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“Solito cinema”, la recensione del nuovo album di Juli
“Solito cinema” recensione album Juli

“Solito cinema”, la recensione del nuovo album di Juli

Juli torna con un progetto ricco di featuring di livello e dalla forte personalità produttiva, il cui nome è “Solito cinema”:

 

Voilà: accompagna musicalmente un’icona come Fabio Concato, realizzando probabilmente uno dei suoi sogni per quanto riguarda i featuring artistici. Il risultato è ottimo, legandosi bene alla delicatezza del cantautore. 7.5

 

Che poi chissene frega: cambia stile per legarsi a Tommaso Paradiso, preferendo una base elettronica e delle aperture strumentali che caratterizzano la discografia dell’artista romano. Le chitarre e le influenze cantautorali liguri (fiore all’occhiello di Juli) vengono molto oscurate da questo tipo di scelta produttiva. 6-

 

Passatempo: le vibes sono quelle da canto spensierato da osteria (sulla scia di “Depresso fortunato”) e non poteva scegliere artista migliore di Fulminacci per farlo. Autoironia, sarcasmo e spensieratezza indeboliscono i pesi della vita che viene abbassata a “Passatempo”. 8-

Serenamente: gioca facile, chiamando l’artista più simile ad Olly a livello musicale, ovvero Bresh. La comfort zone è quella degli strumenti a corde e di un brano pienamente pop, in grado di parlare a tutti con il tema della ricerca della serenità nelle piccole cose. 6

 

Maledizione: sperimenta anche con una voce indie come Franco126. Anche in questo caso si sceglie una produzione minimale (ad eccezione degli assoli di sax) per accompagnare la descrizione della quotidianità amorosa. 6.5

 

L’ultima canzone: altro featuring con uno dei big della musica italiana, Biagio Antonacci. Anche in questo caso il desiderio di venire incontro all’artista, porta Juli ad oscurare fin troppo la sua cifra stilistica. Un esperimento che vede i due mondi collegarsi solo dalle vibes mediterranee delle loro produzioni. 6.5

Quelli come me: la scrittura di Olly, proiettata in quella di Coez. Il singolo pop che ha anticipato il disco e che sta andando molto bene in rotazione. La canzone fa emergere la personalità artistica di Juli, riuscendo a dare nuova linfa anche alla scrittura di Coez, resa molto più empatica dallo scheletro musicale del brano. 7

 

Vertigine: ponte strumentale che ci porta verso la fine del disco. Esprime molto bene l’intensità delle vertigini che Juli lega ai ricordi dei propri affetti. 6.5

 

Brutta storia (Unplugged): uno dei successi autoriali di Olly e produttivi di Juli. La voce di Emma, in questa versione unplugged, viene valorizzata ancora di più dall’attacco d’Elisa. La traccia, vissuta con questo approccio, è assolutamente da portare nei tour per creare un momento d’unione intima con il pubblico. 6+

Noi, disillusi: altro featuring facilmente pronosticabile, viste le recenti collaborazioni fra Olly ed Enrico Nigiotti. Nonostante siano originari di regioni con influenze diverse musicalmente, le due discografie sono molto legate dal modo di scrivere dei due cantautori, che giocano molto sulla semplicità delle emozioni e sul romanticismo della quotidianità. Anche in questo brano, Juli gioca su una produzione che mette gli accenti sui picchi emotivi del testo di Nigiotti. 7+

 

Qui piangono tutti: sperimenta nel pop, influenzato da sonorità latine, per accompagnare Tredici Pietro. L’approccio urban, la melodica pop e le ispirazioni sonore spagnole sono amalgamate molto bene, anche se il testo nella tematica d’amore è molto dozzinale. 6-

 

Cantilene: si torna sempre dove si è stati bene, non poteva esserci altra outro che non fosse scritta e cantata da Olly. Il brano potrebbe benissimo essere in un progetto di Olly, perchè c’è ovviamente tutto della sua discografia. La cantilena è malinconica, romantica e pienamente realistica nel descrivere le difficoltà del quotidiano. La crescita strumentale, poi, da pathos al percorso della canzone, arrivando al suo picco nei cori che chiudono il disco. 8.5

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

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Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.

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