Siamo ormai a un passo dalla finale, alla ricerca del fattore X di questo 2025. Con una doppia eliminazione, la struttura è la stessa a cui siamo abituati, con una prima manche legata al mondo orchestrale e una seconda manche canonica:
Tellynonpiangere: esibizione molto scolastica la sua versione di “A te” di Jovanotti. Un brano estremamente emozionale, che viene appiattito di tutto il suo impatto a causa della mancanza di dinamica. L’arrangiamento orchestrale, soprattutto nei suoi momenti strumentali, è molto ben curato, tanto da essere il miglior pregio di questa rivisitazione. 5-
Rob: ispirata alla trama di Twilight, porta tutta la tensione emotiva fra Bella ed Edward con “Decode” dei Paramore. In questa versione orchestrale, porta il brano verso l’intimità di una ballad, pur mantenendone l’anima rock nell’interpretazione. Il costrutto in crescendo viene valorizzato a pieno dall’orchestra. Tuttavia, in questo contesto più delicato, la sua timbrica così potente viene un po’ troppo sacrificata. 6.5
EroCaddeo: oltre a una pronuncia difficoltosa su alcuni passaggi di “Viva la vida“, il brano è completamente fuori dalle sue corde. L’orchestra e i cori provano a creare quel momento emozionale, ma non basta perchè si vede che il ragazzo non è a suo agio sull’uptempo. L’originale dei Coldplay, viene svuotata della sua ambientazione musicale. Anche a livello interpretativo, EroCaddeo si trova in difficoltà a causa della stratificazione del testo. Partendo dall’ispirazione alla Rivoluzione Francese, viene raccontata la storia di un re caduto in rovina dopo anni di regno dominante. Il testo è una grande metafora dell’effimerità del potere e ha una morale nascosta, difatti ci invita a comprendere le cose davvero importanti della vita senza cadere in inutili dinamiche che ci possano allontanare dalla nostra essenza umana. EroCaddeo, trovandosi spiazzato sia nella complessità di un testo solo apparentemente leggero, sia a livello di arrangiamento, non è riuscito minimamente a risultare credibile. 5-
Delia: brano molto tecnico, ricco di cambi di registro. L’esibizione urlata viene giustificata dalla rabbia provata in “I pirati a Palermu” di Rosa Balistreri contro i soprusi e le violenze che avvengono in Sicilia. Tradizione e denuncia si uniscono perfettamente nella sua resa sul palco. 8
PierC: nonostante sia a tratti crescente, la sua esibizione è convincente a livello tecnico sulle difficoltà di “All I ask” di Adele. A non convincere è la sua interpretazione molto distante dall’intensità della supplica passionale dell’originale. 6
Tomasi: il suo difetto principale è l’articolazione delle parole e su un testo così bello, come “Anna e Marco” di Lucio Dalla, è un peccato capitale. Sempre troppo struggente, su un testo che ha diverse sfumature. Anche se il brano parte parlando di due vite che si stanno perdendo, il messaggio è di speranza, dato che con lo sbocciare del loro amore trovano entrambi la salvezza. 5-
Delia: porta un brano storico della Bertè, che a livello testuale rimane sempre attualissimo. In “Sei bellissima” c’è molto di più di un apprezzamento estetico. Dentro il testo c’è violenza psicofisica, manipolazione e oggettificazione, e il suo grido disperato riesce a esprimere tutto, con tanto vissuto e tanta credibilità. 9
EroCaddeo: l’arrangiamento è fin troppo pomposo per la bellissima semplicità di “Vedrai vedrai”, ma sappiamo essere un difetto artistico di Achille Lauro quello di stravolgere le strutture dei brani per ricercare intensità. Scritto di getto da Luigi Tenco, è un brano struggente ma con nascosto un briciolo di speranza, ovvero il desiderio di vedere giorni migliori per la madre, che aveva sacrificato la sua intera vita per far ottenere a Luigi un’esistenza stabile. Il brano nasce dai sensi di colpa del cantautore per aver deciso, invece, l’instabilità di una carriera artistica con la conseguente paura di aver deluso la madre. Al tempo stesso, però, Tenco nutre il desiderio di ripagarla, un giorno, proprio attraverso la musica. EroCaddeo è bravo a mantenere l’atmosfera intima a livello vocale, nonostante un contesto musicale fin troppo sfarzoso. 6
