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Intervista esclusiva a Virgì per il nuovo singolo “Tutto passa”
Intervista Virgì

Intervista esclusiva a Virgì per il nuovo singolo “Tutto passa”

Dopo avervi segnalato Face (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Virgì, attualmente in rotazione radiofonica con “Tutto passa”, il suo nuovo singolo. Conoscetela meglio nella nostra intervista!

Virgì, pseudonimo di Virginia Donnarumma, è una cantautrice salernitana, trasferitasi a Roma per continuare a seguire la sua predisposizione per la musica.

 

Studia da diversi anni canto: nasce come cantante per eventi, ma porta con sé la voglia di trasmettere, con le sue parole e la sua musica, un messaggio alla gente. Intraprende poi un percorso di studi con un Bachelor of Arts in Performing Arts per acquisire nuove competenze anche in ambito di composizione e produzione. Continua lo studio del piano e della chitarra, quest’ultima da autodidatta, e partecipa a diversi contest e premi, tra cui il Christmas Contest, che le permette di stringere la mano a Papa Francesco ed arrivare tra i semifinalisti.

 

Dopo aver cantato anche come artista di strada a Valencia, si rende conto che la cosa che la appaga di più è emozionare il pubblico e decide di avviare un progetto artistico con l’etichetta Up Music, con cui esce con il primo inedito “Tutto Passa”.

 

La sua musica è diretta ad un target di ragazzi che, come lei, alla sua età si trovano ad affrontare situazioni di vita, dalle più classiche alle più particolari, ma che hanno bisogno alle volte anche di una musica che li “curi”; punta a trasmettere propositività. Virgì si lancia nel mondo musicale, tanto determinata ed un po’, se possiamo dirlo, non curante del “pericolo”.

 

Tutto Passa” è il suo nuovo singolo, disponibile da Venerdì 26 Giugno 2026 in radio e su tutte le piattaforme digitali.

Hai fatto la cantante per eventi, l’artista di strada e oggi pubblichi musica originale. In quale di questi contesti hai imparato di più sul rapporto con il pubblico?

«Ognuna di queste cose mi ha dato qualcosa: fare la cantante per eventi mi ha permesso di riuscire a capire come interagire con le persone (sia quelle con cui si ha più facilità, cioè attive e propense ad essere partecipi, che con quelle che, invece, vogliono solo essere ascoltatori); l’artista di strada, in un certo senso, mi ha permesso di entrare ancor più in empatia con le persone che si fermavano, perché loro stesse mi donavano tanta emozione con le loro reazioni; il pubblicare musica originale, che definirei la punta dell’iceberg, è una delle fasi più importanti, perché dono una parte di me stessa al pubblico e il loro feedback è più che mai importante.»

 

Suonare per strada significa avere pochi secondi per convincere qualcuno a fermarsi. Pensi che, oggi, anche la musica sulle piattaforme digitali funzioni allo stesso modo?

«Beh, in realtà, non proprio. Spesso quello che oggi funziona molto sulle piattaforme sono i cosiddetti singoli HIT, che la gente ricorda per il loro ritornello e vanno a riascoltare, non in realtà per i primi secondi, ma per ricantare quei ritornelli che entrano fissi in testa. Per quanto riguarda la musica più di nicchia e ricercata, forse, l’ascolto dall’inizio è più decisivo.»

 

Studi composizione e produzione, oltre al canto. Ti interessa diventare un’artista sempre più autonoma o credi ancora nel confronto con altri autori e produttori?

«Vorrei puntare a diventare un’artista quanto più completa possibile, ma in realtà questo non mi precluderà assolutamente il confronto e la collaborazione con altri autori e produttori. La ritengo una cosa molto importante, sia nel mio percorso artistico, che per tutti noi artisti per accrescere il proprio background.»

Intervista Virgì
Quando scrivi, parti più spesso da un’immagine, da una frase o da un’emozione che non riesci a spiegare a parole?

