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Intervista esclusiva a Marla per il nuovo singolo “Dimmelo”
Intervista Marla

Intervista esclusiva a Marla per il nuovo singolo “Dimmelo”

Dopo avervi segnalato Cuspide (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Marla, attualmente in rotazione radiofonica con “Dimmelo”, il suo nuovo singolo. Conoscetela meglio nella nostra intervista!

Marla, nome d’arte di Giulia Pandolfi, è una giovanissima cantautrice calabrese che frequenta la scuola di alto perfezionamento canoro “RC voce produzione”, diretta da Cecilia Cesario e Rosario Canale (cantautore e producer). Quest’ultimo è stato co-autore del suo nuovo progetto, oltre ad averne curato anche la direzione musicale.

 

La giovanissima cantautrice continua a dimostrare l’artista che ha voglia di diventare, ponendo la gratitudine come primo valore in tutto ciò che fa e continuando a crescere, sia come artista che come persona, ringraziando sempre sia le persone che ha vicino, sia la vita che le pone davanti possibilità e difficoltà, rendendo omaggio a chi, da lassù, le ha dato il dono di saper scrivere senza troppe difficoltà.

 

A Maggio 2023 esce il brano d’esordio “Fiore di ciliegio” e a Novembre dello stesso anno il secondo singolo “Amarti Odiarti”. Fino ad arrivare a “Dimmelo”, il suo ultimo singolo, in rotazione radiofonica dal 4 Aprile 2025 e disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 21 Febbraio 2025.

Ciao Giulia, presentati ai nostri lettori.

«Ciao a tutti, mi chiamo Giulia Pandolfi, in arte Marla.

Ho 20 anni, vivo a Scalea, un paesino in provincia di Cosenza. Un posto che non ha niente da offrire alle persone che, come me, intraprendono strade diverse da quelle classiche.

 

Ho vissuto gli anni scolastici come un trauma, però ricordo bene che volevo studiare medicina. Alla fine mi buttai giù perché, avendo problemi di concentrazione, nessuno ci credeva tanto e neanche io credevo in quel percorso. Con il tempo ho capito che avrei intrapreso questo tipo di studio soltanto per compiacere le persone vicino a me e per avere una bella immagine.

 

Appena ne avrò la possibilità e il tempo, vorrei aggiungere al mio percorso psicologia. È una passione che ho sempre avuto, sarà forse per l’immensa empatia e passione che ho per la mente umana. All’inizio del mio percorso di scrittura, quando ancora scrivevo senza dire niente a nessuno, dentro alla mia testa spesso c’erano riferimenti alla psicologia umana. Ringrazio sempre per essere una persona cosi piena di passioni e curiosità perché mi sta aiutando immensamente nel mio modo di essere e nel percorso che, alla fine, ho scelto di prendere.

 

Ora studio musica, produzione, pianoforte e scrivo, ma spero di poter scrivere anche per gli altri un giorno.»

 

Quando e come hai incontrato la musica nella tua vita?

«Sono cresciuta in una famiglia che ha sempre amato la musica: ogni anno mio padre, da quando avevo 4 anni, insisteva nel fare dei Festival in un paesino ancora più piccolo di Scalea. Così la prima canzone che cantai fu “Sono già solo” dei Modà, a 4 anni appunto.

 

Ma già quando avevo 2 anni i miei nonni mi misero davanti una piccolissima pianola e iniziai ad amare ogni suo tasto. All’età di 12 anni cominciai a studiare pianoforte, a fare concorsi per tre anni. Poi iniziai il liceo: quell’estate tra le medie e il liceo andai a lavorare per 4 soldi soltanto per comprarmi un pianoforte digitale vero, con cui produco e suono tutt’ora.

 

Continuai da sola a formarmi sul pianoforte, finché non arrivò questo momento di disperazione totale in cui la musica non faceva più parte dei miei piani. Mi ripetevo ogni giorno che dovevo lasciarla stare perchè non avrei combinato nulla in un mondo cosi astratto. Ogni tanto scrivevo perché, solo così, riuscivo a liberarmi. A 14 anni un dj mi parlò della mia attuale Accademia, ma solo all’età di 17 anni presi di nuovo in considerazione l’idea di fare musicalmente qualcosa: così sono arrivata alla RC Voce Produzione. Da quel giorno non ho mai più abbandonato e tradito la mia strada.

 

Sono entrata in distribuzione con Sony, ho conosciuto tante persone importanti, sono cresciuta tantissimo sia a livello artistico che personale.

 

Ora siamo alla 5° distribuzione: sono in piena promozione per il mio ultimo singolo, studio scrittura, produzione e pianoforte e, al più presto, prenderò lo studio delle tecnologie del suono. Sono fiera della mia strada e dei miei sacrifici. Farò tante cose.»

