Iniziano finalmente anche i live di X Factor. Con l’esordio di Gabbani in giuria, i 12 artisti che sono riusciti ad accedere alla fase finale si affrontano nelle ormai conosciute 2 manches e nel temutissimo ballottaggio:
EroCaddeo: essere il concorrente che apre i live e avere come prima esibizione Lucio Battisti non era uno scoglio semplicissimo. Su “E penso a te” riarrangia il brano facendolo molto più legato al mondo soul. La sua voce (ottima a livello timbrico) ha avuto qualche imprecisione, ma c’è anche da dire che ha osato molto con l’estensione vocale, più di quanto richiedesse la versione originale. Emotivamente sempre molto espressivo, si conferma tra i favoriti per la finale. 7.5
Rob: sorprende in positivo su “You oughta know“. Chitarre distorte, voce graffiante e al tempo stesso pulizia canora. Ne esce fuori un’interpretazione energica che rende onore al post-grunge e ad Alanis Morissette. 7.5
TellyNonPiangere: il primo a portare un pezzo più contemporaneo, su “La musica non c’è” di Coez non riesce a brillare. Oltre ai problemi di dizione e alcune sbavature d’intonazione, l’esibizione è risultata molto scarica. Anche a livello interpretativo ci sono delle carenze e per un artista indie è un problema, dato che la capacità d’empatizzare con il pubblico attraverso i testi legati alla quotidianità e attraverso le performances intime è fondamentale. 5-
Amanda: il timbro è splendido e ha potenzialità nel pop internazionale. Su “Wrecking ball” fa una versione più intima rispetto a quella di Miley Cyrus. Questo solo in parte giustifica una presenza scenica fin troppo contenuta. 5.5
Viscardi: porta la sua anima napoletana con un medley di Pino Daniele con “Yes I know my way” e “Chillo è nu buono guaglione”. Molto interessante dal punto di vista tecnico, arricchisce di falsetti il cantato. Anche a livello performativo è molto dotato, nascendo dal ballo. Tuttavia, in questa esibizione molto ricca di movimento, si sono dispersi i testi e i temi di Pino Daniele legati alla diversità. 5.5
Layana: il suo timbro è il più personale di tutto il talent. Questo è il punto da cui partire per creare qualcosa d’importante con lei. Ma su “Gli uomini non cambiano” non riesce a restituire lo struggimento di Mia Martini, anche perchè il suo range vocale non riesce a colorare le note, a modulare e a estendersi come riusciva a fare Mimì. 5.5
Delia: porta ai live la tradizione siciliana con 2 brani di denuncia sociale contro l’omertà. In un clima dal fascino teatrale esegue “Signor tenente” e “Brucia la terra”, ricevendo una meritata standing-ovation. Cantautrice seria, potrebbe essere la giusta erede di Carmen Consoli. Molto forte a livello di riconoscibilità, anche lei si candida prepotentemente alla finale. 8.5
Michelle: sorprende sentirla su “En e Xanax” anche se del suo passato musicale rimane l’arrangimento elettronico. Nonostante l’interessante esperimento, l’importanza testuale dell’originale di Samuele Bersani viene un po’ sacrificata dal contorno sonoro aggiunto. 6-
Tomasi: nonostante il timbro rotto e la sua forte passione cantautorale, non è per nulla credibile su “Lucciole” di Blanco. Modernizzare un ragazzo con una forte sensibilità autoriale è una forzatura che potrebbe costare cara al suo percorso. 5
Copper Jitters: l’unica band in gara esordisce con l’iconica “Tutti frutti” nella versione di Elvis Presley. Di matrice punk, iniziano i live rispettando al massimo il rock’n’roll. 6-
Mayu: un bel vibrato su “Tutti” di Calcutta, non basta per portare a compimento un’interpretazione che non raggiunge la disperazione dell’originale. I momenti migliori sono negli incisi, dove la sua apertura vocale fa ben sperare per il futuro. 5.5
PierC: talento puro il suo, e lo dimostra gestendo alla perfezione un capolavoro come “Rocket man“. Bellezza vocale, cambi di registro e tanta introspezione interpretativa nel descrivere la solitudine. 8.5
Amanda: paradossalmente porta al ballottaggio un brano che avrebbe meritato uno spazio nella manche. Dimostra di essere all’altezza di “People help the people” con un’interpretazione elegante ed emotiva. 6+
Copper Jitters: rimangono nel rock con “Come together“, sporcando il suono con le loro influenze punk. Sempre coerenti nelle scelte. 6
Achille Lauro: dice spesso cose giustissime, soprattutto sul tipo di percorso che devono fare i ragazzi per mantenere credibilità e coerenza. Meno showman e più contenuto è anche più godibile. Le assegnazioni molto rischiose, sono quelle che hanno valorizzato maggiormente le doti dei ragazzi. 7
Paola Iezzi: la più tecnica del gruppo, quando si parla di preparazione al canto. È anche molto brava nella scelta dei suoi allievi, tutti legati al pop che tende all’internazionale. Leggera e sensuale, conferma quanto fatto come giudice lo scorso anno. 7
Francesco Gabbani: simpatico, spontaneo e visibilmente emozionato, fa un grande esordio al tavolo dei giudici. Come professionista ha convinto molto per le scelte coraggiose negli arrangiamenti. 7
Jake La Furia: ironico e come lo scorso anno sempre adatto ad allegerire i momenti con il suo humor. Preoccupa, tuttavia, notevolmente il percorso che sta facendo su Tomasi, un ragazzo talentuoso che è partito intepretando Cocciante ed è finito per snaturarsi cantando Blanco. 7-
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.
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