Continua il nostro viaggio tra gli emergenti siciliani: dopo Sissy Castrogiovanni, oggi vi presentiamo Lorenz Castelli, che porta il suo mondo musicale in “In fin dei conti”, attualmente in rotazione radiofonica.
Lorenz Castelli, nome d’arte del cantautore e musicista Gianlorenzo Castelli (classe 1979), propone un progetto musicale che si inserisce con forza nel panorama del pop-rock d’autore italiano. La sua identità artistica unisce una scrittura intima e diretta a un forte impatto cinematografico, arricchito da sonorità moderne, curate ed energiche.
Nato a Bucarest e cresciuto a Palermo a partire da metà anni ’80, il suo percorso parte dalle strade e sulle spiagge, dove tra improvvisazioni acustiche coltiva la sua filosofia: la ricerca di una voce autentica, naturale e lontana dalle logiche standardizzate delle produzioni di plastica.
I suoi riferimenti spaziano dal pop-rock internazionale (Michael Jackson, Queen, Coldplay, Sting) ai grandi interpreti e vocalisti della musica italiana come Giorgia, Marco Masini e Alex Baroni, fino al legame artistico con l’immaginario di Nek (Filippo Neviani). Questa influenza trova una continuità diretta nella collaborazione con l’autore e compositore Andrea Amati, firma di punta del mainstream italiano.
Dopo i primi importanti passi televisivi e concorsuali a livello nazionale – Accademia di Sanremo, Momenti di Gloria su Canale 5 condotto da Mike Bongiorno, e i provini per Amici di Maria De Filippi – per dare pieno sfogo alla sua visione e portare questa potenza sul palco, fonda la Contromano Music Band (CMB), realtà dedita alla rielaborazione della grande musica d’autore italiana nei live. Il progetto prende vita grazie all’energia e all’intesa di una formazione d’eccezione, composta da Piero Virzì alla chitarra, Gaspare Greco alla batteria e Danilo Buttitta al basso, con il coordinamento manageriale e la direzione organizzativa affidati ad Antonella Trapani.
La maturazione artistica del progetto vede la produzione tecnica affidata al polistrumentista Michele Coratella (Mikorstudio) e il supporto strategico di un team di professionisti di alto profilo: il lavoro sulla cura e sulla salute vocale è affiancato da Pietro Lo Piccolo, celebre Vocal Coach tra i coach ufficiali dell’Eurovision Song Contest 2022, svoltosi a Torino.
A fare da solido punto di riferimento in questo percorso di costante evoluzione c’è la dimensione umana dell’artista: una crescita personale e professionale affiancata da sempre dal costante sostegno della sua famiglia e dall’affetto sincero degli amici più cari.
Nel 2026, la sinergia strategica con l’ufficio stampa Red&Blue Music Relations segna una nuova fase di posizionamento radiofonico. Dopo il lancio del singolo “Tutto di te“, Lorenz presenta il nuovo brano “In fin dei conti“, un’opera intensa focalizzata sul valore del non detto e sulle urgenze emotive. Il percorso discografico proseguirà con la rielaborazione e la successiva pubblicazione di altri brani chiave del suo repertorio, tra cui “Possibile” e “Vorrei“, confermando l’identità di un artista indipendente con una storia autentica da raccontare e una proposta cucita per l’airplay nazionale.
«Bucarest è la mia radice, ma Palermo è il sangue che scorre nelle mie vene. Palermo mi ha insegnato il calore, l’urgenza di comunicare e una certa visceralità che porto sempre sul palco. Del modo palermitano di vivere la vita ho assorbito l’intensità: quando canto o scrivo non c’è mai niente di tiepido. Sul palco porto quell’energia vulcanica, quel bisogno di contatto diretto e vero con il pubblico che è tipico della mia terra.»
«La verità nuda e cruda. La strada e la spiaggia non hanno filtri, non ci sono effetti speciali o autotune che tengano: hai solo una chitarra, la tua voce e le persone davanti a te. Mi hanno insegnato a catturare l’attenzione di chi passa per caso, a capire immediatamente se un brano “arriva” o meno. È una palestra emotiva incredibile che ti insegna a essere un intrattenitore autentico, prima ancora che un cantante.»
«L’autenticità, oggi, è un atto di ribellione. In un mercato invaso da produzioni di plastica, essere autentici significa avere il coraggio di mostrare le proprie cicatrici senza nasconderle dietro troppi strati digitali. Significa far suonare strumenti veri, sudare sul palco, usare la voce per raccontare un’emozione reale e non solo per seguire un trend su TikTok. È rimettere al centro la canzone e la verità di chi la canta.»
