Artisti Emergenti

Intervista esclusiva ad Adriano per il nuovo album “Portoluna”
Intervista Adriano

Intervista esclusiva ad Adriano per il nuovo album “Portoluna”

Continua il nostro viaggio tra gli emergenti siciliani: dopo Lorenz Castelli, oggi vi presentiamo Adriano, che porta il suo mondo musicale in “Portoluna”, nuovo progetto discografico.

Adriano è il progetto del cantautore e illustratore catanese Adriano Di Mauro. Nato nel 2017 come progetto di musica prevalentemente strumentale, nel 2018 la ricerca compositiva di Adriano si evolve con l’inserimento dei testi e del cantato all’interno dei suoi brani. Musica e disegno rappresentano due facce della stessa medaglia: le sue canzoni sono bozzetti a colori fatti di emozioni, sogni, fantasie, ricordi di sensazioni, nei quali synth pop ed elettronica si mescolano con la canzone d’autore italiana.

 

A Marzo del 2020 Adriano pubblica il suo primo EP, “Galleggiare“, anticipato dai singoli “Vieni con me“, “Movimento” e “Cosa ci facciamo qui?“, che ottengono in poche settimane migliaia di ascolti e visualizzazioni e lo portano adesibirsi in giro per l’Italia. A Luglio dello stesso anno esce la bonus track “Tropical Beach“: un brano estivo che profuma di sabbia rovente e di voglia di libertà e che racchiude in sé tutti gli elementi dell’immaginario di Adriano in una chiave inedita. A Dicembre del 2020 Adriano è vincitore del contest del MISH MASH, che lo porta sul palco del Festival di Milazzo (ME) ad Agosto del 2021, mese in cui partecipa all’Opera Festival a Milo (CT), insieme a Joan Thiele e Ginevra Nervi.

 

Nel 2023 esce il suo secondo EP, “Panico Mentale“, un lavoro dalle sonorità disco-funk, frutto della coproduzione artistica di Andrea Normanno (Cratere Centrale, Ketama126), presentato in anteprima all’Alcart Festival diAlcamo (TP) e anticipato dal singolo “Cadono pietre dal cielo“. Nello stesso anno il brano “In movimento” viene scelto per entrare a far parte della colonna sonora della serie “Vanina“, in onda ad Aprile 2024 su Canale 5. Nella prima puntata Adriano esegue il brano dal vivo con la sua band.

 

Nel 2026 Adriano torna con tre nuovi singoli, “Tano“, “Bagno Interstellare” e “Na Matina“, che anticipano il nuovo album “Portoluna“, prodotto con Marquis (Lumiero, Mago Del Gelato, Marianne Mirage) e in uscita il 25 Settembre per peermusicITALY.

Il tuo nuovo album “Portoluna” sembra il nome di un luogo che esiste e, allo stesso tempo, potrebbe esistere soltanto nella tua immaginazione. Se dovessi descriverlo a qualcuno che non lo ha ancora visitato, cosa gli diresti?

«Direi che è un racconto. Inviterei a entrarci lentamente, come quando ci si addormenta senza rendersene conto. Poi, una volta dentro, lascerei che siano i personaggi a farsi conoscere e con le loro storie incuriosire chi le ascolta.»

 

Nel tuo percorso musica e disegno hanno sempre viaggiato insieme. Quando nasce una canzone, nella tua testa arriva prima un suono, un’immagine o una storia?

«Non ho una regola precisa. A volte è la necessità di voler raccontare qualcosa a far nascere una canzone, altre volte il racconto di qualcun altro a ispirare un’idea, altre ancora la scena di un film in cui un dialogo colpisce la mia attenzione.»

 

Hai definito “Portoluna” una raccolta di racconti sospesa tra realtà e immaginazione. Quanto è difficile decidere dove finisce ciò che hai realmente vissuto e dove inizia quello che hai scelto di immaginare?

«Per me non è stato complicato. L’immaginazione nasce nel momento in cui racconto qualcosa. Già nell’attimo in cui un’esperienza vissuta diventa ricordo e poi, successivamente, viene raccontata, qualcosa cambia: alcuni dettagli si perdono, altre sfumature vengono conservate e certi aspetti enfatizzati. Poi, chi ascolta quella storia, la collega al proprio vissuto, dandole un significato più intimo e personale.»

