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Sanremo Giovani 2025, resoconto e pagelle delle 24 canzoni
Pagelle Sanremo Giovani 2025

Sanremo Giovani 2025, resoconto e pagelle delle 24 canzoni

Dall’11 Novembre, con la conduzione di Gianluca Gazzoli, iniziano le serate di avvicinamento alla finale di Sanremo Giovani. Ecco le nostre impressioni dopo aver ascoltato i brani dei 24 semifinalisti che si contenderanno i 2 posti a disposizione per l’accesso all’Ariston (a cui si uniranno ovviamente i 2 artisti scelti da Area Sanremo):

 

Amsi: l’ennesima quota indie, sentita e risentita. Il testo parte dalla quotidianità di una “Pizza americana” mangiata mentre si pensa, in un bilocale, a un amore ricco di ferite. Stilisticamente derivativo e artisticamente inconsistente. 3

 

Angelica Bove: torna in una veste più credibile rispetto alla sua ultima partecipazione. In “Mattone” ricorda gli albori di Chiara Galiazzo, con una ballata pop emozionale che parla d’iper-sensibilità. Ovvero di tutte le persone che vivono il dolore emotivo con maggiore enfasi. 7-

 

Antonia: speravamo di vederla in veste R&B e, invece, è pienamente pop in “Luoghi perduti”. Il testo che interpreta non è per nulla rivoluzionario, anzi parla di un amore da preservare in posti isolati dal mondo. La parte più interessante sono i virtuosismi che danno colore alle strofe. 5.5

 

Cainero: come ogni anno, dopo l’avvento di Geolier all’Ariston, c’è sempre una canzone che ibrida il rap al pop attraverso l’ausilio di un dialetto. “Nuntannamurà” è un brano urban senza alcuna personalità musicale. 3

 

Caro Wow: altro brano urban, che tenta di diventare un tormentone. “Cupido” dipinge la figura di una femme fatale che spezza l’arco degli innamorati, con la sua crudeltà e la sua sincerità in amore. 3+

 

CmqMartina: nonostante un testo molto autoreferenziale, quasi come se fosse il manifesto di un’utopica radio in cui passare la passionalità di CmqMartina, la sua “Radio erotika” ha il pregio di avere una personalità musicale, con il suo inconfondibile stile house. 5-

Pagelle Sanremo Giovani 2025

Deddè: ci sorprende uscendo dalla sua zona di comfort. La sua “Ddoje criature” riprende molto dal pop che ha portato al successo Alfa, ma mantiene una certa coerenza nel testo, descrivendo un ragazzo di quartiere che vive con coraggio le emozioni della sua città. 5-

 

Disco Club Paradiso: “Mademoiselle” può essere considerata una canzone incompiuta. Non abbastanza irriverente per essere considerata pop demenziale, ma neanche troppo seria per essere declinabile nel pop commerciale. Il linguaggio urban non aiuta nello sviluppo di un testo che parla di un imbarazzante tentativo di conquistare una ragazza nella fase conoscitiva. 4

 

Eyeline: il testo è il punto davvero critico di “Finchè dura”. Vorrebbe essere irriverente con alcune allusioni sessuali, ma risulta semplicemente prevedibile e privo di spunti. Anche il contesto musicale elettronico scelto, non riesce a dare identità alla canzone. 3

 

Jeson: parte bene sembrando voler ripercorrere un certo tipo di cantautorato struggente su “Inizialmente tu”. Anche il tema sembra seguire quel filone, dato che si parla di un amore lontano nello spazio. Tuttavia, poco prima del ritornello, la canzone cambia identità. Le strofe si riempiono di immagini fin troppo specifiche e quotidiane, allontanando l’ascoltatore dallo storytelling. Anche il cantato, da pulito e con una buona pronuncia, finisce per diventare troppo effettato. I richiami a Blanco si sentono fin troppo e fanno perdere credibilità a un racconto iniziato in maniera convincente. 5-

 

Joseph: altra quota indie-pop. “Fenomenale” è schizofrenica nella sua struttura musicale. Parte lenta, facendo pensare a una ballad, per poi scollegarsi completamente dalle vibes create, diventando un uptempo scanzonato in cui c’è spazio anche per una frase in dialetto del tutto decontestualizzata. 3

 

La Messa: interessante l’atmosfera psichedelica creata attorno a “Maria”, attraverso una scelta elettronica più sperimentale. Il tema non è più così originale, dato che si parla degli effetti della droga con allusioni alla religione derivati dal nome “Maria”. Tuttavia, almeno, c’è stato un tentativo minimo di ricercatezza. 5