PierC: se si pensa al concetto di canzone, probabilmente, il primo pensiero va a “Bohemian Rhapsody“. Il brano ridefinisce il concetto di genere, unendo ballata, rock e opera. Dentro il testo ci son tutte le fragilità di Freddie Mercury. Difficile da tanti punti di vista, PierC ne esce molto bene proprio per la flessibilità con la quale ha retto le variazioni e per il grande sostegno vocale che ha avuto sia al pianoforte che in movimento. 8-
Tomasi: entra nel pop commerciale con gli One Direction. Sorprende la potenza emotiva nel ritornello di “Story of my life“, anche se nelle strofe è davvero troppo calante e impreciso per considerarla un’esibizione di livello. 5.5
Tellynonpiangere: nato dopo aver scoperto la terza diagnosi di cancro della madre, “Niente panico” è uno dei brani più autentici di Ghali. L’invito è quello di mantenere la calma anche quando sembra andare tutto a rotoli. La profondità dell’originale viene svuotata, di nuovo, da un’altra esibizione troppo didascalica. Tellynonpiangere, vocalmente, non ha grandi orizzonti e il repertorio che può gestire, giunti alla semifinale, sembra aver esaurito le sorprese. 5-
EroCaddeo: un po’ a sorpresa al ballottaggio, con il brano “Sei acqua” è molto vicino allo stile dei suoi singoli. Ricco di sfumature quotidiane, esprime a pieno la dimensione sentimentale legata alla semplicità del vissuto. In queste cover esce il vero EroCaddeo, senza la necessità di mettere grandi orpelli negli arrangiamenti. 7
Tomasi: la sua teatralità, in questo caso, è giustificata su uno dei brani più struggenti della musica italiana. In “Era già tutto previsto” è centrato, pur non reggendo minimamente il confronto con Riccardo Cocciante. Come sempre emergono i suoi difetti tecnici, che vanno dalla scorretta articolazione alla gestione della respirazione. 6-
Achille Lauro: riusciamo a seguire il filo del discorso su Tellynonpiangere, anche se la sua opinione l’ha sempre ben nascosta nelle precedenti puntate con le solite parole di rito. Nel discutere con Gabbani, si pone in maniera altezzosa, anche se concettualmente siamo d’accordo con il suo giudizio. Pessimo il discorso sugli autori, che dovrebbero preferire Giorgia rispetto a un emergente come PierC, palesando la struttura delle gerarchie nel business musicale. Si abbassa a citare i numeri degli streaming, dando eccessiva importanza ai risultati degli inediti. Riesce a uscirne malissimo anche sui commenti, vicini all’offesa, sullo standing di PierC. A livello artistico, lo ripetiamo da un paio di settimane, stravolge troppo musicalmente i brani. 4
Paola Iezzi: sempre molto elegante, anche nel criticare, fa accedere Rob alla finale dal tappeto rosso con la vittoria della prima manche. A livello di percorso, forse, è l’unica giudice che ha tenuto il livello delle assegnazioni della sua allieva sempre su vette alte, riuscendo a togliersi anche lo sfizio di qualche rischio sperimentale. 8
Francesco Gabbani: accende la puntata subito, cercando spiegazioni sulle insinuazioni ben nascoste da Lauro su Tellynonpiangere, dimostrando sia di avere gli attributi, che di avere il potenziale da dinamica televisiva. Risponde a tono anche su PierC, scandalizzandosi giustamente sui pensieri di Achille Lauro sugli autori e sugli inediti. Esce troppo dai ranghi nel difendere il ragazzo nella seconda manche, perdendo il controllo con Lauro. Tuttavia, per certi versi, è apprezzabile anche questa sbavatura, perché fa capire che segue con passione il percorso e ci tiene al rispetto per i suoi ragazzi. 7-
Jake La Furia: è il giudice che cerca sempre di alleggerire i toni e il suo ruolo in questa puntata è stato fondamentale, viste le tensioni fra Francesco Gabbani e Achille Lauro. Con le assegnazioni a Delia fa jackpot, mentre con Tomasi, nonostante la coerenza, non riesce a convincere del tutto. 7.5
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.
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