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X Factor 2025, resoconto e pagelle del quinto live
X Factor 2025 pagelle 5° live

X Factor 2025, resoconto e pagelle del quinto live

Nuova puntata rovente di X Factor con la presentazione degli inediti dei ragazzi rimasti in gara e una successiva seconda manche con le classiche cover:

 

Prima Manche (Inediti):

PierC: sentirsi una pecora nera in un gregge è una sensazione che abbiamo vissuto in tanti almeno una volta nella vita. Interpreta bene questo stato d’animo in “Neve sporca”. L’inedito richiama molti stilemi del pop emozionale che sta andando per la maggiore negli ultimi anni. La canzone pecca un po’ di personalità sonora, dato che potrebbe essere benissimo confuso per un brano di Marco Mengoni. 6-

 

Viscardi: lasciarsi alle spalle la pesantezza, per aderire completamente alla voglia di essere leggeri, è questo che “Scinneme ‘a cuollo” vuole trasmettere attraverso sonorità molto contaminate. Interamente in napoletano, forse non è il miglior modo per presentare la cartolina artistica di Viscardi. Tralasciando che live è troppo lezioso vocalmente, il vero problema del suo inedito sono le sonorità pop-funk fin troppo commerciali. 5

 

Tomasi: il dolore di un addio è il tema centrale di “Tatuaggi”. Un dolore indelebile viene espresso in una ballata struggente. Dispiace per una scrittura fin troppo prevedibile e per una struttura che pecca di dinamica nel cantato. Musicalmente, invece, ha potenziale, con queste aperture valorizzate dalle batterie che danno pathos emotivo al brano. 5.5

EroCaddeo: tralasciando qualche sbavatura vocale, sicuramente la sua migliore versione vista ad X Factor. La scrittura cantautorale su “Punto” è la qualità maggiore del suo inedito. Riesce ad arrivare al cuore con immagini legate alla quotidianità, descrivendo un amore semplice e profondo allo stesso tempo. Un amore che viene anche ferito dalla troppa passione, da cui si fa fatica a prescindere e a cui non si riesce a mettere un punto definitivo. 7.5

 

Rob: il dolore di un’assenza amorosa viene valorizzato dalle sonorità pop-punk. Il suo talento vocale riesce a rendere anche un brano commerciale come “Cento ragazze” molto interessante. Energia e dolore convivono alla grande nella sua interpretazione. 7.5

 

Tellynonpiangere: un buon testo che parla di famiglia, non in senso tradizionale. La famiglia è qualsiasi persona in grado di farci sentire sempre a casa, è questo il messaggio che viene sviscerato molto bene in “Barche di carta”. Una ballata pop-indie, che richiama molto gli immaginari delle ultime produzioni di Tananai. Vocalmente, purtroppo, è limitato e anche un brano scritto bene come questo viene depotenziato troppo dalla resa live. 5

 

Delia: un inno malinconico dopo aver detto addio alla propria terra. I siciliani, spesso, sono costretti a lasciare la loro terra natìa, per mancanza di prospettive. Le atmosfere mediterranee e popolari di “Sicilia bedda” danno una forte identità alla canzone. Peccato per un’esibizione troppo urlata. 6

Seconda manche:

Tomasi: scelta rischiosissima la ballata rockThe loneliest“. Ovviamente imparagonabile al graffiato di Damiano, la sua performance vocale è molto traballante, soprattutto nelle basse. Sempre molto enfatico nell’interpretare, questa volta i toni del brano rendono credibile la sua teatralità, dato che si parla di profonda solitudine. La standing ovation del pubblico sicuramente fa piacere a un giovane ragazzo ricco di passione, ma distrae da gravi errori vocali da correggere. Uno su tutti il terribile urlato che ha chiuso la sua esibizione. 5

 

Tellynonpiangere: porta “Nei treni la notte” di Frah Quintale, che alla fine come tipologia di cover è l’unica dimensione possibile per lui nel mondo della musica. È nella sua comfort-zone in questi brani con una loro poetica urbana, privi di difficoltà vocali, date le sue enormi lacune tecniche. 5.5

 