Lea Gavino: crea una canzone che riesce a essere magnetica a suo modo. Forse a incentivare l’ascolto c’è un videoclip in cui spiccano le sue doti d’attrice. Musicalmente propone un lento con un testo a tratti elegante e a tratti più colloquiale. La sua scrittura ci porta al ricordo di un “Amico lontano”, la cui mancanza si fa sentire. 5.5

 

Mimì: alla sua discografia altalenante c’eravamo abituati. Ma in “Sottovoce” crea un paradosso che non avevamo ancora sentito nelle sue produzioni. Altamente insufficiente nelle strofe, troppo urban per una vocalità come la sua, riesce a salvare la canzone con il ritornello migliore della competizione. Nonostante una scrittura molto teen, nel refrain emerge tutta la sua intensità nel descrivere un amore difficile. 6.5

 

Nicolò Filippucci: sicuramente coerente con il Nicolò visto al serale di Amici. Cerca di modernizzarsi attraverso una produzione elettronica, ma testualmente rimane volutamente retrò con un testo rancoroso sulla fine di una relazione. “Laguna” non è fra i suoi brani migliori, ma di passaggi vocali interessanti ce ne sono parecchi. 6

 

Occhi: è l’unico a rendere credibile una scrittura altamente rischiosa. Tra il romantico e il comico, le parti più interessanti a livello contenutistico sono nelle strofe. Fra situazioni cittadine paradossali e richiami alla letteratura italiana, il testo scorre piacevolmente. Tuttavia il vero motivo per ascoltare la canzone è il ritornello di “Ullallà”, in cui avviene lo switch emotivo. A limitarlo notevolmente è una vocalità non irresistibile. 5

 

Petit: tira fuori tutto il dolore per la fine della sua storia. “Un bel casino” ha il pregio di essere vera nella sua scrittura. Il testo sembra davvero vissuto, con una serie d’immagini che causano nostalgia. Abituati a una produzione urban, siamo rimasti sorpresi di sentire influenze negli arrangiamenti che ricordano i recenti lavori di Achille Lauro. Il problema di Petit è che, ogni volta che esce con un brano, non si comprende mai in che direzione musicale voglia andare. 5

 

Principe: l’uptempo a suon di “Mon amour” tenta di descrivere una sbadata storia d’amore, in cui lui rischia sempre di rovinare tutto con la sua poca dimestichezza. Musicalmente gravita nel pop con alcune influenze elettroniche. 3

Pagelle Sanremo Giovani 2025

Renato D’Amico: porta del cantautorato leggero immerso in un’atmosfera anni ’70 e ’80. Con un linguaggio volutamente dal gusto vintage, un “Bacio piccolino” esprime il desiderio di realizzazione amorosa. 5-

 

Seltsam: con il grande aiuto di un videoclip genuino e intenso, dimostra come a volte la semplicità sia la vera arma vincente. Non si inventa nulla in “Scusa mamma”, ma porta un tema molto caro all’ambiente sanremese, il rapporto genitore-figlio. Solo chitarra e voce, vengono descritte delle situazioni in cui possiamo immedesimarci tutti. Nonostante non ci sia alcuna ricerca sonora, è facile emozionarsi ascoltando questo brano. 6+

 

Senza Cri: si presenta con coerenza al contest con sonorità dark ed elettroniche. Le sue “Spiagge” sono ideali di libertà che vengono sviscerati in maniera molto chiara con la sua interpretazione struggente. Forse troppo teatrale, è un difetto che non sembra voler correggere, nonostante i vari tentativi fatti ad Amici. 5-

 

Soap: si potrebbe dire elettronica e latineggiante. Peccato che il mondo musicale non sia ben integrato alla scrittura di “Buona vita”, in cui si parla della decisione di lasciarsi alle spalle una presenza tossica. 3

 

Welo: tenta l’operazione sociale-irriverente alla Rosa Chemical, ma non ha lo stesso carisma. “Emirato” avrebbe l’intenzione di parlare delle differenze sociali e delle discriminazioni fra nord e sud, ma finisce per cadere in continui stereotipi e luoghi comuni. 3

 

Xhovana: molto autoreferenziale in “Ego”, parla della forza del suo carattere che le ha permesso di vincere sfide impossibili. Il testo sembra quasi sullo sfondo, vista la pesante presenza techno e house nel suo synth pop, con ampi momenti principalmente strumentali. 3

Pagelle Sanremo Giovani 2025

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

Scritto da: Davide Gazzola

Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker. È un membro del team di Pillole di Musica Pop, anche se per definizione non si sente un “esperto”, ma semplicemente un “ossessionato” del Pop.

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Davide ”Koda” Gazzola è un giovane appassionato di musica e aspirante speaker.

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