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Intervista esclusiva agli Elephant Brain per il nuovo album “Almeno per ora”
Intervista Elephant Brain

Intervista esclusiva agli Elephant Brain per il nuovo album “Almeno per ora”

Attualmente impegnati nell’ “Almeno per ora – Club Tour”, gli Elephaint Brain sono recentemente tornati con il loro nuovo album “Almeno per ora”. Noi li abbiamo intervistati per voi. Scoprite cosa ci hanno raccontato!

Gli Elephant Brain sono Vincenzo Garofalo, Andrea Mancini, Emilio Balducci, Roberto Duca, Giacomo Ricci. La band nasce a Perugia nel 2015, anno in cui registrano “Elephant Brain”, un EP interamente autoprodotto che gli permette di suonare in giro per l’italia e di arrivare in finale all’Arezzo Wave Umbria 2016. Nel Dicembre 2019, dopo tre anni fuori dalle scene per la scrittura del nuovo disco, al Rock Contest si aggiudicano il Premio SIAE per la migliore composizione con il brano “Scappare Sempre”. Il 17 Gennaio 2020 esce “Niente di speciale”, disco d’esordio co-prodotto dalla stessa band insieme a Jacopo Gigliotti (Fast Animals and Slow Kids) e distribuito da Libellula/Believe, che raggiunge 5 MLN di ascolti.

 

Anticipato dai singoli “Anche questa è insicurezza” (in copertina della playlist Rock Italia), “Neanche un’ora sveglio” e “Come mi divori” (che li vede di nuovo in copertina su Rock Italia), il secondo disco della band, “Canzoni da odiare”, esce a Novembre 2022 sempre per Libellula/Believe, seguito da un tour di 40 date sui palchi più importanti della Penisola.

 

Nella primavera 2024 tornano dal vivo con due nuovi singoli, “Sto meglio” e “Una casa in cui tornare”. Nel 2025 la band entra nel roster di Woodworm Label e si mette a lavoro su nuova musica. Il 23 Maggio 2025 esce “Benedici”, brano nato a quattro mani dall’incontro tra gli Elephant Brain e i Voina.

 

Dal 10 Ottobre è disponibile su tutte le piattaforme digitali e il 31 Ottobre in formato fisico “Almeno per ora” (Woodworm Label), il loro terzo album.

 

Da Novembre 2025 è partito “Almeno per ora – Club Tour”, che li sta vedendo suonare nei principali club italiani. 

Come ha avuto origine il progetto Elephant Brain?

«Partiamo dal principio! Gli Elephant Brain sono cinque, fanno rock e scrivono in italiano. Vincenzo (voce/chitarra), Andrea (chitarra), Emilio (chitarra), Giacomo (batteria) Roberto (basso).

 

Tutti classe ‘92 (o giù di lì, Rob ’93), hanno iniziato a suonare insieme ormai quasi dieci anni fa. Nel tempo hanno costruito uno studio di registrazione di fianco alla sala prove dove registrano i loro lavori (l’Ep e una prima parte dell’album d’esordio “Niente di speciale”) e hanno deciso di dare il nome di Elephant Brain al loro progetto perché rispecchiava un po’ quello che cercavano di comunicare con la loro musica.»

 

È uscito da poco “Almeno per ora”, il vostro nuovo album. Perché la scelta di questo titolo?

«Le canzoni che sono andate a comporre il nuovo disco raccontavano quello che stavamo vivendo nel momento in cui le scrivevamo. Descrivono l’attimo, il qui e ora, e l’identità attuale degli Elephant Brain.»

 

Chi sono le figure cruciali che hanno contribuito alla realizzazione di questo disco e come vi hanno supportato?

«Dovremmo ringraziare davvero moltissime persone. Sicuramente Jacopo Gigliotti e Marco Romanelli sono state le persone che hanno prestato la loro professionalità aiutandoci in studio di registrazione a definire i suoni. I Voina, che condividono con noi questo percorso faticoso di partire dal basso, del diy, e per il pezzo scritto insieme. E, infine, tutti gli amici e tutte le persone che continuano a supportarci e a credere in questa follia chiamata rock n roll.»

Intervista Elephant Brain
Cuore del progetto è il tempo, elemento per cui c’è la volontà di fermarsi un attimo e riconoscere il valore di quello che si è vissuto. Ma qual è la dimensione che avete sperimentato e a cui attribuite maggiore importanza? Studio o palco?

«Sicuramente la dimensione del live, momento in cui riusciamo a essere noi stessi e a costruire insieme al pubblico un’ora e mezzo di libertà.»

 

Le parole in “Sto meglio” sono importanti quanto la musica: come create questa sinergia tra le due cose? Svelateci qualche segreto del vostro processo creativo.

«Le nostre canzoni non seguono uno schema rigido, delle volte è uno strumentale che guida la linea melodica o il testo, altre volte l’opposto. Sicuramente trovarci in sala prove tutti insieme a discutere di ogni singolo aspetto ci spinge ad essere molto critici e a fare uscire canzoni di cui siamo tutti e cinque convinti. È un processo lungo, ma è anche quello che definisce il nostro modo di fare musica.»

 

Perdermi è quello che volevo, che gli anni passano e lo sapevo. Questo stupido nostro viaggiare non conta niente”. Un brano che suggerisce un viaggio profondo dentro sé stessi. In che modo questo processo di introspezione vi ha cambiato come artisti e persone?

«L’introspezione è sempre un processo doloroso che, però, permette di affrontare anche le cose più difficili del proprio percorso personale e di resistere, in qualche modo, a quella corrente che ci trascina in un baratro sempre più profondo. Non ci sentiamo cambiati, ma più consapevoli di quello che ci accade intorno.»

L’album si chiude con “Almeno per ora”, title track. “Lo so che siamo diventati grandi, tutti quei mostri che mi passano davanti provo ad aspettarli, ma non serve più”. Quanto costa crescere?

«Invecchiare è un processo inevitabile e di per sé gratuito, anche se le pressioni sociali aumentano ed è molto facile lasciarsi “scegliere”, guidare, trascinare, da motivazioni o spinte esterni alla nostra volontà, soprattutto in un momento storico come questo.»

 

Il disco nuovo c’è, il tour anche. Adesso verrà tutto il resto. Quali sono i vostri progetti per l’immediato futuro?

«Adesso cerchiamo di concludere al meglio questo tour che sta andando molto bene. Ci rimane Cervia il 24 Gennaio e Milano il 27 Gennaio, e almeno per ora siamo molto contenti. Spaccare tutto.»

 

Lasciateci un’immagine che vorreste venisse subito in mente a chi pensa agli Elephant Brain.

«Cinque amici che suonano su un palco a volumi altissimi.»

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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