Delia: sta un po’ esagerando con la formula medley, che la fa esporre a critiche che, probabilmente, non si merita. Tuttavia le atmosfere create con l’unione di “La llorona” di Chavela Vargas e “Barrio” di Mahmood sono sofisticate e originali. Tralasciando lo splendido collegamento latino fra il titolo della canzone di Mahmood e le vibes di Chavela Vargas, Delia onora per l’ennesima volta il folklore con una forte vena teatrale. 7.5

EroCaddeo: si torna su un grande classico sanremese come “Ancora” di Eduardo De Crescenzo. Per nulla nelle sue corde, se la cava con una buona estensione vocale e un arrangiamento impoverito di variazioni rispetto all’originale. Tuttavia è innegabile il fatto che questa interpretazione svuota di molto quello che era il forte trasporto emotivo dell’originale. 6-

 

PierC: il brano assegnato è difficilissimo. Perchè in “Life on Mars” di Bowie c’è il tema dell’alienazione, del disincanto, della frustrazione, ma anche della voglia d’evasione dal vuoto umano. Nel testo la protagonista sembra ricercare rifugio nelle molte immagini surrealiste legate al mondo televisivo e cinematografico. L’utopia è quella di trovare una vita migliore altrove, magari proprio su Marte, che nel cinema è uno dei mondi fantascientifici più esplorati. Ovviamente non si raggiungono le vette dell’originale a livello interpretativo, ma il modo di riarrangiare il brano permette a PierC di essere elegante e molto pulito a livello vocale. 6-

 

Rob: rispetto ad Antonella Ruggiero, riesce meglio l’esperimento punk su un brano della nostra tradizione come “Un’emozione da poco”. Il testo di Fossati su questo amore totalizzante viene valorizzato a pieno dalla potenza vocale di Rob e dall’arrangiamento che lega il rock al punk. 8

Ballottaggio:

Viscardi: “Purple rain” rimane la sua esibizione più riuscita. In generale, forse, una delle migliori prestazioni vocali della storia di X Factor. Peccato che si tratti dell’unica performance totalmente positiva, di un ragazzo che tende a compiacersi troppo sia a livello performativo che vocale. 9

 

Delia: magnetica anche nella sua rivisitazione di Battiato in “La canzone dei vecchi amanti”. Riesce a trasmettere a pieno l’intensità del testo di Jacques Brel, sulla tenacia di un amore resistito al tempo. 8

Achille Lauro: molto superficiale nel non comprendere il fatto che, nel mondo della musica, esistano anche gli interpreti, oltre ai cantautori, come dimostrano alcune sue illazioni durante la gara inediti. Sta diventando un po’ troppo ripetitivo, come se avesse esaurito il bagaglio di conoscenze da poter fornire ai concorrenti. Prova a indirizzare Rob verso un mondo che non le appartiene, confermando la sua visione limitata della musica. Ormai è prigioniero di un personaggio che deve per forza essere legato al cantautorato emotivo, non riuscendo ad andare oltre i suoi gusti musicali. Oltretutto con le sue assegnazioni e i suoi arrangiamenti cerca fin troppo di “Laurizzare” EroCaddeo, con il rischio di far disperdere la sua identità. 5

 

Paola Iezzi: brava anche a essere scomoda, parlando d’imprecisioni subito dopo un’ovazione del pubblico. Perde Viscardi, forse troppo presto rispetto a quanto s’immaginava, ma riesce a valorizzare Rob al meglio. 6.5

 

Francesco Gabbani: puntualizza sugli inediti in maniera corretta sia a livello vocale che testuale. Sempre molto educato, riesce ad alternare leggerezza a commenti tecnici con uno stile televisivo perfetto. 7

 

Jake La Furia: bravo a intervenire contro Gabbani e Achille Lauro, difendendo la cifra artistica di Rob. Sta dimostrando alcuni guizzi di pensiero, soprattutto per quanto riguarda il difendere la credibilità di generi underdog che escono dal pop italiano. Lo dimostra sia nel discorso su Rob, che nella sua ardua difesa di Delia, criticata per la sua decisione di cantare solo in dialetto. 7

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

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Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.

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