Dopo una lunga attesa, torna anche Blanco con il progetto “Ma’”. Il disco è quello di un artista che non sconvolge la sua discografia, nonostante le promesse di studio e grande cambiamento. Piuttosto la arricchisce con qualche elemento, principalmente legato all’utilizzo di strumenti a fiato. Non è un Blanco rivoluzionario, ma è convincente nelle tematiche che ha deciso di portare:
Ti voglio bene, uomo: inizio in comfort zone fra sonorità elettroniche ed immaginari urban. È il buon vecchio Blanco, che dedica un brano agli amici di sempre con i quali ha condiviso sogni e tramonti. 5.5
Ma’: rimane abbastanza coerente all’elettronica (anche negli assoli di chitarra finali) in questa ballad, che richiama già suoi precedenti lavori. Lo struggimento è quello di un figlio che non si sente mai abbastanza rispetto all’amore donato dalla mamma. Una dedica talmente sincera che non nasconde neanche i sensi di colpa. 6+
Peggio del diavolo: inutile dire che il boost di questo brano è un Grignani in grande spolvero. La ballad si addice bene all’anima d’entrambi, sempre in bilico fra il romantico e il maledetto. 7
Tanto non rinasco: uno dei pezzi più disillusi, dove si accetta passivamente una relazione che carbura e rinasce solo attraverso la tossicità. 6-
Ricordi: l’ultimo singolo prima dell’uscita del disco. Insieme ad Elisa, esplora la mancanza del passato, dove i ricordi sono sia un ponte per tornare indietro, sia una strada sbarrata che impedisce di pensare a quello che verrà. 6+
Los Angeles: la più classica delle urban-ballad di Blanco. Una passione che brucia come Los Angeles e, poi, finisce come una lunga guerra. Un amore vissuto con sofferenza fino a sentirsi morire dentro. 6-
Anche a vent’anni si muore: il singolo più convincente e maturo del progetto. Blanco diventa la voce del senso di inadeguatezza giovanile, cercando di spiegare attraverso una canzone che si può morire anche giovani se non si hanno punti di riferimento. 8-
15 dicembre (prima): il primo momento drastico di una relazione, quello del dubbio sui sentimenti che si provano. Blanco è estremamente onesto nell’analizzarli, tanto da arrivare ad ammettere che una lei si merita di meglio di quello che può dare lui. 6-
27 luglio (dopo): passati 9 mesi, il brano si lega al precedente con delle conseguenze tematicamente molto interessanti. “Una bimba e un farabutto” diventano la rappresentazione di una gravidanza non cercata e di una paternità senza retoriche. Il protagonista è un papà non ideale, che vivrà con i rimorsi di non essere presente per una bambina che è diventata vittima delle sue scelte egoiste. 8-
Woo: è il brano che serve a dare ritmo a un album molto introspettivo. In mezzo a una strumentazione rock, il pezzo è pienamente urban nel descrivere i lati istintivi e passionali di Blanco. 6-
Fuochi per aria (la fortuna): andando verso il minimale, si notano alcune qualità autoriali di Blanco. A colpire è la malinconia finale del brano, che analizza le difficoltà avute in famiglia a causa della sua testa calda. Da annotare, in particolare, il finale del brano, con uno dei versi migliori del disco: “Divento triste, perchè prima o poi tutto finisce. Anche un ragazzino lo capisce, forse la fortuna non esiste ma se esiste lei non mi ama“. 7.5
Fuori dai denti: in mezzo alla confusione dei sentimenti, Riccardo descrive un amore immobilizzato dallo smarrimento e dai sensi di colpa. 6-
Piangere a 90: uno dei primi singoli, che ha conquistato le rotazioni radiofoniche. È il Blanco più pop che ci possa essere, fra il desiderio di libertà e la necessità di vivere visceralmente ogni tipo d’emozione. 7.5
Maledetta rabbia: il singolo estivo, che rispetto al precedente è meno potente musicalmente. L’uptempo urban analizza le difficoltà dell’artista di controllare la sua rabbia dopo la fine di un amore, che definisce la sua maledizione. 6-
Un posto migliore: fra sogno ed illusione, Blanco cerca un posto migliore in cui evadere. Disposto a finire in mezzo alla spazzatura e alle alghe di un fondale pur di trovarlo, costruisce una ballad piano e voce intensa sul desiderio di fuggire. Invece di chiudere il disco, Blanco sembra aprirne un altro tematicamente, lasciando in sospeso (volutamente) la risoluzione della ballad. 7.5
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.
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