Un altro protagonista dello scorso Festival di Sanremo esce con un suo progetto. Sayf presenta un album molto variegato, che unisce il pop al rap, dal titolo “Santissimo”:
Sex on La Santa: intro molto particolare perchè ha dei picchi e delle cadute abbastanza rovinose nella scrittura. Da una parte c’è la rivalsa sociale di un artista che si è formato dal basso, dall’altra c’è l’eccesso d’ostentazione del lusso raggiunto. Si può dire che è un bel modo per far comprendere che Sayf sa rappare e fare degli ottimi incastri, ma a volte cade nei cliché del genere. 5.5
Ricordi: insieme a Geolier si parla di passato e di sventure. Sayf va di old-style nelle strofe rap per poi cercare qualche approccio armonico prima dell’ingresso di Geolier. Pezzo tra il rap e l’urban abbastanza classico, che gioca sull’adolescenza nelle periferie e sulla ricerca di riscatto. 6-
Salsa Maghreb: ad emergere sono i suoni di chitarra latineggianti, oltre ai riferimenti alla discografia di Ghali del 2017, che sono chiari e sfacciati. Il testo è di buon livello nel descrivere la povertà della periferia. 7-
No boutique: le liriche variano tra l’italiano e qualche cenno al francese. Sayf sperimenta nella drill, descrivendo con crudezza la povertà e alcuni spaccati di vita dalla periferia alla fama. 5-
Perchè piango: l’intro è quasi aulica, per poi lasciare di nuovo tanto spazio al rap. In coppia con Kid Yugi, il brano è meno sociale e più introspettivo. Piangere nonostante stia andando tutto bene, parlare con tutti tranne che con gli affetti e schifare il denaro nonostante prima fosse il fine sono solo alcuni effetti della fama descritti perfettamente dai due artisti. 6-
Bratz: Sayf spazia anche nell’hardcore hip-hop con Nerissima Serpe con un brano che ostenta parecchio i piaceri di una vita spericolata, in particolar modo i rapporti sessuali che ne conseguono. 5-
Santissimo: finalmente si giunge alla title track e il brano non delude le aspettative. Bastano pochi secondi per comprendere l’atmosfera di un pezzo che gioca sui vuoti musicali per dar peso alle parole che vengono dette. La richiesta di un abbraccio, le voci degli affetti, gli assoli di chitarra e le riflessioni sul mondo in declino lo rendono un pezzo dall’alto valore autoriale. 8+
Parlar d’amore: tanta Genova, visto il duetto con Bresh, in un pezzo popolare che sprizza leggerezza nonostante si stia parlando di un amore non corrisposto. In fondo il brano tenta di alleggerire il peso dell’amore, insegnandoci ad assorbire in maniera diversa quello che, spesso, percepiamo come un fallimento molto doloroso. 8-
Princesa: anche Sayf ha la sua “Princesa” come Faber. La sua musa insegue una libertà rappresentata dall’aria del mare che non sembra essere più la stessa di prima. 6
F.I.$.: si torna nell’hip-hop hardcore, insieme a Tedua, in un brano che ha al centro la rivalsa sociale e l’ostentazione dei bottini ottenuti. 5-
Raffaello: torna sulla drill, autocelebrandosi come artista e ricordando i suoi esordi con la musica nel bel mezzo del suo passato turbolento. 5-
Non c’è: rap introspettivo che parla del passaggio del tempo e della continua ricerca di una felicità che non si riesce a trovare nemmeno attraverso la realizzazione personale. Nella seconda strofa sembra esserci un po’ di malinconia per il passato povero in cui, però, si riusciva ancora a trovare piccoli piaceri quotidiani che, ora, sembrano essere spariti con la fama. 6-
Cosa vuoi da me: l’incomunicabilità di una coppia che non riesce a completarsi sfocia in un rassegnato “Cosa vuoi da me”, che porta alla fine della relazione. 5.5
Buona domenica: malinconico canto popolare che fa un ritratto dell’infanzia caratterizzata dall’assenza del padre e dalla noia esistenziale. Tutto si spegne come le stelle, ma esiste una speranza in cui Sayf si riversa, la sua musica. 7+
Tu mi piaci tanto: difficile aggiungere altro a uno dei pochi successi sanremesi di questa edizione. Nonostante il secondo posto, il passaparola è stato ottimo e continuiamo a pensare che si meritasse il premio miglior testo. 7.5
Money: pensavamo fosse un pezzo di disimpegno insieme a Guè e Artie 5ive, invece nelle strofe di Sayf i “Money” rappresentano solo un’apparenza di felicità che non riesce a cancellare i fantasmi del passato. Anche Guè, che di solito tende molto a decontestualizzare le sue strofe, parla più di mancanza che di guadagno. Una bella sorpresa nascosta nel progetto. 7.5
Una Can: la canzone è sulla fugacità della vita, in grado di regalarci apparenze di felicità (come quelle di un amore) per poi farle svanire in un solo giorno. 6-
Randa baraonda: era giusto concludere con uno dei fiori all’occhiello di Sayf, un divertissement jazz. Un ponte fra la serata cover di Sanremo e quella che, probabilmente, sarà l’outro delle date del suo tour estivo, oltre ovviamente ad essere un ottimo esercizio di stile. 8-
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.
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