Il progetto di Francesca Michielin che vede il suo completamento con il nome “Magia bianca, magia nera”. Critica alla società, richiami al fantasy e al medioevo e una produzione elettronica che pesca dagli anni ’80, ci regala un album dal concept molto marcato:
1484: rimanere fedeli e combattere per la propria libertà come un’umile fattucchiera, in mezzo a un mondo allo sbando che caccia false streghe. Francesca apre bene il disco fra evasione e voglia di combattere. 6+
Una donna non può: uno dei suoi temi caldi, le ipocrisie degli standard di genere con attenzione particolare al ruolo della donna nella società. Stereotipi medievali in mezzo a una produzione anni ’80. 6
Il canto delle Anguane: un omaggio a Patrizia Laquidara e alla figura delle Anguane. Le ninfe diventano metafora della natura sfuggente dell’umanità, sospesa fra luce e tenebre e fra passato e futuro. 5.5
Feral girl: una critica al contegno forzato, imposto alle donne fin dai tempi delle corti. È un inno alla libertà selvaggia. 6-
Strega comanda: altro brano che gioca con linee melodiche legate al mondo delle filastrocche, come se si volesse riprodurre il suono di un incantesimo. Il brano rivendica il potere d’autodeterminarsi, spesso negato alle donne nel corso della storia. 5.5
Litha: il picco massimo della luce solare, è un invito a far rifiorire la libertà personale. Ribaltando per l’ennesima volta la figura delle streghe, non più esempio negativo, ma simbolo positivo di rivolta agli ordini imposti. 5+
Solstizio d’estate: prosecuzione del brano precedente, riprendendo il tema della luce che sorge e splende, Francesca gli oppone quello della notte. Sentirsi spaccati, a metà tra questi due opposti che si sorridono da lontano, fa parte dell’interiorità umana e del nostro modo di vivere l’amore. 6-
Magia bianca, magia nera: a metà del disco viene svelata la canzone che da il nome al progetto. Viene rivendicato il diritto di scegliere in maniera indipendente la propria vita, che sia nel bene (magia bianca) o nel male (magia nera). 6+
Viriditas: una produzione e un arrangiamento davvero interessante, con l’aggiunta addirittura di batterie rock per enfatizzare alcuni punti. Viene accennato anche un’impostazione del canto in levare che rende il brano il punto più alto del disco. Ispirata alla mistica di Bingen, parla di una ragazza chiusa in una torre (rappresentazione della sua mente). L’invito è a ritrovare la connessione con la natura, la forza vitale verde per sprigionarsi da se stessi. 7-
La mia ragazza: un altro singolo del disco. Lo sdegno sociale è basato sulla storia di Katherina Hetzeldorfer, una donna condannata a morte per i suoi rapporti con altre donne. 5.5
Hexoria: incantesimi e genesi. Musicalmente si ispira al folklore del centro Europa. Si parla della nascita di una strega indipendente, coraggiosa e libera. 6-
L’ultimo Sabba: l’atmosfera è quella del raduno delle streghe come segno di protesta e rottura della struttura imposta. 6-
Danza macabra: scheletri che ballano, defunti che si mescolano coi vivi per trascinarli nelle tenebre e un clima oscuro e grottesco. Nelle atmosfere dark del brano si torna all’essenza del realismo, siamo destinati tutti alla polvere. Spetta a noi scegliere che tipo di percorso fare prima che arrivi la fine, se quello della libertà o quello da prigionieri. 6
Esperienza estatica: le invenzioni di un bardo e la fantasia di una donna. Questi sono i presupposti per l’esperienza estatica, caratterizzata da voglia d’evasione e dal sogno. 6-
Una spada nella roccia: prendendo in prestito il mito d’Excalibur, ribalta il racconto cercando di valorizzare le fragilità e le vulnerabilità di qualsiasi essere umano che cerca d’essere eroico nella sua quotidianità. 6+
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.
Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.
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