Intervista Adriano
Dentro l’album ci sono persone, luoghi e situazioni che sembrano appartenere alla vita quotidiana, ma che vengono continuamente deformati dal tuo sguardo. Ti interessa di più raccontare la realtà per come è o scoprire cosa può diventare quando la guardi da un’altra prospettiva?

«Quello che cerco di fare è raccontare il quotidiano lasciando spazio alla fantasia che nasce dal pensiero. Quando viviamo qualcosa c’è sempre una parte di immaginazione che si attiva ed elabora le possibilità più variegate. Se non blocchiamo quella parte succede qualcosa di interessante che fa nascere storie e racconti a metà tra il reale e il fantastico.»

 

“Na matina” è l’unico brano interamente in siciliano. Perché proprio quella storia aveva bisogno del siciliano e non dell’italiano?

«Più che da un bisogno preciso, è nata da una scrittura spontanea. Poi ho scelto di mantenerla in dialetto perché volevo provare a fare qualcosa di diverso, che non seguisse gli stereotipi. La musica in siciliano è spesso legata alla tradizione popolare, che seppure bellissima, volevo distaccarmene nella forma.»

 

Nel tuo modo di raccontare la Sicilia c’è molta ironia, anche quando parli di situazioni tutt’altro che leggere. Pensi che questa capacità di sdrammatizzare sia una caratteristica siciliana?

«In parte sì. Anche nelle situazioni più disperate i siciliani sembrano non perdere il senso dell’umorismo, quasi fosse un modo per riuscire a risollevarsi. È una caratteristica che ho sempre apprezzato e che, in qualche modo, mi ha “tramandato” mio padre.»

Catania sembra quasi diventare un personaggio di “Portoluna”, soprattutto in “Paolino”. C’è un luogo della tua città che, appena lo attraversi, ti fa venire voglia di scrivere?

«La Fiera è uno dei posti dove ho passato più tempo ad ascoltare le persone e a scrivere note sul mio cellulare. Anche la pineta di Nicolosi e la scogliera di Catania mi hanno sempre ispirato molto. Però il posto dove passo più tempo a scrivere è sicuramente casa mia.»

 

“Paolino” è, forse, il punto in cui realtà e leggenda si confondono maggiormente. Quanto c’è di vero nei personaggi che racconti e quanto, invece, ti piace “romanzarli”?

«Paolino è un brano che nasce da una persona reale, e le situazioni che racconto sono molto legate a quella che è stata la mia quotidianità catanese. Altri personaggi, come Tano o l’Eremita, rappresentano, invece, più un’idea: da una parte un ragazzo che sogna e desidera scoprire il mondo, ma si sente bloccato; dall’altra un adulto sicuro di sé, capace di fare un po’ di tutto, ma che disprezza la comunità che lo circonda.»

 

In “Viaggiatore” parli delle tante versioni di noi che mostriamo agli altri. Adriano, invece, quante versioni di sé ha dovuto attraversare prima di arrivare a questo album?

«Diciamo che i personaggi di cui racconto sono in parte versioni di me, quindi in qualche modo me le sono portate tutte dentro Portoluna.»

“Tano”, “Eremita”, “Viaggiatore”, “Paolino”… l’album è popolato da figure che sembrano personaggi di un libro. Se “Portoluna” fosse davvero un libro illustrato, quale personaggio sarebbe Adriano?

«Io penso che sarei solo un esploratore di questo racconto, un osservatore esterno che si lascia affascinare dalle storie e dalle avventure di chi abita Portoluna.»

 

La musica dell’album attraversa bossa nova, blues, funky, sonorità caraibiche, synth e atmosfere quasi circensi. Come si fa a mettere insieme mondi così diversi senza perdere la propria identità?

«Marquis, che ha curato la produzione artistica del disco, è stato molto attento a vestire ogni personaggio con l’abito giusto. Anche se ogni brano ha una sua precisa identità, ci sono delle texture sonore che cuciono insieme tutta la narrazione e rendono Portoluna un mondo unico, ma variegato.»

 

“Bagno interstellare” parte dalla quotidianità di una relazione e riesce quasi a trasformarla in qualcosa di cosmico. Secondo te abbiamo ancora bisogno di immaginazione per rendere straordinarie le cose semplici?

«Penso che le cose semplici sono belle perché sono semplici. Lo sforzo sta, forse, nel saper apprezzare quella semplicità e lasciarsi sorprende, scoprendo così lo straordinario.»

 

Se potessi lasciare all’ingresso di Portoluna una sola indicazione per chi sta per entrarci, cosa scriveresti?

«“Non ci pensare!”»

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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