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X Factor 2025, resoconto e pagelle del quarto live
X Factor 2025 pagelle 4° live

X Factor 2025, resoconto e pagelle del quarto live

Il diavolo torna a bussare alla porta di X Factor con una puntata a doppia eliminazione. È tempo di Hell Factor con la prima giostra e una manche con tanti capolavori, sia della musica italiana, che di quella internazionale:

 

La Giostra:
  • Michelle: “Next to me” – 5-
  • Viscardi : “Purple rain” – 9-
  • Delia: “Medley sakura” – 8
  • Layana: “Amandoti” – 6-
  • Tellynonpiangere: “La mia migliore amica è una 66” – 6
  • Tomasi: “Nessuno vuole essere Robin” – 5
  • Rob: “Ti sento” – 5.5
  • EroCaddeo: “E penso a te” – 5.5
  • PierC: “Chandelier” – 9
Seconda Manche:

Rob: stupefacente su “Bring me to life” degli Evanescence. Sembrava una sfida insormontabile il paragone con Amy Lee e, invece, tira fuori dal cilindro l’esibizione della serata. Perfettamente a suo agio nel rock gotico, esprime al meglio il risveglio emotivo del brano, oltre a reggere benissimo la prova vocale del crescendo molto impegnativo. 9

 

Layana: nonostante i suoi punti di forza siano altri rispetto allo struggimento di “Ancora ancora ancora”, riesce a essere credibile. Delicata ma anche grintosa, interpreta bene il brano di Mina, che unisce la passionalità amorosa al dolore per la sua dipendenza. 6+

 

Delia: continua a sorprendere la sua capacità di variare stile. Il medley le permette di unire il grande sentimento di “La notte” di Salvatore Adamo alla voglia di rivalsa di “Lose yourself“. Rappato e folklore convivono con coerenza in un’altra esibizione caratterizzata dal grande magnetismo. 8+

EroCaddeo: a sua discolpa, si fa fatica a trovare una cover sufficiente del capolavoro di Battiato. Su “La cura” ci prova, supportato da un bell’arrangiamento ricco di cori, ma non ha quel tipo di sensibilità spirituale o trascorso per poter rendere onore al brano. 5-

 

Michelle: tralasciando l’errore, non si può distruggere la struttura musicale di “Rimmel” in questa maniera. L’elettronica decontestualizzata infastidisce principalmente per l’inutile apporto che da all’originale di De Gregori. Il contesto musicale non aggiunge, anzi, toglie pathos al racconto. Michelle, tra l’altro, non ha nelle sue corde un’interpretazione in grado di dar peso alle parole, caratteristica fondamentale per poter reggere il confronto con un brano che ha rivoluzionato la musica cantautorale per quanto riguarda la scrittura. 4

 

Tellynonpiangere: riesce a rendere accessibile a tutti un brano autobiografico come “Io sono Francesco”. Questo è indubbiamente un grande pregio, così come lo è la capacità di passare dall’innocenza della prima strofa alla forte emotività del ritornello. Tricarico era una sfida molto difficile, superata a pieno dal punto di vista interpretativo, ma decisamente meno dal punto di vista tecnico. 5.5

Tomasi: con i soliti problemi d’articolazione delle parole, fa un’interpretazione fin troppo didascalica di un capolavoro come “I giardini di Marzo”. Sicuramente la drammaticità messa in campo da Tomasi è coerente con i temi della povertà, del tempo rubato e della paura di vivere durante un momento delicato come l’infanzia. Tuttavia la sua teatralità lo porta a forzare l’interpretazione, come se non fosse davvero entrato nel racconto ma abbia solo marcato a grandi linee le atmosfere emotive del testo di Mogol. 5

 

Viscardi: la rilettura jazz, per quanto molto distante dall’originale di Gino Paoli, è coerente con l’atmosfera erotica e, al tempo stesso, solenne ed elegante della canzone “Il cielo in una stanza”. Forse proprio in questo ambiente dal grande gusto musicale, Viscardi si è fin troppo sentito a suo agio. Esagera con i virtuosismi e, involontariamente, allontana dal focus passionale del brano, che parla di un rapporto occasionale (con una prostituta) in grado di trasformare per un attimo le soffocanti mura in alberi infiniti. 6+

 

PierC: pulito ed essenziale in “E tu”, rivisita Baglioni mantenendo la sua cifra vocale. Esibizione molto tecnica, costruita per far notare la sua enorme flessibilità vocale. Il difetto principale nei brani così romantici è che la sua potenza emotiva non raggiunge mai le vette degli originali. 7

Ballottaggio:

Layana: viene eliminata, nonostante non meritasse per quanto mostrato nella manche. Anche nel ballottaggio, questa enorme differenza con Viscardi non emerge. La sua versione di “Meravigliosa creatura” è una delicata dedica d’amore puro. 6

 

Viscardi: forse finire a rischio eliminazione è esagerato per quanto visto nella manche. A influire, sicuramente, sarà stata la precedente discussione fra Achille Lauro e Paola Iezzi sulla sua performance jazz. In “Crazy” emergono tutte le sue migliori qualità: la sua eccelsa capacità virtuosa, il suo lato performativo e la sua ottima estensione vocale. 6

Achille Lauro: sta diventando la caricatura di se stesso. Insiste sul fatto che serva comunicare e non cantare perfettamente. Insiste sui soliti temi dell’emotività, facendo anche una brutta figura nel giudicare Viscardi. La versione jazz della canzone di Gino Paoli, tutto è tranne che avanguardia, dato che esistono molti link fra i 2 mondi e molte rivisitazioni in questo stile già presenti e dalla buona rilevanza storica. Si ripete fin troppo anche sulla qualità dei concorrenti, parlando dell’edizione più talentuosa della storia del talent. Molto egoriferito, è troppo testardo per accettare l’idea di avere sbagliato un giudizio o un parere. 5

 

Paola Iezzi: molto velenosa in questa puntata nel difendere Viscardi. Esasperata dal populismo delle emozioni di Jake e Achille, finisce per etichettarli come ignoranti in quello specifico argomento. Rimane, insieme a Gabbani, la più credibile dal punto di vista tecnico. Rischia con Viscardi, ma ha il merito d’avere assegnato a Rob il miglior brano della serata. 7

 

Francesco Gabbani: perde malamente Michelle, con un bizzarro percorso elettronico-cantautorale che ha avuto il solo effetto di rovinare grandi classici italiani. PierC performa bene anche se leggermente sotto le aspettative e anche Tellynonpiangere risulta credibile. Bravo nel difendere Paola Iezzi nella discussione sul jazz. È molto coerente con la visione che ha della musica, ricercando equilibrio fra tecnica vocale e capacità comunicativa. 7.5

 

Jake La Furia: è sempre quello in grado di stemperare dei momenti caldi come il fuoco dell’inferno. Lo si è notato soprattutto stasera, anche se ha fatto uscire il suo lato permaloso quando si è sentito ricevere dell’ignorante. Senza grandi commenti tecnici, si limita a complimentarsi diplomaticamente con tutti. Il suo percorso con Delia, con l’ausilio dei medley, al momento è la cosa più interessante dell’intero talent. 6+

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

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Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.

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