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X Factor 2026, resoconto e pagelle del secondo live
X Factor 2026 pagelle 2° live

X Factor 2026, resoconto e pagelle del secondo live

Secondo live di X Factor, ma il numero di concorrenti è sempre lo stesso, grazie all’arrivo dell’X Pass di Giorgia:

 

Prima Manche:

Mad-Dog: nonostante la distorsione vocale involontaria causata da un grave problema tecnico, superano lo scoglio “Mrs Robinson“. Flettono a livello interpretativo il tema originale dell’ipocrisia borghese, concentrandosi principalmente su un arrangiamento fedele all’originale che, però, permette loro di risultare ancora più energici. Sono sicuramente la band più amalgamata musicalmente, anche se non siamo ancora convinti che sia la nostra preferita per proposta musicale. 7-

 

Alìa: abbandona la strada dell’R&B per far vedere anche il lato più viscerale nel pop emozionale di “Hola (I say)” di Marco Mengoni e Tom Walker. Purtroppo ha raffreddato l’originale, non riuscendo a trasmettere tanto. Chiude in maniera molto secca le strofe, non lasciando respirare il brano e anche il ritornello non colpisce, nonostante la sua pulizia vocale e la sua tecnica. Ad incidere c’è anche un arrangiamento ricco di cori ad effetto eco, che la sovrastano continuamente. 6

 

Scraffs: sicuramente molto più in linea rispetto alla prima sera. Il binomio punk-ribellione è credibile su “Charlie fa surf“. Sussistono, tuttavia, alcune sporcature canore e, soprattutto, di timing che, anche in questo caso, diminuiscono la resa finale del brano. 5.5

 

Lenanie: riscrive, praticamente, tutto il testo di “C’è tempo” di Ivano Fossati. Pur facendolo in maniera rispettosa, risulta comunque complesso non sottolineare che alcuni brani andrebbero portati esattamente per come sono. Nella sua performance, non a caso, spicca il lato musicale e quello interpretativo, più che il lato autoriale di barre che non riescono a raggiungere a livello letterario la scrittura di Fossati. 5.5

 

Giacomo Calò: sfida proibitiva per lui il medley di Zucchero “Per colpa di chi/Diavolo in me”. Imposta la sua voce, ingrossandola, cercando a tutti i costi quel graffiato. Esperimento arrivato troppo presto, considerando anche il fatto che settimana scorsa non ha brillato. Ha un timbro ricco di colori, un’estensione notevole e una grande capacità d’entrare nella pelle attraverso la delicatezza del suo cantato. Tutte caratteristiche che, in questo suo modo d’esibirsi, non sono emerse. 6

 

Patrizia: viene finalmente messa in difficoltà con un brano difficile come “Unethical“. Fa vedere qualche imprecisione nelle strofe e nei falsetti, ma soprattutto nella tensione del brano che cresce continuamente senza un attimo di tregua. Nonostante questo, regge un mondo che non le appartiene e chiude bene riprendendo potenza e controllo della sua voce. 6+

Seconda Manche:

Le Distanze: il coraggio nelle assegnazioni del loro giudice questa volta paga. La tenuta vocale del frontman è molto migliorata. Sembra palese che, ormai, la via sia quella della teatralità ibridata a influenze prog. “Them from New York New York” convince anche nella resa, in cui ogni movimento (volutamente contenuto) fa respirare l’aria del sipario e delle quinte. 7

 

Veronica: voleva ogni puntata un “cannone” ed effettivamente le viene assegnata “Total eclipse of the heart“. Escludendo una pessima respirazione e un attacco non perfetto, supera la sfida con brillantezza. Estensione e trasporto non bastano per raggiungere i picchi dell’originale, ma sono sufficienti per rispettarlo. 6+

 

Manu: a sfavorire un ragazzo che ha alcune qualità, tra cui la dolcezza che traspare anche nel brano “I Romantici“, c’è la mancanza di una vera cifra artistica che non sia già occupata da artisti affermati. Il filone è quello di Olly, Achille Lauro o lo stesso Irama e, purtroppo, per Manu sarà difficile emergere e competere con le loro scritture e melodie. La sua voce, pur avendo un bel timbro, non spicca mai per riconoscibilità. 5.5

 

Teo Bok: esibizione di caratura internazionale la sua di “I wish” di Stevie Wonder. Non solo per come gioca con il palco e con la telecamera, non solo per la voce pulita e precisa, ma anche per la follia artistica che ci sottopone ogni volta. Dopo aver introdotto in maniera fluida il beatbox, tenta la stessa strada sul rappato. Forse il risultato è meno brillante, ma dimostra la voglia di sperimentare continuamente. Sarà difficile toglierlo dal lato performativo, dato che già su Grignani dimostrò le sue carenze nell’interpretare brani intensi, ma il suo debutto ha rubato la scena a tutti. 7.5

 

Camilla: la sua estensione risulta troppo squillante per un brano che richiedeva un timbro caldo per affrontare la sconfortante, ma al tempo stesso romantica, verità di “As the world caves in” di Matt Maltese. Il rischio è quello di mettere in risalto troppo lo strumento voce e meno il valore del brano, che ci parla degli ultimi momenti di vita e di come passarli. Nonostante i grandi elogi, abbiamo trovato tante ingenuità d’intenzione interpretativa. 6

 

Alex Fontana: niente male il primo approccio ballad su “Street spirit” dei Radiohead. È intenso senza tradire il suo animo rock. È tormentato senza risultare costruito ed è magnetico senza dover strafare sul palco. 7

Ballottaggio:

Lenanie: il suo cavallo di battaglia è “Cambia un uomo“, di cui apprezziamo l’essenza dell’arrangiamento per valorizzare ancora meglio l’intensità delle sue parole. 7

 

Veronica: lei sceglie “You stole the show” come brano forte, anche se rispetto alle audizioni la sporca un po’ a causa della pressione dovuta al doppio ballottaggio delle ultime puntate. 6+

Francesco Gabbani: tira fuori le unghie difendendo ferocemente gli Scraffs e attaccando Irama e Lenanie per aver scritto da zero il brano di Ivano Fossati. A livello d’assegnazioni sta spegnendo la personalità di Giacomo e degli Scraffs. Pur avendo apprezzato il brano dato al gruppo, ingabbiare il punk con le sue manie di controllo melodico non li porterà lontano. 7-

 

Paola Iezzi: le assegnazioni sono tutte perfette, con i Mad-Dog che continuano a brillare insieme alla standing ovation per Camilla. Manu, nonostante le difficoltà, riesce a preservarlo attraverso un percorso pop emozionale molto funzionale ai fini del televoto. 8

 

Jake La Furia: molto più minimale nei commenti, pur con qualche vena comica, si concentra solo sui brani da assegnare. Non è stato molto lungimirante con Alìa, spingendola in direzione del pop emozionale, mentre con Alex Fontana è perfetto nel dargli una ballad pur rimanendo nella coerenza di un percorso rock. Perde Veronica, forse in maniera ingiusta, considerando la resa della cover eseguita questa sera. 7-

 

Irama: tutto si può dire a Filippo, tranne che non sia coraggioso. Sperimenta su Patrizia e sulle Distanze, permettendo loro di brillare in mezzo alle difficoltà. Asseconda completamente l’animo cantautorale di Lenanie, osando troppo, fino a riscrivere per intero un brano di un gigante come Ivano Fossati. Gli attributi non mancano, anche se a volte esagera nel volerli mettere in mostra nelle assegnazioni. 7-

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

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Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.

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