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Intervista esclusiva a Provinciale per il nuovo Ep “Momento sbagliato”
Intervista Provinciale

Intervista esclusiva a Provinciale per il nuovo Ep “Momento sbagliato”

Dopo avervi segnalato Ragone (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Provinciale, attualmente in rotazione radiofonica con “Momento sbagliato”, il suo nuovo Ep. Conoscetelo meglio nella nostra intervista!

PROVINCIALE è un artista indie pop emiliano, classe ’97, capace di trasformare frammenti di quotidiano in confessioni intime, sospese tra malinconia e lucidità. La sua scrittura racconta una generazione divisa tra l’analogico e il digitale, tra le voci dei cantautori italiani e i battiti dell’urban contemporaneo.

 

Con uno stile ibrido e personale, mescola chitarre acustiche, synth notturni e paesaggi sonori da roadtrip, dando voce a chi si sente fuori posto anche nei luoghi più familiari.


Appartiene a quella che potremmo chiamare l’epoca del post-indie: una nuova sensibilità, figlia del cantautorato emotivo e delle produzioni d’oltreoceano.

 

Nel 2024 pubblica Nel posto giusto, il suo primo EP: un viaggio nella ricerca ostinata di un luogo in cui potersi sentire pienamente se stessi.
Un luogo che spesso non è geografico, ma emotivo. E forse, anche sbagliato.

“Momento sbagliato” arriva dopo un anno importante per te. Cosa rappresenta questo EP nel tuo percorso personale e artistico?

«L’Ep “Momento sbagliato” conclude il capitolo aperto precedentemente con “Nel Posto Giusto” uscito a Maggio 2024. È il completamento e la chiusura di un percorso necessario per trovare la mia identità.»

 

Il disco sembra attraversare il tempo, più che raccontarlo. Com’è nato questo filo rosso che lega tutte le tracce?

«Quando ho scritto il mio primo Ep, “Nel Posto Giusto”, avevo già intenzione di completarlo con un secondo. Sapevo che il titolo sarebbe stato “Momento Sbagliato”, ma è stato solo scrivendo che ho capito che ogni brano rappresentava un istante specifico della mia vita. Hai ragione nel dire che “attraversa il tempo” perché effettivamente i brani all’interno sono stati scritti con parecchia distanza l’uno dall’altro.»

 

Parli spesso di pause, attese, intercapedini emotive: qual è stato il tuo “momento sbagliato” che ha dato il titolo al progetto?

«Non c’è stato un “momento sbagliato” scatenante che ha dato il nome all’Ep, infatti al suo interno non esiste un brano che si chiama “momento sbagliato”. Direi che sono state più situazioni a portarmi a scriverlo.»

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“Il peggio è passato”, il brano di apertura, è quasi un manifesto: perché hai deciso di “rompere” la struttura classica trasformando la prima strofa in un ritornello?

«Perché, secondo me, il testo della prima strofa aveva due facce, e cambiando musica e intenzione poteva esprimerle entrambe. Perciò ho deciso di mantenere la prima strofa uguale alla seconda, che diventa poi una sorta di ritornello. Anche la terza strofa inizia nello stesso modo, ma poi cambia, ribaltando tutto quello detto in precedenza.»

 

Nel ritornello di “Giorni contati” dici “Rimandiamo ancora questi giorni contati”: è una forma di resistenza o un modo per convivere con il tempo che scorre?

«Una resistenza per convivere con il tempo che scorre.
Dopo il primo EP avevo paura che finisse tutto, perché siamo abituati a voler vedere dei risultati subito, senza dare il tempo alle cose di maturare. Più mi convincevo di questa cosa, più sbocciavano nuovi brani, e lì ho capito che se sai sfruttare “un punto debole può diventare esclamativo”.»

 

In “Senno di Poi” racconti la tua città come se fosse un posto estraneo: è una sensazione che vivi ancora?

«Un po’ c’ho fatto pace con Milano, anche perché quando voglio torno a Parma tranquillamente e questo mi da equilibrio.»

In “Tregua” vi alternate per raccontare due punti di vista della stessa storia. Com’è stato costruire questo dialogo con Verosimile?

«Avevo scritto la prima strofa e il ritornello, ma sentivo che c’era bisogno di un’altra prospettiva sulla storia che stavo raccontando, così chiesi a Vero e accettò subito. Ci siamo visti da me, abbiamo parlato a lungo e registrato la seconda strofa. È bello perchè, nel finale, ci alterniamo in maniera più serrata, concludendo all’unisono come se il racconto finisse uguale per entrambi.»

 

“Dormi” sembra una ninna nanna per le notti complicate. A chi stavi pensando mentre la scrivevi?

«Quando ho scritto “Dormi” stavo pensando alla mia ragazza e a tutte quelle sere in cui fa fatica a prendere sonno. “Anche se c’è una luce soffusa e la notte è confusa, dormi e non mi chiedere scusa, non mi disturberai”. Non importa se mi terrai sveglio, io ci sarò sempre finché non ti addormenterai.»

 

Il disco si muove tra minimalismo emotivo e profondità: come hai trovato questo equilibrio tra acustico e sintetico?

«L’equilibrio è stato costruito insieme a Simone Sproccati, che ha curato la produzione dell’Ep. Volevamo che l’acustico e il sintetico convivessero in modo fluido, senza che uno sovrastasse l’altro. Per noi era importante mantenere l’anima delle canzoni, ma allo stesso tempo arricchirle con sonorità più moderne e strutturate.»

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Ti definiscono un artista “post-indie”: è un’etichetta che senti tua o che, invece, ti sta stretta?

«A me piace, lascia comunque aperte molte porte, ma allo stesso tempo ti fa capire il mondo a cui faccio riferimento. Ovviamente poi, come in tutti i generi, la musica è sempre contaminata da miliardi di cose, quindi è difficile trovare un termine per spiegarla.»

 

Se dovessi scegliere una frase dell’EP che ti rappresenta di più oggi, quale sarebbe?

«Difficile, ma ne citerò due:

  • “Ho fatto passi falsi e da giganti coi piedi scalzi guardando avanti, ma non guardavo avanti”
  • “non nasconderò mai dietro un dito un punto debole, può diventare esclamativo”»

 

Cosa desideri che rimanga a chi ascolterà “Momento sbagliato”?

«Che i momenti difficili sono importanti tanto quanto quelli felici: dobbiamo imparare a conviverci e superarli per scoprire nuove sfaccettature di noi stessi. Se incanalate correttamente, anche la rabbia e la tristezza possono diventare strumenti non distruttivi, ma curativi per gli altri.»

 

E ora che l’EP è fuori, quale sarà il prossimo passo del tuo “momento giusto”?

«Il momento giusto sarà sul palco, quando porteremo live entrambi i dischi. L’obiettivo mio e di tutto il team che lavora al progetto è favorire al massimo l’interazione e l’aggregazione tra il pubblico. Suonare dal vivo è la parte più entusiasmante di questo lavoro.»

Intervista Provinciale

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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