News

Intervista esclusiva a Einar per il nuovo singolo “Sì ma tu”
Intervista Einar

Intervista esclusiva a Einar per il nuovo singolo “Sì ma tu”

Da Amici a oggi, Einar non ha mai smesso di metterci cuore e verità. Per l’uscita di “Sì ma tu”, il suo nuovo singolo, ci ha raccontato dove sta andando e cosa sta preparando per il suo futuro artistico. 

Il percorso musicale di Einar inizia nel 2017 con X Factor, dove arriva fino ai Bootcamp. Nel 2018 entra nella scuola di Amici di Maria De Filippi, classificandosi terzo. Nel 2019 vince Sanremo Giovani, risultato che gli apre le porte del Festival di Sanremo tra i Big nello stesso anno.

 

Dopo quell’esperienza, la sua vita e il suo rapporto con la musica cambiano profondamente. Affronta un periodo complesso, ma sceglie di rimettersi in gioco, ricostruendo sé stesso con maggiore consapevolezza e forza. Se è orgoglioso del percorso fatto, lo è ancora di più della capacità di rialzarsi.

 

Per un periodo si allontana dalla musica, arrivando quasi a rifiutarla, ma col tempo comprende che è una parte imprescindibile di sé: una presenza che vibra dentro, che dà senso, leggerezza e vita. Ama la musica in ogni sua forma, anche se il suo carattere non sempre si concilia con le dinamiche che la circondano.

 

La musica, però, non lo ha mai abbandonato e continuerà a far parte della sua vita, sul palco o lontano dai riflettori, perché è lì che scorre ciò che lo definisce davvero. Un ruolo fondamentale è stato svolto dalla famiglia e dagli amici più stretti, che hanno sostenuto Einar e lo hanno aiutato a rimanere fedele alle proprie radici e alla sua musica, anche nei momenti più difficili.

Dopo il boom mediatico dovuto ad Amici e Sanremo, hai vissuto un periodo di distanza dalla musica. Cosa ti ha fatto più paura in quel momento? Perderla o ritrovarti attraverso di essa?

«Ho avuto paura di perdere la musica, di arrivare al punto di non sentirla più mia, perché è parte del mio DNA, di ciò che sono.

Non avevo paura di perdere i riflettori, ma di smarrire le emozioni più vere: quelle che solo ascoltando e facendo musica riesco a provare.»

 

Oggi dici di essere orgoglioso della tua capacità di rialzarti. Che cosa ti ha insegnato quel periodo difficile?

«Questo lungo periodo mi ha insegnato a non avere paura di raccontarmi, di esporre i miei sentimenti e le mie emozioni.»

 

In che modo senti di essere cambiato, artisticamente e umanamente, rispetto all’Einar degli esordi?

«Sento di essere cambiato nel momento in cui ho iniziato ad ascoltare la mia voce interiore e a non sentirmi più obbligato a essere sempre d’accordo con le idee degli altri, anche alla luce della loro esperienza.

È giusto confrontarsi, ascoltare e fidarsi di chi ha più esperienza, ma è altrettanto importante saper esprimere il proprio pensiero ed essere convinti delle proprie idee, senza presunzione e con educazione. Credo sia fondamentale, a un certo punto, avere anche dei punti fermi.»

Intervista Einar
“Sì ma tu” nasce quattro anni fa: cosa ti ha fatto capire che questa canzone aveva bisogno di tempo?

«Non ho dovuto capire nulla, ho semplicemente ascoltato. In quel periodo c’era ben poco da capire.»

 

Hai detto che, fin dalla prima parola, hai sentito qualcosa di emotivamente forte e difficile. Qual era la parte più scomoda da affrontare scrivendola?

«La parte più scomoda da affrontare era ritornare a fare i conti con il passato.»

 

In un’epoca in cui spesso si cerca la “canzone giusta”, tu hai scelto la verità. Quanto è stato rischioso e/o liberatorio?

«Non ho cercato di creare una canzone giusta e nemmeno di pensare a quale verità raccontare. Mi sono semplicemente sfogato, mi sono lasciato andare alle emozioni lasciando fare tutto al cuore e alla penna.»

Il brano è un grido di liberazione, ma anche un invito a non dimenticare le proprie radici: quali sono le tue oggi?

«Posso solo dire che è un brano che mi genera molteplici effetti e di questo ne vado fiero. Provo molte cose, ma vorrei restassero riservate per non influenzare l’ascoltatore.»

 

L’incontro con Marco Colavecchio è stato decisivo per il brano. Cosa ha saputo vedere di te che, forse da solo, non riuscivi a tirare fuori?

«Marco è riuscito a vedere e sentire sin da subito la verità che raccontavo ed è stato in grado di farmi tirare fuori quello che mancava per completare il brano. Senza di lui la canzone non sarebbe stata la stessa.»

 

Il videoclip accompagna il brano senza spiegare necessariamente tutto. Quanto è importante lasciare spazio all’interpretazione di chi ascolta?

«Il videoclip è stato creato appositamente il più semplice possibile. All’interno appaiono delle scene molto intime, ma che non voglio spiegare, così come alcuni oggetti. Vorrei che l’ascoltatore possa immedesimarsi, renderlo suo e vestirlo come meglio crede con la propria storia!»

Oggi che rapporto hai con l’industria musicale, sapendo che il tuo carattere non sempre si incastra con le sue dinamiche?

«Credo che l’industria musicale dovrebbe guardare e scavare dentro il vissuto di ogni artista e cercare di farli emergere per ciò che sono. Magari inizialmente l’inserimento nel mercato risulterebbe difficile, ma con il tempo potrebbero diventare grandi artisti lasciando un segno nella storia musicale. “Parere mio personale”: se uno investe su qualcosa di già quasi sicuro, non è più un investimento, ma una quasi certezza. Credo che bisognerebbe investire e credere di più in alcuni artisti.»

 

Oggi ti senti più libero, anche se forse meno “incasellabile”?

«Sono sempre stato libero, forse il termine più giusto sarebbe “sereno”.

Sarò meno incasellabile, ma non mi ritengo inferiore ad alcuni. Comunque continuerò ad amare la musica e ad emozionarmi quando sentirò una bella canzone, di qualunque genere essa sia.»

 

La musica continuerà a farti compagnia sempre, anche lontano dai riflettori. Che posto occupa, adesso, nella tua vita?

«La musica mi accompagna sempre, ogni giorno. Anche lontano dai riflettori continuerò ad emozionarmi e ad ascoltarla.»

 

Se dovessi descrivere questa nuova fase artistica con tre parole, quali sceglieresti?

«Anima, verità, consapevolezza.»

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

Conosci l'Autore

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

Categorie

Articoli Recenti

Newsletter

Seguici