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X Factor 2025, resoconto e pagelle del terzo live
X Factor 2025 3° live

X Factor 2025, resoconto e pagelle del terzo live

Terzo live di X Factor. Si entra in una lunga fase centrale in cui saranno i dettagli a fare la differenza per capire chi raggiungerà la finale di Piazza Del Plebiscito. Il tema anni ’90 ha stuzzicato la voglia di sperimentare, ma è proprio chi è rimasto coerente con la propria personalità artistica che ha figurato meglio:

 

Prima Manche

Tomasi: pensavamo crollasse del tutto di fronte al capolavoro degli Oasis. Meglio del previsto su “Don’t look back in anger” a livello vocale, ma è molto impreciso con l’assolo di chitarra. Anche a livello interpretativo è troppo didascalico. L’esibizione è molto sofferente, ma questo stona con i toni di un brano che ci invita a guardare avanti, riconciliandoci con il nostro passato. 5.5

 

EroCaddeo: ennesimo arrangiamento con grandi aperture, volto a stimolare la sfera delle emozioni di chi ascolta. Su “Uomini soli” dei Pooh convince a livello interpretativo anche se stravolge il brano, facendo troppe variazioni melodiche nei due ritornelli. 6-

 

Mayu: considerando che il paragone di una voce femminile su “One” porta sempre a Mary J.Blige, non c’è gara. La sua voce, man mano che il brano sale d’intensità, si stringe troppo, dando un suono esageratamente strozzato. Non restituisce mai quell’intensità che meriterebbe un brano ricco di metafore spirituali. Il valore di un amore imperfetto, ma al tempo stesso maturo, non viene minimamente rappresentato dalla sua interpretazione troppo teatrale e marcata. 5-

PierC: al limite della perfezione su “I don’t want to miss a thing“. Il suo talento vocale è molto superiore rispetto a quello degli altri concorrenti. Ma oltre alle doti naturali, è l’unico che ha una vera attitudine internazionale. Crea trasporto nel racconto, passando dal pianoforte alla platea. Il tutto mantenendo sempre un ottimo controllo sulla sua respirazione. L’unico difetto, forse, è proprio la sua consapevolezza tecnica, che a volte lo porta a esagerare, come con il grido finale troppo esasperato. 8

 

Rob: rappresenta al meglio la disperazione di “What’s up?” dei 4 Non Blondes. La confusione per un mondo che non si comprende e il desiderio di libertà vengono espressi al meglio dalla sua messa in scena. Energia, estensione vocale e tanta rabbia convivono in una caotica atmosfera punk. 6

Seconda Manche

Michelle: fin troppo impersonale la sua esibizione di “Torn“. Non basta circondarsi da arrangiamenti elettronici per risultare credibile artisticamente. In questo brano, senza importanti vestiti musicali a supportarla, la sua identità è completamente sparita. 5-

 

Layana: trova la sua vera dimensione nel pop emozionale. Molto delicata ed elegante, fa una versione più intima di “Meravigliosa creatura” di Gianna Nannini. 6.5

 

Viscardi: stravolge troppo “Black or white“. Molto grottesca la scelta di alcuni passaggi nelle linee melodiche. Considerando la sua bravura sul palco, non ha nemmeno catturato così tanto con la coreografia. Anche con Michael Jackson, così come su Pino Daniele, ha il grosso limite di concentrarsi fin troppo sulla bellezza esteriore dell’esibizione. Non entra mai davvero nell’importanza di un pezzo storico che parla di discriminazione e uguaglianza. 5-

Tellynonpiangere: nonostante i soliti limiti tecnici, è bravo nel portare nell’indie-pop il brano “Un giorno migliore” dei Lùnapop. Con una scanzonata malinconia, risulta credibile su canzoni di questo tipo. 5.5

 

Delia: a livello prettamente testuale, aveva in mano il brano più difficile di tutta la gara. Fra i tanti capolavori di Faber, “Dolcenera” porta avanti tre nuclei narrativi che si amalgamano nel racconto: l’arrivo di una tempesta (riferendosi all’alluvione di Genova), il sogno di un uomo innamorato non corrisposto e, infine, l’allusione a un tiranno che elimina tutti gli ostacoli per ottenere il potere. L’ultimo nucleo narrativo, attraverso il tema della distruzione, fa da ponte per i primi due. In entrambi i casi infatti, sia nella tempesta che nell’ossessione marcia di un uomo, c’è un potere distruttivo. Delia è bravissima a rappresentare al meglio le sfumature delle tre narrazioni con un arrangiamento orchestrale dalle forti influenze popolari. 8.5

Ballottaggio

Layana: non si meritava il ballottaggio, ma lo supera credibilmente con “The Greatest” di Billie Eilish. Coerente anche con il brano portato in gara, sembra avere trovato la sua dimensione. 6

 

Mayu: anche nell’intimità di “Cheyenne” non convince a pieno. Il timbro soffiato è la sua forza, ma a quanto pare anche la sua spada di Damocle. In tutto il percorso è stato difficile inquadrarla artisticamente. Esce dal talent senza mai avere brillato come meriterebbe di fare una con la sua potenzialità timbrica. 5-

Achille Lauro: fin troppo diplomatico, tende a fare commenti positivi a tutti. Cerca d’enfatizzare fin troppo l’alto livello del talent. Molto bravo negli arrangiamenti, è il giudice che valorizza al meglio l’emotività dei suoi concorrenti. 7-

 

Paola Iezzi: porta all’eliminazione Mayu con un’assegnazione criminale, dato che gli U2 non erano per nulla nelle sue corde. Discutibile anche Viscardi su Michael Jackson. Solo Rob ha ben figurato nella nostalgia anni ’90. 5.5

 

Francesco Gabbani: critico, ma sempre con una nota positiva. È la semplicità e la pacatezza che si meritava questo tavolo di giudici. Sempre rispettoso per la musica, porta avanti la sua battaglia per le melodie. 7.5

 

Jake La Furia: un po’ troppo irritato per i primi commenti su Tomasi, quasi con aria vendicativa si rifà criticando altri concorrenti per gli stessi motivi. Uno scivolone che si poteva evitare, soprattutto se non si hanno gli strumenti tecnici per farlo. Tuttavia il lavoro coraggioso con Delia sta pagando. 6

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

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Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.

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