Atteso ritorno quello di Tiziano Ferro. Fermo ormai dal 2023, il suo nuovo album “Sono un grande” è un modo per descrivere questi ultimi due anni. Fra difficoltà e fragilità, l’artista ci apre le porte della sua vita vissuta come se stesse affrontando un dialogo in terapia:
Sono un grande: il titolo è solo una provocazione, perchè Tiziano Ferro apre il suo progetto con una ballad in cui a prevalere ci sono le fragilità che subentrano dopo una grande storia d’amore. Aver superato la delusione di un lutto amoroso, lo fa sentire grande nonostante la sua interiorità lo porti sempre a sentirsi più piccolo di quello che è realmente. 7+
Fingo&Spingo: nonostante la grande ritmicità dovuta alla cassa dritta, le sfumature testuali sono molto dark. Pop commerciale convincente sui ritmi folli che hanno gli artisti, che vivono eternamente con il peso di non fermarsi mai per non deludere le aspettative. Il sottile equilibrio fra vita personale e lavorativa è talmente tanto impercettibile, che spesso si spezza e causa problemi emotivi legati all’ansia da prestazione. 7
Cuore rotto: il suono di un cuore rotto viene espresso attraverso sonorità elettroniche con sottili influenze R&B. Da Tiziano Ferro, per lo status, ci si aspetta sempre alta qualità, che in questo singolo non riusciamo a trovare. Il testo è molto banale e non ci sono variazioni musicali in grado di spiazzarci durante il flusso d’ascolto. 5
Milite ignoto: il desiderio di voler cambiare vita viene espresso benissimo attraverso la figura di un Milite Ignoto, che ha la possibilità di assistere al proprio funerale ed è, quindi, sollevato nel poter riposare dalle fatiche dell’identità precedente. Cinica e oscura, la canzone inizia da una vita vissuta passivamente, per poi ricostruirla da zero, partendo da una metaforica morte che segna il cambio di rotta decisivo. 7-
Ti sognai: una preghiera sottoforma di ballad dedicata alla mamma. È la versione migliore di Tiziano Ferro, quella in cui la sua espressività vocale riesce a toccare le corde più profonde delle nostre emozioni. La madre descritta non è una madre morta, ma assente. Una figura che ha lasciato dei vuoti enormi nell’interiorità del figlio, ma che alla fine perdona per l’enorme bene innato che prova per lei. 7+
Gioia: un dialogo allo specchio dentro un’atmosfera europop, in cui Tiziano Ferro parla con il proprio io, tentando di dargli coraggio attraverso esempi di vita vissuta in cui è prevalsa la gioia. Centrali, per esempio, sono le figure dei figli e dei nipoti che hanno dato nuova linfa alla vita di Tiziano. 6
Quello che si voleva: parte dall’inciso di un brano di Chiara Galiazzo, a livello tematico forse è la canzone più cupa del disco. Fa da contraltare rispetto al brano precedente. Nonostante la gioia e i grandi successi che si possono ottenere durante la vita, non si raggiunge mai l’utopica felicità a cui si aspira, ma questo non significa che dobbiamo smettere di cercarla. 7
L’amore è re: il brano è un elegante rappresentazione della passionalità e della dolcezza delle donne. Fuoco in città e sete nell’oblio sono solo alcuni dei tanti modi con cui Tiziano Ferro ha scelto di rappresentare la forza di tutte le figure femminili che ha incontrato nella sua vita. 6
1-2-3: l’ispirazione è partita dal metodo che utilizza per il recupero del fiato. Molto simile alle ultime produzioni elettroniche, l’uptempo è una richiesta d’aiuto. A volte anche uno sfogo può fare la differenza, preservando la nostra salute mentale. 6-
Le piace: interessante lo spazio concesso agli ottoni nella strumentale, che valorizzano al massimo la spensieratezza e la felicità dei momenti passati insieme alla figlia nel primo anno di paternità. 6
Meritiamo di più: cadere nell’oblio passando dall’essere la star del momento al declino di carriera. Nonostante le delusioni lavorative e amorose che possiamo incontrare nel nostro cammino, Tiziano Ferro ci invita a non arrenderci e a continuare a perseguire quel “di più” che ci meritiamo. 6
Tra le mani un cuore: il brano sanremese scritto proprio da Tiziano Ferro per Massimo Ranieri, viene interpretato anche dalla penna originale. Viene restituita ancora di più la forte emotività che già avevamo vissuto al Festival di Sanremo. 6+
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.
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