Dopo avervi segnalato Cecilia Baliva (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Ranzy, attualmente in rotazione radiofonica con “Universale”, il suo nuovo singolo. Conoscetelo meglio nella nostra intervista!
Ranzy, all’anagrafe Andrea Randazzo, è un rapper e autore nato a Busto Arsizio il 22 Aprile 1991 e cresciuto a Castellanza, in provincia di Varese. La sua identità artistica si distingue fin da subito per una scelta precisa: stare fuori dai cliché del rap di strada. Niente ostentazione, droghe o pistole. Al centro ci sono la vita reale, le ferite che segnano il percorso e un linguaggio diretto che parla a chi ha attraversato il buio e continua a cercare la luce.
Le sue canzoni affrontano temi come depressione, lutto, bullismo, paternità, violenza sulle donne e fragilità come forma di resistenza. È in questa sincerità che Ranzy trova il suo pubblico: giovani, genitori, educatori, persone che riconoscono nella sua voce un punto di verità. Con “Diamante” affronta il tema della violenza domestica trasformando la musica in uno strumento di denuncia e consapevolezza civile.
Artista indipendente e conduttore televisivo, partecipa a eventi pubblici e iniziative benefiche legate alla lotta al bullismo, all’inclusione e alla sensibilizzazione sulle malattie degenerative. Tra questi, “Wall of Dolls”, progetto dedicato alla memoria delle vittime di violenza.
Il 2025 segna l’inizio del suo primo progetto discografico ufficiale: “Vendetta” apre la strada a un album intenso e personale, in uscita nel 2026, che racconta la storia di Andrea prima ancora che quella di Ranzy. Nello stesso anno arrivano in radio i singoli “Scuse” (5 Settembre) e “Non sei qua” (7 Novembre). Nel 2026 pubblica “L’errore migliore” e “Diamante”, mentre il 3 Luglio arriva il nuovo singolo “Cena di classe”. L’ultimo singolo pubblicato è “Universale” feat. Alice Alison, in radio dall’11 Settembre. Il 12 Settembre Ranzy ha aperto il concerto di Mondo Marcio ad Arona.
«Tantissimo. Ranzy nasce da Andrea e da tutto quello che ho vissuto. Nelle mie canzoni cerco di raccontare cose vere, anche quelle più difficili: il lutto, le fragilità, i momenti in cui mi sono sentito fuori posto, ma anche la paternità e la voglia di rialzarsi. Non riesco a scrivere qualcosa che non sento. Per me la musica è sempre stata un modo per trasformare quello che vivo in qualcosa che possa arrivare anche agli altri.»
«Non ho mai sentito il bisogno di raccontare armi, droga o una vita che non mi appartiene. Non giudico chi fa un altro tipo di rap, semplicemente non sarei credibile. Io voglio raccontare quello che sono realmente. Mi interessa parlare di fragilità, bullismo, violenza, amore, difficoltà e rivincita. Credo che il rap possa essere potente anche senza costruirsi un personaggio.»
«Quando ho capito che raccontare le proprie fragilità non significa essere deboli. Per tanto tempo ci insegnano a nascondere quello che ci fa male, soprattutto agli uomini. Io, invece, ho scelto di metterlo dentro la musica. E quando una persona mi scrive dicendomi “mi sono ritrovato in quello che hai raccontato”, capisco che una cosa che magari ha fatto soffrire me può diventare utile per qualcun altro.»
«È difficilissimo e, infatti, bisogna farlo con rispetto. Quando affronti argomenti del genere non puoi cercare la provocazione fine a se stessa. Con “Diamante” volevo raccontare una storia capace di far riflettere e, soprattutto, lasciare un messaggio. È anche il motivo per cui, negli anni, ho scelto di impegnarmi concretamente contro la violenza, non soltanto attraverso una canzone.»
«Per me è fondamentale. La musica ti dà una voce e, quando hai la possibilità di essere ascoltato, puoi decidere cosa farne. Io cerco di utilizzarla anche per qualcosa di positivo. Porto questi temi nelle scuole, negli eventi e nei progetti sociali perché parlare direttamente con i ragazzi per me vale tantissimo. Non voglio semplicemente fare canzoni: voglio che quello che faccio lasci qualcosa.»
«Il freestyle è libertà totale. Quando scrivi una canzone puoi pensarla, modificarla e perfezionarla. Nel freestyle hai pochi secondi e devi fidarti completamente dell’istinto. È adrenalina pura e, soprattutto, crea un contatto immediato con le persone. È una parte di me che non vorrei mai perdere.»
«Volevo riportare il freestyle in mezzo alle persone. Chiedo tre parole e da lì nasce tutto sul momento. La cosa bella è proprio l’imprevedibilità: posso farlo per strada, in un locale, in una pasticceria o incontrando qualcuno durante un viaggio. Ogni episodio è diverso e le persone diventano parte del freestyle. Credo funzioni proprio perché non c’è niente di costruito.»
«“Universale” aveva bisogno di due mondi diversi. Io porto la parte rap, più energica e istintiva, mentre Alice porta una dimensione melodica ed emotiva. Quando ho sentito la sua voce sul brano ho capito che era quello che mancava. Il contrasto tra le nostre due interpretazioni è diventato uno dei punti di forza della canzone.»
«“Universale” parla di un amore fatto di contrasti: istinto e ragione, distanza e bisogno, errori e ripartenze. Due persone diverse che, nonostante tutto, continuano a scegliersi. Volevo, però, che avesse energia e positività. È quella sensazione in cui una persona diventa talmente importante da sembrare più grande del tempo, delle distanze e degli errori.»
«È stata una bellissima emozione. Mondo Marcio fa parte della storia del rap italiano e poter aprire il suo live ad Arona il 12 Settembre, davanti a quel pubblico, è stato un altro piccolo tassello del percorso che sto costruendo. Sono quei momenti in cui pensi a tutta la strada fatta e, allo stesso tempo, capisci quanta ne vuoi ancora fare.»
«Forse, a volte, la negatività fa più rumore e attira velocemente l’attenzione, ma non voglio cambiare quello che sono per inseguire un algoritmo o una moda. Preferisco costruire qualcosa che mi rappresenti davvero. Credo che ci sia spazio anche per un rap che dia energia, racconti storie vere e trasmetta un messaggio positivo. Magari la strada è più lunga, ma è quella che ho scelto.»
«Continuare a crescere senza perdere la mia identità. Voglio portare la mia musica a sempre più persone, fare più live, continuare il lavoro nelle scuole e sviluppare nuovi progetti e collaborazioni. Non mi interessa arrivare da qualche parte fingendo di essere qualcun altro. Voglio vedere fin dove posso arrivare restando Ranzy, ma soprattutto restando Andrea.»
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.
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