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Intervista esclusiva a Sedici per il nuovo singolo “1-0 x il mondo”
Intervista Sedici

Intervista esclusiva a Sedici per il nuovo singolo “1-0 x il mondo”

Dopo avervi segnalato Provinciale (cliccate qui per rileggere l’intervista), oggi vi presentiamo Sedici, attualmente in rotazione radiofonica con “1-0 x il mondo”, il suo nuovo singolo. Conoscetela meglio nella nostra intervista!

Sofia Palozzi, in arte Sedici, è una cantautrice di Roma nata nel 2005. Scrive testi sin da piccola, ma le sue insicurezze hanno sempre impedito anche solo l’idea concreta di realizzazione del suo sogno più grande, confinando la sua musica tra le quattro mura della sua stanza. Poi, all’età di 16 anni, trova il coraggio di mettersi in gioco e decide di provarci.


Comincia, così, a pubblicare i primi brani, fino ad arrivare a ‘’non sembra da me’’, che, con più di 200.000 ascolti, attira l’attenzione non solo di addetti ai lavori e artisti, ma anche di un pubblico che cresce sempre più e di cui Sedici riesce ad essere sempre più una rappresentante generazionale.

 

Dopo diversi brani, tra cui anche collaborazioni con altri artisti, firma con Luppolo il singolo ‘’Tutto okokok’’, inizia a suonare in giro per Roma e per la penisola, raccogliendo fan di tutto il paese.

 

Dopo ‘’brivido’’, ‘’eco // non esiste solo l’ansia’’ e ‘’stare al passo’’, Sedici chiude il cerchio con suo primo EP ‘’0 ore di sonno’’, uscito il 13 Giugno per Honiro Label e Luppolo Dischi.

 

1-0 x il mondo” è il suo nuovo singolo in uscita il 28 Novembre.

Hai iniziato a scrivere da piccola, ma per anni hai tenuto la tua musica nascosta: cosa ti ha fatto fare il salto?

«Ho sempre scritto come un rifugio, un modo per capire me stessa. Ma per anni non me la sentivo di mostrarlo agli altri perché era troppo personale, troppo fragile. Il salto è arrivato quando ho capito che la mia vulnerabilità poteva diventare forza, che raccontare le mie emozioni poteva aiutare anche chi si sentiva come me.»

 

Spesso nei tuoi testi parli di insicurezze e fatica quotidiana: perché per te è importante mostrare anche le crepe?

«Perché le crepe ci rendono umani. Non voglio raccontare solo la parte bella della vita…le difficoltà, le giornate in cui sembra di non farcela, fanno parte del percorso e spesso sono quelle che ci fanno crescere di più. Condividerle crea connessione.»

 

Con “non sembra da me” hai raggiunto un pubblico crescente: come vivi questa responsabilità da rappresentante generazionale?

«È una responsabilità bella e pesante allo stesso tempo. Cerco di non sentirmi obbligata a dare risposte a tutti, ma di restare sincera, mostrando quello che provo e penso davvero. Se qualcuno si ritrova nei miei testi, posso solo che esserne soddisfatta.»

Intervista Sedici
Il tuo nuovo singolo “1-0 x il mondo” parla della sensazione di essere sempre in svantaggio: qual è stata la scintilla che ti ha spinto a scriverlo?

«L’idea centrale del pezzo è nata da Edoardo Chierici, in arte Dedo, che mi ha proposto quest’immagine potentissima della vita come una partita già in svantaggio e l’ho sentita subito mia. Da lì abbiamo iniziato a costruire il testo: volevamo raccontare quei momenti in cui sembra che la vita parta già con un gol di vantaggio contro di noi. Quando anche le piccole cose diventano una fatica enorme e ci sentiamo impotenti, bloccati…»

 

Come hai lavorato alla produzione e al sound del brano?

«Abbiamo cercato un equilibrio tra intimità e tensione. Volevamo far percepire quella lotta silenziosa, quella sensazione di peso addosso, ma anche la spinta a resistere. La produzione ha lo scopo di accompagnare chi ascolta dentro quella partita interiore.»

 

C’è un’immagine o un oggetto quotidiano che ti ha ispirata mentre lo scrivevi?

«Sì, il letto… quel gesto minuscolo, alzarsi, a diventa una sfida enorme. Volevo trasmettere proprio quella fatica quotidiana che, spesso, passa inosservata.»

La canzone descrive una “partita silenziosa contro sé stessi”: che forma ha per te questo silenzio?

«Il silenzio è pesante, ma anche pieno di tensione. Non è assenza di suono, ma assenza di voce per ciò che proviamo davvero dentro. È quella sensazione di lottare senza che nessuno ti veda, senza applausi o conferme.»

 

Qual è stata la parte più difficile da mettere in musica di un’emozione così complessa?

«Trasformare quella sensazione di blocco in un invito a reagire. Volevo che la fatica si sentisse, ma non che il pezzo diventasse solo buio.»

 

Se “1-0 x il mondo” fosse un messaggio per chi si sente in svantaggio nella propria vita, quale sarebbe?

«Che non devi battere il mondo…basta non farti schiacciare. Anche quando sembra avere tutto contro, puoi sempre provare a pareggiare. E quel tentativo vale tantissimo.»

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Nel pezzo inviti ad “almeno pareggiare”: cosa significa per te, oggi, riuscire a pareggiare una partita con il mondo?

«Significa fare quel passo in più, anche quando sembra impossibile, affrontare le difficoltà senza aspettarsi la perfezione. È celebrare le piccole vittorie quotidiane, che spesso contano più di qualsiasi grande traguardo.»

 

Nel testo parli proprio di questa “partita della vita”, dove anche le piccole cose hanno un peso enorme. Che ruolo gioca la quotidianità nella tua scrittura?

«È centrale. Le emozioni più forti, spesso, passano dai dettagli: un gesto, una frase. Io scrivo così, partendo da ciò che vivo tutti i giorni e che riconosco come vero.»

 

Sappiamo che Roma sta diventando un punto centrale del tuo percorso: quanto ha influenzato la tua identità artistica?

«Roma è una città piena di storie, caos e mi da sempre nuovi stimoli. Ha un’energia che finisce per forza nella mia musica.»

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Con il tempo il tuo pubblico è cresciuto molto, così come le collaborazioni e gli spazi in cui ti esibisci. C’è un momento live che ricordi più degli altri?

«Ci sono tanti momenti speciali, ma ricordo benissimo il primo vero e proprio concerto solo mio. È andato sold out in 2/3 giorni dall’annuncio. Vedevo le persone urlare le mie canzoni per la prima volta, come se quello che scrivevo nella mia stanza avesse trovato una casa nelle loro voci. Un’emozione incredibile.»

 

Guardando indietro, quali sono stati i momenti decisivi che ti hanno portata da una stanza piena di insicurezze ai palchi di tutta Italia?

«Tutti i piccoli sì che ho detto quando avrei voluto dire no per paura. Le prime canzoni pubblicate, i primi palchi, le prime persone che hanno creduto in me anche quando io non lo facevo. È stato un percorso a passi minuscoli, ma costanti.»

 

Che tipo di “partita” vuoi giocarti da qui ai prossimi mesi?

«Voglio crescere, sperimentare, continuare a raccontare storie vere. Voglio provare a pareggiare ogni partita, piccola o grande, che la vita mi mette davanti.»

Scritto da: Rosaria Vecchio

Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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Rosaria Vecchio, creatrice di Pillole di Musica Pop, un piccolo spazio per gli amanti del pop, dove poter parlare di musica a 360°, senza particolari limiti o censure.

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