«Perché non si può costruire il futuro senza conoscere le fondamenta. L’ossessione per il “nuovo”, spesso, genera prodotti usa e getta. Con la Contromano Unconventional Band celebriamo la grande musica d’autore perché, lì dentro, c’è un’anima immortale. Noi non facciamo nostalgia: prendiamo quei capolavori e li suoniamo con la nostra grinta pop-rock. È un ponte tra passato e presente per ricordare a noi stessi e al pubblico da dove veniamo.»
«L’intensità vocale e la capacità di trasformare un sentimento personale in un inno universale. Sono tutti artisti, pur in generi diversi, che non si limitano a “cantare bene”, ma strappano l’anima a chi li ascolta. Hanno melodie immense e voci che sono veri e propri strumenti emotivi. È esattamente quello a cui punto io: fare pop-rock che arrivi come un pugno nello stomaco, ma con la carezza di una melodia perfetta.»
«È un upgrade meraviglioso e una sfida continua. Lavorare con un professionista del calibro di Andrea significa prendere un’intuizione grezza, magari molto intima, e darle un respiro più grande. Lui ha la lucidità di vedere l’architettura della canzone senza mai snaturarne il cuore. È uno scambio che mi arricchisce e che permette alla mia scrittura di raggiungere una dimensione mainstream di alta qualità, mantenendo intatta la mia identità.»
«Sì, la tentazione di cedere al rancore o al “dissing” c’è sempre. Ma la vera evoluzione, artistica e personale avviene quando capisci che la rabbia consuma solo te stesso. In fin dei conti è un brano di presa di coscienza. Volevo un’eleganza nella delusione: raccontare il dolore del tradimento con la dignità di chi sceglie di andare avanti, lasciando a chi ha ferito il peso dei propri errori.»
«Perché la mente umana ha un disperato bisogno di chiudere il cerchio. L’ambiguità è un fantasma che ti perseguita. Quando qualcuno scompare o si nasconde senza spiegazioni, ti condanna a farti domande all’infinito. Quella frase, “Ti sei nascosta o ti ho perso?”, è l’urlo di chi cerca un appiglio nella nebbia di un rapporto sfaldato per codardia altrui.»
«Assolutamente sì. Chi ha molta empatia e si mette sempre in discussione finisce spesso per diventare il capro espiatorio ideale per chi non vuole guardare in faccia i propri limiti. Fai da specchio ai loro errori e, per non affrontarli, danno la colpa a te. È un meccanismo tossico da cui ho imparato a proteggermi, ed è parte dell’ispirazione dietro il pezzo.»
«Entrambe le cose in fasi diverse: è pura alchimia. Nella fase di scrittura, la musica è il microscopio con cui analizzo il veleno per capirne la composizione. Ma nel momento in cui il brano viene registrato e suonato live, si trasforma in cura. Diventa catarsi. Non restituisco il veleno: lo rendo inerte e lo trasformo in luce da condividere.»
«Forse quello nell’amicizia. In amore c’è sempre una componente passionale e irrazionale che, in qualche modo, ci prepara a potenziali tempeste. L’amicizia, invece, dovrebbe essere il porto sicuro, il luogo della lealtà assoluta. Quando crolla quel pilastro, la ferita brucia più a fondo e scardina le tue certezze umane.»
«È tutto. L’emozione crea empatia, ma è l’immagine che rende la canzone indimenticabile. Immaginare “le bugie e gli errori che cadono come le stelle” crea un cortometraggio nella testa di chi ascolta. La canzone deve vivere di vita propria, deve diventare la colonna sonora non solo della mia storia, ma anche di quella di chi sta premendo ‘play’ in quel momento.»
«Voglio che sia la fiamma nel motore, non un confine geografico. Il mio suono è decisamente orientato a una produzione nazionale e pop-rock, ma la passione, la tenacia e la vocalità portano il marchio inconfondibile della mia terra. La Sicilia è l’anima; il linguaggio, però, è pensato per arrivare ovunque e a chiunque.»
«Una sensazione di grande liberazione. Vorrei che, arrivato all’ultima nota, l’ascoltatore si sentisse più forte. Che capisse che, in fin dei conti, si può sopravvivere a un tradimento rialzandosi con una nuova consapevolezza, ritrovando se stessi e tornando a respirare a pieni polmoni.»
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.
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