«Parto spesso da delle sensazioni che ho dentro e il bisogno di esternare. Tutto passa, è lo specchio di una mia grande fobia, che avevo il bisogno di affrontare pubblicamente.»

 

C’è una parte di te che finisce sempre nelle canzoni, anche quando non vorresti mostrarla?

«Penso sia inevitabile e vi dirò, questa cosa mi piace. Voglio che la gente mi conosca e che mi segua per la persona che sono, sia a livello umano che artistico.»

 

Nel tuo nuovo singolo “Tutto passa” dici che “tutto passa”, ma aggiungi anche che “tu sei ciò che resta”. C’è qualcosa nella tua vita che, invece, non è mai passato e continua a definirti come persona e come artista?

«C’è una cosa che non mi ha mai abbandonato, la mia testardaggine, la mia voglia di lottare contro tutti e tutto per realizzare i miei obiettivi, per seguire il mio sogno, per essere felice.»

 

Hai raccontato che la tua fobia peggiore è il tempo. È una paura che ti rende più produttiva o rischia, a volte, di toglierti proprio la serenità che cerchi di raccontare nella canzone?

«Sicuramente mi rende produttiva, anche perché sono sempre super attiva per realizzare tutte le cose che mi prefisso. Però è anche vero che, delle volte, cado in un loop di corsa e, spesso, non mi godo tutto al meglio e capisco di “dover rallentare”.»

Molti artisti, oggi, parlano di ansia e fragilità. Tu scegli, invece, la parola “propositività”. È una scelta controcorrente? Hai paura che l’ottimismo venga scambiato per superficialità?

«Non penso sia una scelta controcorrente. Purtroppo, al giorno d’oggi, soprattutto noi giovani, siamo pieni di ansie e fragilità, ma siamo sempre speranzosi che qualcosa cambi, in positivo. Il mio essere propositiva è un inno al voler lottare sempre per essere delle persone migliori e verso un futuro migliore. Spero che tutti lo facciano.»

 

Se dovessi togliere una sola frase da “Tutto Passa”, quella senza cui il brano perderebbe davvero il suo significato, quale sarebbe e perché?

«“È un antidoto, dai sorridi un po’” perché è quello che auguro sempre a tutti, di vivere la vita con un sorriso sempre sul volto.»

 

Qual è il verso che hai scritto più velocemente e quello che, invece, ti ha fatto riscrivere il testo decine di volte?

«Quello su cui non abbiamo proprio dubitato è stato: “che tanto tutto passa…”, mentre quello che ci ha fatto ripensare più volte è stato: “perché se tutto passa e cambia non torna più”, nella prima versione era diversa.»

 

Il videoclip è volutamente essenziale, quasi a lasciare che siano il brano e la tua interpretazione a riempire lo spazio. È una scelta anche “politica”, in un’epoca in cui spesso l’immagine sembra contare più della musica?

«Sì, io sono la prima ad essere poco attratta dai video, ma mi focalizzo molto su tutte le particolarità della canzone.»

Intervista Virgì
Se tra cinque anni riascolterai “Tutto Passa”, cosa speri che quella Virginia possa pensare della ragazza che l’ha scritta?

«Spero possa pensare: “è stato un bel punto di partenza, cavolo, sono cresciuta tanto e ho fatto un bel percorso”. Questo è quello che mi auguro.»

 

Esiste una convinzione che avevi quando hai iniziato questo percorso musicale e che oggi hai completamente cambiato?

«No, tutt’oggi sono convinta che è un mondo tanto particolare, ma focalizzandomi su me stessa come artista penso di voler tanto imparare e crescere in esso.»

 

Hai detto che vuoi che la tua musica “curi”. Se un ascoltatore, dopo aver sentito “Tutto Passa”, potesse portarsi via una sola consapevolezza, quale vorresti che fosse?

«Che debba viversi ogni attimo fino in fondo, che non speri di arrivare alla luna senza godersi, però, il viaggio tra le stelle.»

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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