Dopo averlo visto muovere i primi passi tra i banchi di Amici, Aaron torna con “Abitare l’invisibile”, un album che segna l’inizio di un nuovo capitolo artistico. Scoprite cosa ci ha raccontato nella nostra intervista!
Aaron, nome d’arte di Edoardo Boari, classe 2004, è un giovane cantautore. Nasce e cresce a Nocera Umbra, vicino a Perugia, coltivando da sempre la passione per la musica, sua migliore amica sin dall’infanzia.
Nonostante la sua scrittura sia molto personale, ha la peculiarità di essere comunque rapportabile ad ogni tipo di età ed esperienza. A partire da Settembre 2022 entra a far parte della scuola di Amici: a volerlo più di tutti è il professor Rudy Zerbi, che lo segue durante tutto il percorso. Si presenta con l’inedito “Universale”, prodotto da Zef e Starchild, a cui seguono i brani “Baciami e ballami” e “Mi prenderò cura di te” scritto e prodotto da Giulio Nenna. All’interno del programma si classifica semifinalista e, a Maggio 2023, entra a far parte del roster di Artist First.
Il 2 Giugno pubblica il suo primo EP “Universale”, che raccoglie alcuni dei brani presentati nel corso delle puntate di Amici ed arricchito da due canzoni inedite e dalla versione live di “Per due che come noi” di Brunori Sas. La pubblicazione dell’EP viene anticipata dall’uscita del primo singolo “Visione Led”. Dopo l’uscita dell’EP, Aaron ha incontrato i fan durante un instore tour, a cui è seguito un live tour estivo.
A Gennaio 2024 pubblica “Urlare”, a cui sono seguiti “I colori dell’alba” e “Poteva piovere”, scritti con la collaborazione di Roberto Casalino. Il 29 Novembre 2024 è uscita “Un finale diverso (Grandine)”, una canzone che racconta come, a volte, l’universo sembri deviare improvvisamente dalla direzione che avevamo immaginato per noi.
«Sento di essermi portato dietro tante cose, e di averne lasciate altrettante. La prima cosa che mi sono portato è stata, sicuramente, una maturità e una consapevolezza maggiori, soprattutto riguardo il mondo del lavoro. Ero molto giovane e non avevo una chiara idea di come funzionasse il settore musicale. Una cosa che ho lasciato lì è stata un po’ di paura. Volevo sfidarle, e lì le ho affrontate. Non le ho sconfitte del tutto, perché ancora oggi riaffiorano un po’, ma cerco di tenerle a bada.»
«La musica è sempre stata il mio rifugio, il posto dove mi sento a mio agio. Ho un rapporto molto d’amore con la musica e non vorrei mai metterla troppo sotto i riflettori. Cercherò solo di far entrare nel mio spazio tutte le persone che voglio vedere, me stesso e capire cosa è veramente importante per me.»
«Credo che la nostra generazione sia incredibilmente difficile perché siamo costantemente sotto i riflettori sociali e non abbiamo margine di errore. Abbiamo aspettative altissime, cercando di ottenere “buoni numeri” sui social media, nel lavoro e in altri ambiti. Abbiamo rapporti usa e getta, non apprezziamo più le connessioni profonde e significative. Invece, preferiamo parlare con più persone, cercando di giustificare le nostre ragioni, anche quando sono sbagliate. Penso che dovremmo tornare indietro nel tempo, quando potevamo avere conversazioni faccia a faccia e vivere le nostre vite in modo autentico.»
«“Falene” è una presa di coscienza più che una critica al sistema. Con questa canzone, volevo proprio fissare questo pensiero nella mia mente: non devo cercare la perfezione o il successo per sentirmi vivo. Siamo sempre attratti dalla luce, ma dobbiamo renderci conto di chi siamo veramente e di cosa ci rende davvero felici. Io ho scelto la felicità all’illusione.»
«Il mio stile di scrittura è cambiato molto. Cerco costantemente di perfezionarlo e di trasmettere il messaggio più efficace alle persone. Mi sforzo di essere me stesso in ogni aspetto della mia vita, esplorando ogni dettaglio per creare messaggi originali e autentici. Per quanto riguarda la mia vita, ho una routine che ho imparato ad apprezzare. Ho molto da offrire se si guarda oltre la superficie.»
«Mi sento davvero a casa con la musica. Nonostante i generi, mi piace molto spaziare: in questi nuovi brani sentivo che il giusto vestito fosse quella sonorità, ma generalmente la musica ha sempre avuto l’ultima parola nella mia vita.»
«Diciamo che l’ansia è sempre qua accanto a me, non mi rende solo. Cerchiamo di amarci con qualche litigio: è difficile, a volte, esprimersi con qualcosa che ti fa sentire inadeguato, però è comunque lecito mostrarsi come si è, quindi mi piace “sfidarla” e raccontarmi alle persone, anche perché penso che così si sentano più capite e meno sole. Forse è questo che spinge la mia creatività, la voglia di far star bene sia me che gli altri.»
«Scrivere è un processo molto complesso. La prima cosa che faccio è “vomitare” quel che sento, per poi passare alle correzioni. Quindi penso che faccia entrambe le cose, ma in momenti diversi.»
«Le canzoni pubblicate sono un po’ come i tatuaggi: descrivono la tua storia, il tuo percorso, come quando rivedi un video da bambino. Probabilmente, in quelle canzoni, ripercorro gli errori, l’ingenuità. Però mi rendo conto che sono parte del processo e cerco di non rinnegare, ma di amare ciò che sono stato, che sono e che sarò.»
«Prima di tutto ringrazio per questa domanda perché “arrivare” è l’obiettivo principale per le persone che lavorano in quest’ambito. Per quanto riguarda la motivazione, penso sia per il cuore che ci metto, per la volontà di capire nei minimi dettagli le persone, mettermi nei loro panni e cercare di descrivere quello che provano dentro. Amo semplicemente fare del bene e stare bene. Spero in un sorriso dopo una frase, dopo un ritornello che ti piace. Questo è lo scopo di fare musica: essere il dettaglio giusto di una giornata di una persona.»
«Sono una persona molto sensibile. Spero che gli altri stiano bene con me, ma purtroppo ho anche i miei momenti di solitudine. A volte sento il senso di responsabilità nel cercare di creare una bella energia intorno a me, ma generalmente cerco di vivere questa cosa con la naturalezza di tutte le giornate.»
«La cosa più importante che ho capito su me stesso in questo ultimo anno è di “volermi bastare”. Vi spiego il concetto: ho cercato di essere di più di quel che dovevo essere in tanti contesti: ho cercato di resistere, insistere, quando poi, comunque, mi ritrovavo insoddisfatto perché, forse, non avevo gestito le cose come meglio pensavo. Prima ero molto più severo con me stesso, oggi voglio bastarmi. Cercherò di migliorare e di volermi più bene, ma l’importante è sapere chi sono.»
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.
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