 

Figure importanti per il tuo percorso artistico sono state Cecilia Cesario e Rosario Canale, con cui stai seguendo la scuola di alto perfezionamento canoro “RC voce produzione”: quanto è stato importante il loro supporto? E che rapporto avete oggi?

«Penso che se non ci fossero stati loro due avrei mollato molti progetti e avrei creduto molto meno in me stessa.

 

Sono due persone molto trasparenti, quindi non si fanno scrupoli nel dirti le cose come stanno ed io avevo bisogno proprio di due persone del genere. Mi hanno insegnato a creare una corazza, ad accettare le porte in faccia, i no, le critiche e ad affrontare tutto ciò che appartiene a questo mondo, a questa giungla.

 

Cecilia mi ha dato il nome d’arte: non l’avrei mai permesso a nessuno che non fosse stato un pezzo di cuore. E, anche se non parliamo tanto perché studio maggiormente con Rosario, vorrei dirle che sono felice di lei e che ogni volta che mi dice qualcosa, quelle parole saranno per sempre conservate dentro al mio cuore. So di essere una delle sue stelle e lei è la luna che ci porta a brillare sempre così tanto.

 

Rosario ha vissuto ogni ora del mio percorso, ha preso e migliorato qualsiasi mio progetto e idea. Ha partorito l’artista che sto diventando e sarò per sempre felice di queste cose.

 

Potrei scrivere fino a domani di loro due, sono una famiglia e senza di loro potrei sentirmi senza direzione. Vi voglio bene.»

Intervista Marla
Con Rosario hai ideato e prodotto “Dimmelo”, il tuo nuovo singolo: come è nata l’idea della sua creazione e produzione? E che riscontro sta avendo col pubblico?

«Dovete sapere che, prima di dormire, immagino sempre come potrei strutturare il mio prossimo pezzo, ed una sera mi venne in mente un ritornello che iniziava proprio come “Dimmelo”.

 

Immaginavo un palco importante con un ritornello altrettanto importante e, dal giorno dopo, iniziai a scrivere per rendere questo pensiero realtà. Credo che tutti i nostri stimoli facciano parte del nostro destino e, casualmente, in quel periodo avevo tanto da dire.

 

Amo tantissimo la produzione di questo brano, nonché bimba di Rosario e parte fondamentale della sua mente creativa.

 

Ho avuto tante critiche, poco costruttive date solo dalla cattiveria, ma anche tante soddisfazioni: è piaciuta molto anche ad un target fuori da quello che, generalmente, ascolta questo tipo di musica e ciò mi fa capire di essere verso la strada giusta.

 

Mi sono avvicinata, attraverso i social, a tante persone che lavorano in questo ambito: è un altro tipo di soddisfazione avere un riscontro super positivo e fare qualcosa che, generalmente, fa parte del mondo maschile. Penso che bisogna creare qualcosa che ancora non è stato fatto, ed io ci sto riuscendo, nonostante i tanti sacrifici dietro.»

 

“Dimmelo” nasce in un momento di smarrimento, in cui senti la necessità di sapere, comprendere e liberarti. Qual è stato l’incipit emotivo che ti ha spinto a scrivere questa canzone?

«In un momento della mia vita sono stata spezzata, rotta. Non mi sentivo amata ed avevo tanta paura, così cercavo una conferma di ciò che pensavo nella persona che, effettivamente, mi amava, ma che io non sentivo. Io non sentivo niente ed è una sensazione che non augurerei mai a nessuno.

 

Io ho sempre avuto paura di essere abbandonata: vedevo cose che le mie paure volevano vedere per confermarmi che tutte le persone che avevo attorno, effettivamente, non mi amassero e allora ho pensato “dimmelo”.

 

Dimmi che non mi ami più, che ti stai allontanando, che tutto ciò che penso è vero perché le mie paure mi stanno mangiando e vedo cose che non esistono. Però, allo stesso tempo, se mi ami e non mi vuoi perdere allora dimmelo. Dimmi qualsiasi cosa perché io ho bisogno di saperlo, altrimenti non so cosa devo raccontare alle mie paure.

 

“Dimmelo”, in fondo, parla di me, non di lui. Lui mi amava, tanto. Ma una persona come me che, in passato si è sentita rotta, non può far altro che rompere tutto ciò che ha attorno.

 

Semmai ti capitasse di leggere questa intervista, allora permettimi di chiederti scusa per ciò che sono stata e ciò che non sono stata in grado di essere.»

 

Qui non ti limiti a raccontare un’emozione: la vivi, la gridi, la sussurri, come se ti mettessi completamente a nudo. Quando hai sentito l’esigenza di mostrarti senza filtri, trasformando le tue fragilità in parole potenti e autentiche?

