Dopo avervi segnalato Giulia (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Mattia Fratini, attualmente in rotazione radiofonica con “Piccole cose”, il suo nuovo singolo. Conoscetelo meglio nella nostra intervista!
Mattia Fratini è un ragazzo di 33 anni cresciuto in una famiglia unita composta da cinque persone, un ambiente in cui i valori, la condivisione e soprattutto la musica hanno svolto un ruolo centrale nella sua crescita personale e artistica. Fin dall’infanzia, la musica ha rappresentato per lui una presenza costante e naturale, capace di accompagnarlo nei momenti più importanti della sua vita.
A riconoscere per primo il suo potenziale è stato il padre, musicista e cantante, che con spontaneità, gioia e sensibilità gli ha trasmesso un amore autentico per il canto. Fin da piccolo, Mattia è stato coinvolto in feste e momenti di convivialità, in cui la musica diventava pura espressione di felicità e condivisione. Il padre lo ha sempre incoraggiato a credere nelle proprie capacità artistiche, intuendo in lui un talento che meritava di essere coltivato.
A 21 anni, la vita lo ha posto davanti a un passaggio doloroso e trasformativo: mentre diventava padre, si trovava ad affrontare la perdita del genitore. Un’esperienza intensa e profondamente complessa, che ha segnato il suo percorso umano in modo indelebile. Tuttavia, proprio la forza trasmessagli dal padre e la gioia per la nascita del figlio gli hanno dato il coraggio di guardare avanti.
In questo cammino, la musica è stata per lui un rifugio e una vera salvezza emotiva, aiutandolo a ritrovare equilibrio, pace nel cuore e una nuova direzione. Per Mattia, la musica e l’amore rappresentano un’eredità preziosa: valori profondi che, oggi, custodisce e porta nel suo percorso artistico, trasformando le proprie emozioni in una voce capace di arrivare al cuore delle persone.
“Piccole cose” è il suo nuovo singolo, disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica dal 4 Settembre 2026.
«Grazie a mio padre se, ad oggi, ho la possibilità di vivere questa esperienza, questo sogno rendendolo realtà. Il momento in cui lui aveva capito del mio talento è stato quando, durante una festa tra parenti, iniziai a cambiare il mio timbro di voce cercando di imitare Tiziano Ferro: avevo 9 anni, ed è un ricordo ancora impresso dentro il mio cuore.»
«Penso che proprio la spontaneità e la naturalezza che mi ha trasmesso mio padre, ad oggi, si rivedano nella forza e nella tenacia nell’affrontare la mia vita in maniera positiva, nonostante le avversità, amando me stesso e le persone attorno a me e potendo trasmettere le mie emozioni specialmente sopra un palcoscenico.»
«Assolutamente sì. Penso che ciò che è avvenuto, anche se estremamente brutto e doloroso, sia stato destino: portandomi via un padre, ma allo stesso tempo dandomi la forza per potermi rialzare a mia volta come padre ed esempio per mio figlio, concedendomi la possibilità di emergere grazie alla musica e facendomi crescere come persona e artista.»
«In “Piccole cose” ho voluto rappresentare mio padre come un insegnante di silenzio, proprio perché lui mi ha dato la possibilità attraverso i suoi detti, come: «Perché con la bocca chiusa entrano meno mosche e si costruisce meglio». Voleva farmi capire e insegnare che, sapendo ascoltare invece di perdersi in chiacchiere futili, puoi lavorare più su te stesso in modo migliore.»
«Certamente. L’idea è stata esattamente cercata e voluta proprio perché, grazie a questo passaggio di testimone, ho potuto trasmettere le mie emozioni, la mia storia in questa storia.»
«Di certo in apparenza insignificante, ma poter stare tranquilli abbracciati sopra il divano ridendo, parlando e commentando quei cartoni animati, rendendo unico e tutto nostro quel momento apparentemente normale, ma con il significato di vivere nel nostro mondo!»
«Penso che, fortunatamente, il bambino che è in me non mi abbia mai lasciato, spiritualmente parlando. Proprio grazie a tutto ciò io posso e ho la fortuna di avere un rapporto meraviglioso con mio figlio.»
«Esattamente nel momento in cui la tua consapevolezza di ciò che accade ti dà la forza di reagire sapendo che hai delle responsabilità. Ho trasformato la debolezza in punto di forza per amore di mio figlio, proprio come mio padre avrebbe fatto al mio posto: confortando il proprio figlio, ascoltandolo, cercando di essere presente e vicino, nonostante i pochi momenti di tempo a disposizione e le piccole gesta.»
«Ho sempre cercato di vivere le mie poche giornate con mio figlio in maniera che lui le potesse fare sue, cercando di alleggerire la situazione e facendolo giocare spesso usando la fantasia, con giochi inventati al momento attraverso personaggi dei cartoni animati che, per noi, sono stati esempi: sconfiggere il male, aiutare le persone in difficoltà, essere dei veri eroi.»
«La separazione dalla mamma di mio figlio mi aveva già fatto capire che i pochi momenti con lui sarebbero stati unici e indimenticabili. Poi, con la morte di mio padre, quei momenti hanno assunto ancora di più un’intensità emotiva e significativa, sapendo con certezza che la vita è una e bisogna viverla a pieno.»
«La musica è sempre stata la mia salvezza e mi ha aiutato in ogni situazione da quando ne ho memoria. Ancora di più in quel momento: è come se qualcosa dentro di me si fosse sbloccato, come se fossi rinato ancora più forte. La musica è stata la mia migliore amica, confortandomi e dandomi forza specialmente in quel periodo!»
«Di essere sempre se stesso e che, purtroppo, le cose nella vita succedono, sia belle che brutte, ma di non mollare mai e vedere la luce in ogni cosa, anche là dove apparentemente non c’è.»
«Penso che ogni età debba avere le sue cose da comprendere, i suoi insegnamenti e le sue esperienze. Mio figlio è fortunatamente come suo nonno: molto saggio e buono, perciò sono sicuro che comprenderà anche prima del previsto.»
«Sinceramente tanto. Penso che la mia situazione di vita possa appartenere in realtà anche a molte altre persone nel mondo: io ho raccontato momenti ed emozioni, e penso che sia esattamente questa la cosa importante per riuscire ad aprire il cuore ed esprimere i propri sentimenti!»
«Un artista consapevole di chi è stato in passato, essendo figlio, con i miei piccoli passi in avanti, fino ad arrivare ad oggi con la consapevolezza di essere un padre che, anche se non sarà mai perfetto, avrà la forza e la determinazione di abbracciare e fare pace con ogni successo o errore commesso nella vita!»
«La consapevolezza del tempo che scorre in realtà velocemente. La cosa che non è cambiata e non cambierà mai, invece, è la forza di affrontare ogni ostacolo in maniera positiva!»
«La possibilità di ascoltare la musica, sentirla dentro e trovarci un mondo dove hai la possibilità di essere e fare tutto ciò che la fantasia e il cuore ti dicono. Grazie Babbo.»
Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.
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