»

La ballad mantiene le vostre sonorità “viola”, ma con nuove sfumature: quanto è importante, per voi, sperimentare senza perdere la vostra identità?

«Simone è stato il condottiero di questo brano, ha trovato il giusto equilibrio tra il nostro sound e quello che Lorenzo voleva trasmettere.»

 

Avete scelto di definire il vostro genere attraverso un colore, il viola appunto: come lo traducete in musica?

«Un misto di melodie dolci e accattivanti del vecchio cantautorato italiano, distorsioni pesanti del rock, ma ben dosate, sintetizzatori anni ’80, e ritmi spesso ballabili. Tutto questo è viola. Ha senso? Per noi sì.»

 

In un panorama musicale sempre più veloce e immediato, come riuscite a trovare il vostro spazio e a mantenere autenticità ed espressione?

«Noi questo panorama musicale lo odiamo. Devi correre, farti strada spingendo e compromettendo tutto quello che sei stato finora. I Coldplay facevano musica di nicchia, ora sono lì perché hanno compromesso il loro sound. Speriamo ci sia un cambiamento e che qualcuno si accorga di noi e si innamori della nostra autenticità. Un Morgan, un Manuel Agnelli per esempio, chissà.»

 

Il singolo anticipa il vostro primo album di 14 brani: cosa ci possiamo aspettare in termini di sonorità e contenuti emotivi?

«Parte delle canzoni sono già uscite. Non dobbiamo scendere a compromessi, poiché non stiamo sotto a nessuno, quindi ci sarà di tutto. Si balla, si urla, ci si abbraccia, si ironizza e si riflette.»

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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