«L’ho sempre fatto, ho sempre avuto questa necessità. Solo che, crescendo, ho imparato a farlo in modo totalmente trasparente, senza nessuna paura e, soprattutto, iniziando a scegliere le parole giuste. Questo ha fatto in modo che tutto ciò che dicessi risultasse come una verità assoluta.

 

Due anni fa, all’inizio del percorso, i progetti erano molto acerbi e non riuscivo ancora ad esprimermi così. Se oggi sono stata in grado di trasformare le mie fragilità in parole potenti è merito del tempo e della crescita che ho avuto, ma questa necessità di mostrarmi senza filtri l’ho sempre avuta.»

Una canzone che ti ha aiutato, quindi, a capire qualcosa di te che, ancora, non sapevi?

«Assolutamente sì. La me di ora vorrebbe tanto abbracciare le vecchia me che ha scritto questa canzone.

 

Grazie a “Dimmelo” ho imparato che anche la paure più grandi possono essere combattute, che il dolore passa e che ciò che sentiamo non è per sempre. Ho imparato che posso osare con la mia penna e che il rap mi aiuta davvero tanto. Ma, soprattutto, mi ha insegnato a credere anche nei progetti che, inizialmente, non mi piacciono e che le cose belle richiedono tempo.»

 

Brano che, tra l’altro, è stato inserito nelle playlist editoriali “Raptopia”, “Novità rap italiano” e “New Music Friday”. Avresti mai pensato di riuscire ad ottenere un risultato simile?

«Assolutamente no. Io non me ne ero resa neanche conto, finché non mi scrisse un ragazzo che fa rap e mi mandò gli screen di tutte le playlist con dentro la mia canzone. Sono stata super felice, soprattutto perchè nelle playlist dedicate al rap ero l’unica donna.

 

Essendo un mondo prettamente maschile, raggiungere questi risultati all’inizio è super soddisfacente. Rosario e Cecilia erano molto felici, io anche.

 

Ora voglio raggiungere risultati poco più grandi.»

 

Anche il videoclip ufficiale ci sembra molto evocativo, riuscendo a tradurre le emozioni di “Dimmelo” in immagini, alternando flashback e momenti intensi che hai vissuto. Come è nato il concept insieme al regista Nicholas Baldini?

«Ho lasciato fare tutto lui. Mi ha spiegato l’idea ed io ho semplicemente accettato.

 

È stato molto divertente: Nico è una persona buonissima e un regista assurdo, sono felice di aver collaborato con lui per il mio primo videoclip. È un traguardo importante.»

Intervista Marla
Progetto nato grazie ai social. E a proposito di questi ultimi, come valuti il ruolo dei social e delle dinamiche di distribuzione all’interno del settore musicale?

«Purtroppo, in questo momento, sono davvero molto importanti per l’attuale industria musicale.

 

La visibilità parte principalmente da loro e se inizi a gestirli per bene possono darti davvero tante soddisfazioni, come hanno fatto con me. Poi è davvero bello sentire il parere di persone che non conosci e avere il loro sostegno, semplicemente perché vogliono, senza nessun tornaconto personale.

 

Le dinamiche di distribuzione sono un argomento molto intricato da trattare. Alcune volte prevalgono molto di più della musica in sé e questa cosa mi rende davvero dispiaciuta.

 

Spero che, con il tempo, ci si possa avvicinare sempre di più all’importanza che ha la musica e non per la nostra estetica, per il nome della casa che ci distribuisce e tutto ciò che segue.»

 

Quanto ti senti cambiata da “Fiore di ciliegio”, il tuo primo brano?

«Tanto, tantissimo.

 

Ora sono molto più matura e ho imparato a dialogare e parlare in modo molto più crudo, assertivo, vero. Si sente nei testi, lo sento io mentre canto e scrivo. Sono di nuovo ad un punto di svolta e sto evolvendo verso un’artista più matura: se mi lasci in studio da sola adesso, più o meno, so fare quasi tutto e qualche anno fa per me era impensabile.

 

Nei prossimi brani capirete la muturità di cui visto parlando ora: la sentirete nelle melodie, nelle parole e, soprattutto, nella mia voce.

 

Ho imparato che le parole non bastano: è importante anche interpretare bene ciò che si scrive.»

 

Lasciaci un’immagine che vuoi venga in mente a chi pensa a Marla.

«Oddio, molto difficile. Un pianoforte, una sigaretta, una penna e tanta malinconia. In uno studio in cui il nero prevale. E dentro al cuore tanto mare. Non so se possa esistere un’immagine del genere, chiederò all’IA.»

Intervista Marla

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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