Un mese dopo: la festa continua, ma con più cuore.
A distanza di un mese dall’uscita di “Tutta vita (Sempre)“, possiamo dire che Olly ha davvero fatto centro. Non è una semplice ristampa del disco, ma una seconda stagione della stessa serie: stessi protagonisti, ma nuove sfumature.
Il pop di Olly resta luminoso, pieno di fiati, chitarre e ritornelli da cantare a squarciagola, ma adesso si avverte una consapevolezza diversa. È come se la festa avesse trovato un nuovo equilibrio: meno euforia cieca, più voglia di raccontarsi.
Con il solito Juli al timone, la produzione si è spostata dalle radici elettroniche dei primi singoli, ad un suono più caldo, quasi da band: ci sono sax, armoniche, chitarre vere, e quelle imperfezioni che fanno sembrare tutto registrato in presa diretta, tra amici.
“Tutta vita (Sempre)” è il disco di un ragazzo che è cresciuto davanti al pubblico, ma che non ha perso il sorriso.
Così così: si inizia con la grinta giusta. Il brano è una risposta ironica ai giudizi e alle critiche, un modo per dire “sono qui, così così, ma ci sono”. Ritmo veloce, testo diretto, ideale per ripartire. 7+
Questa domenica: una ballad dolceamara, con quel sapore anni ’80 che ben si sposa con la voce graffiante di Olly. Racconta un amore quotidiano, imperfetto, che nasce nei giorni storti. Tra le più belle sorprese del disco. 9
Il brivido della vita: è il cuore pulsante del progetto. Celebra la vita in tutte le sue forme, dagli amici al vino, dalle risate agli errori. Semplice, reale e impossibile da non cantare. 8
Depresso fortunato: un brano che sembra essere un dialogo col suo pubblico, a metà tra folk e pop. Si parla di ansia, leggerezza e accettazione. “Depresso ma fortunato” è una frase che potremmo dirci tutti. 6
Come noi non c’è nessuno: versione più intima del duetto con Angelina Mango. Qui Olly è solo, nel pieno delle sue fragilità. Un brano piccolo ma sincero, che vale più di tanti inni urlati. 8.5
Balorda nostalgia: la canzone che ha vinto Sanremo e che, oggi, suona come un punto d’arrivo. È la nostalgia vista non come rimpianto, ma come carburante: riconoscere la bellezza del passato senza volerla rivivere. È la canzone che meglio racchiude il senso di “Tutta vita”. 9-
Occhi color mare: un viaggio d’estate in Sardegna, con Pino Daniele in sottofondo. Leggera, solare, piena di immagini. È il lato spensierato di Olly, quello che ti fa venire voglia di riaccendere il motore e partire. 7
Buon trasloco: chiude la prima parte dell’album e lo fa in punta di piedi. È un dolce addio, scritto con il cuore in mano. Parla di perdita, ma anche di amore, e lo fa senza retorica. La fisarmonica del padre di Juli (ormai defunto, a cui è dedicato il brano) aggiunge un tocco commovente e umano. Una conclusione perfetta. 10
È festa: apertura originale del disco (“Tutta vita”) che sa di brindisi collettivo. Un manifesto dove Olly e i suoi amici urlano insieme “è festa sempre”. Non una trovata, ma il giusto modo di stare al mondo. Brano perfetto per i live, pieno di energia e amicizia vera. 7+
I cantieri del Giappone: uno dei pezzi più vicini al “vecchio” Olly, che racconta la paura di non tenere il passo e la necessità di dover restare lucidi in mezzo al caos. Un po’ autoironico e disilluso, ma sempre positivo. 8.5
Per due come noi: il duetto con Angelina Mango è tra i momenti più radiofonici dell’album. Racconta una relazione che si scompone, accettandola per quella che è, con due voci che si inseguono senza mai fondersi del tutto. È dolce, malinconica, ma con un tocco di verità che la salva dalla retorica. 9.5
Quei ricordi là: Olly si immagina da vecchio, su un’amaca, circondato da famiglia e sorrisi. È un brano tenero e disincantato, che unisce malinconia e serenità. Musicalmente resta leggero, ma con una nostalgia buona dentro, quella che non fa male. 9+
Noi che: una scarica di adrenalina, libertà e voglia di urlare. Qui Olly torna al suo spirito più ruvido, con un ritornello che sembra scritto per essere cantato a petto nudo sotto un palco. È la colonna sonora perfetta per chi vuole sentirsi parte di qualcosa. 7+
Devastante: ballad d’amore puro, una delle più riuscite del disco. Racconta un sentimento che resiste anche quando tutto vacilla. È un brano “semplice” ma sincero, con quella malinconia che Olly ormai maneggia con naturalezza. 9-
A noi non serve far l’amore: qui il tono si fa più introspettivo. Parla di quei momenti in cui si evitano le domande vere e in cui si finge che vada tutto bene, anche quando sotto c’è un muro. Forse uno dei testi più maturi del disco, con un suono che cresce piano, come un pensiero che torna. 8
Sopra la stessa barca (feat. Enrico Nigiotti): due generazioni di cantautori che si incontrano. Il risultato è un brano corale, quasi una preghiera laica: “siamo tutti sulla stessa barca”. È semplice e diretto, ma forse meno incisivo rispetto ad altri momenti. 7-
La lavatrice si è rotta: qui Olly si concede ironia e leggerezza, raccontando la quotidianità con un sorriso. Il sax anni ’80 è la ciliegina sulla torta: sembra un pezzo che Vasco avrebbe potuto scrivere nei suoi giorni migliori. 8+
Scarabocchi: dolce, vulnerabile, quasi una ninna nanna. Racconta le emozioni confuse, le paure, la voglia di lasciarsi cullare anche dal dolore. È uno dei brani più intimi e sinceri del disco, da ascoltare in silenzio. 9.5
A squarciagola: un vecchio singolo che resta manifesto dell’Olly “da piazza”. È il grido di chi si sente perso, ma vuole continuare a provarci. Un po’ malinconico, ma anche liberatorio: il suo marchio di fabbrica. 6.5
Il campione: chiude il disco con un abbraccio simbolico. “Il campione si vede qua” è la frase con cui Olly saluta e incoraggia chi resta. È una pacca sulla spalla, un addio accompagnato da un dolce sorriso. 7-
Nonostante il successo di Sanremo, Olly ha scelto di rallentare e raccontarsi meglio, dando vita ad un pop genuino, che parla la lingua delle persone comuni e che, allo stesso tempo, non rinuncia alla profondità.
“Tutta vita (Sempre)” è un disco che cresce col tempo, proprio come il suo autore: c’è festa, malinconia, voglia di esserci “sempre”, anche quando le cose non vanno.
Olly non è più solo il ragazzo che balla e sorride sul palco: è diventato un narratore gentile della sua generazione. E questo, oggi, vale più di qualsiasi hit.
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.
* Iscrivendoti alla newsletter acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento Europeo n. 2016/679.